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Processo Formigoni: la Cassazione condanna l’ex governatore a 5 anni e dieci mesi

La condanna definitiva è stata ridotta rispetto a quella che era stata stabilita in appello

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 21 Feb. 2019 alle 21:13 Aggiornato il 21 Feb. 2019 alle 21:20
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Immagine di copertina
Credit: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images

L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, accusato di corruzione nell’ambito della vicenda dei presunti fondi neri della fondazione Maugeri, è stato condannato a 5 anni e 10 mesi. Lo ha deciso la Cassazione giovedì 21 febbrai0 2019, dopo oltre 4 ore di camera di consiglio.

Ora la decisione della Suprema Corte sarà trasmessa alla procura generale di Milano per l’esecuzione della pena: il “Celeste” dovrà andare in carcere.

La condanna definitiva per Formigoni è più bassa rispetto a quella inflittagli in appello, che era di 7 anni e 6 mesi, perché è stato dichiarato prescritto il capo di imputazione di corruzione relativo al crac del San Raffaele.

Nel 2016 Roberto Formigoni è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione per corruzione per i casi San Raffaele e Maugeri, due scandali che hanno coinvolto la sanità regionale lombarda.

Secondo quanto sostiene il pg Luigi Birritteri, da parte di Formigoni c’è stato un “sistematico asservimento della funzione pubblica agli interessi della Maugeri, un baratto della funzione”.

La corruzione perpetrata dall’ex governatore della Lombardia ha riguardato un giro di oltre 61 milioni di euro e circa 6 milioni di utilità sono arrivati “in vari flussi e forme” a Formigoni.

“Tenuto conto del suo ruolo e con riferimento all’entità e alla mole della corruzione, è difficile ipotizzare una vicenda di pari gravità”, ha aggiunto il pg. E ha concluso: “Evitiamo che la legge possa essere calpestata con ‘grida manzoniane'”.

La Suprema Corte ha rigettato anche i ricorsi dell’ex direttore amministrativo della Maugeri, Costantino Passerino (condannato in appello a 7 anni e 7 mesi), dell’imprenditore Carlo Farina (3 anni e 4 mesi) ed ha dichiarato inammissibile quello di Carla Vites, moglie dell’ex assessore Antonio Simone, che chiedeva di essere prosciolta con una formula più favorevole rispetto a quella pronunciata nei gradi di merito.

I giudici della sesta sezione penale hanno quindi sostanzialmente confermato la sentenza che la Corte d’appello di Milano aveva emesso nello scorso settembre (con la quale per Formigoni era anche stata prevista la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici) e, al di là della dichiarazione di intervenuta prescrizione del reato sul crac del San Raffaele, hanno condiviso le conclusioni che stamane il pg Luigi Birritteri aveva esposto nella sua requisitori.

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