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JEMP, l’associazione studentesca che colma il gap tra mondo universitario e mondo del lavoro

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Parliamo di JEMP, ovvero della “Junior Enterprise Milano Politecnico”: nata nel 2014 per idea di 8 studenti al primo anno di università, opera fin dalla sua nascita all’interno di Polihub, l’incubatore per startup considerato come il terzo migliore al mondo

Un problema ricorrente nelle università italiane è la mancanza di sinergia con il mondo delle imprese nella preparazione dei futuri laureati. I nostri studenti sono molto abili quando si tratta di studiare concetti e teorie, ma mancano di esperienze lavorative concrete che in un mercato iper competitivo, come quello dei neolaureati, creano il vero vantaggio competitivo. Vogliamo allora valorizzare chi, cosciente di questa situazione, è andato alla ricerca di un cambiamento.

Pochi sanno che, in seno a molte università, alcuni ragazzi si riuniscono con la speranza di oliare questo meccanismo inceppato e dare una carica in più alle loro vite: stiamo parlando degli Junior Entrepreneurs, riuniti nelle Junior Enterprises.

Queste sono vere e proprie organizzazioni non profit composte unicamente da studenti universitari che, accumunati da un forte interesse per quanto imparano a lezione, vogliono mettersi in gioco aprendosi al mondo del lavoro prima dei loro coetanei, offrendo servizi di consulenza ad aziende e privati.

Parliamo di una realtà consolidata in Europa, con circa 300 JE in 14 Paesi e 26000 JEurs.
In Italia, sono presenti 17 Junior Enterprises che operano sotto l’egida di JADE Italia, la confederazione nazionale.

Abbiamo scoperto un po’ di più riguardo una di queste. Parliamo di JEMP, ovvero della “Junior Enterprise Milano Politecnico”: nata nel 2014 per idea di 8 studenti al primo anno di università, opera fin dalla sua nascita all’interno di Polihub, l’incubatore per startup considerato come il terzo migliore al mondo.

Oggi, nel quarto anno di vita, JEMP conta 37 consulenti junior, provenienti da 11 facoltà diverse. La diversità e la qualità dei corsi di laurea proposti dal Politecnico è uno dei punti di forza di JEMP, che può attingere così da uno dei migliori bacini formativi del Paese.

I giovani designers e ingegneri, i JEMPers appunto, offrono a piccole/medie imprese e a startup servizi di consulenza, che spaziano dal campo della finanza e del marketing fino ai vari settori del design e dei servizi IT.

Con più di 50 progetti conclusi, i JEMPers hanno avuto l’occasione sia di mettersi alla prova, riuscendo a trasformare il loro “Sapere” in “Saper fare” con un approccio “learning by doing”, sia di imparare nuovi concetti e attività, grazie al continuo scambio di conoscenze tra i Soci di diversi anni e facoltà.

Ai progetti esterni, si affiancano giornate e vari corsi di formazione per accrescere le competenze degli Associati. Per citare qualche esempio, i giovani hanno partecipato a diversi workshop sul public speaking, sulla creazione di business plan, sul project management e sulla gestione di software per il video editing. L’attività di networking è infine fondamentale sia per sviluppare la capacità di sapersi relazionare con i clienti ma anche per instaurare una rete di relazioni interpersonali con aziende che potranno assumere in futuro lo Junior Entrepreneur.

Dunque, anche nel nostro delicato Paese, è possibile trovare strade alternative per non lasciarsi trascinare in una situazione di stallo: questi studenti sono, alla fine del loro percorso universitario, già giovani professionisti, con le conoscenze e le competenze richieste dal mondo del lavoro e con una sviluppata attitudine imprenditoriale.

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