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Forza Nuova contro il Festival del Giornalismo di Perugia: “No alla festa dell’infamia e della perversione”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 7 Apr. 2019 alle 09:45 Aggiornato il 7 Apr. 2019 alle 09:49
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Immagine di copertina

Forza Nuova attacca il Festival del Giornalismo in corso a Perugia. Il movimento di estrema destra ha esposto nel capoluogo umbro uno striscione con scritto “No al festival dell’infamia e della perversione” e ha spiegato la propria posizione con un post pubblicato sulla pagina Facebook di Forza Nuova Perugia.

La rassegna, giunta alla sua 13esima edizione, viene definita tra le altre cose un “concentrato di idiozie politicamente corrette”, “un cenacolo partigiano di ispirazione trozkista” e “l’ultimo vagito di una sinistra sconfitta dal flusso degli eventi e schifata dalla gente”.

Vengono poi espressamente presi di mira alcuni ospiti del festival, come l’attivista Lgbt Vladimir Luxuria, il sacerdote missionario Don Zanotelli e Paolo Berizzi, giornalista del quotidiano Repubblica.

Di seguito il post integrale pubblicato sulla pagina Facebook di Forza Nuova Perugia.

“Con questo esplicito striscione Forza Nuova si schiera contro il festival del giornalismo che si sta celebrando in questi giorni a Perugia. Un concentrato di idiozie politicamente corrette, prive di qualsiasi attinenza alla realtà”.

“Quello che doveva essere un evento dedicato all’informazione si è difatti tramutato in un cenacolo partigiano di ispirazione trozkista. L’ultimo vagito di una sinistra sconfitta dal flusso degli eventi e schifata dalla gente”.

“Si parte dall’aberrante conferenza pornografica del signor Guadagno, in ‘arte’ Luxuria , sulla ‘Transessualità spiegata ai bambini’. Si passa quindi ai piani pro società multirazziale di Don Zanotelli. Chissà se fra gli effetti benevoli dell’immigrazione a cui pensa vi è anche la scazzottata fra pusher stranieri a Fontivegge di qualche giorno fa? Infine come farci mancare il solito pistolotto antifascista di Berizzi?”.

“Già, perché il libro dell’editorialista della Repubblica è un must per la sinistra terminale: una accozzaglia di fatti a malapena verosimili e disarticolati nel tempo e nello spazio, scritti sotto la dettatura di un traditore, alla ricerca spasmodica di un istante di fama”.

“Apprendiamo infine, della possibile presenza della creatrice delle Femen. Il circo antifascista e pro Soros sarebbe a quel punto al completo. Ci auguriamo anzi che la Shevchenko ci sia e si spogli come suo solito, contribuirebbe infatti a far alzare il livello”.

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