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Fattori (M5S) a TPI: “Vaccini, stamina e sperimentazione animale: l’avversione per la scienza in parlamento mi ricorda molto la caccia alle streghe”

Esce oggi il libro della ricercatrice e senatrice dissidente M5S, intitolato "Il Medioevo in Parlamento". TPI l'ha intervistata

Di Anna Ditta
Pubblicato il 19 Mar. 2019 alle 12:34 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:02
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Immagine di copertina
I senatori del M5s, Gregorio De Falco (S) e Elena Fattori (D), in aula al Senato durante la discussione del Dl sicurezza, Roma, 5 novembre 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Elena Fattori, dissidente del Movimento Cinque Stelle, è ancora in attesa della decisione del Collegio dei probiviri che potrebbe comunicarle l’espulsione dopo il “no” al decreto sicurezza di Salvini.

“I probiviri dovrebbero farti sapere entro 90 giorni l’esito del procedimento. Non avendo ricevuto niente lo considero prescritto”, dichiara la senatrice a TPI, che l’ha contattata telefonicamente a ridosso dell’uscita del suo libro Il Medioevo in Parlamento. Vaccini, Stamina, Sperimentazione animale. Perché la politica sta boicottando la scienza (Rizzoli).

Fattori ha fatto sapere che mercoledì, in occasione del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini sul caso Diciotti, voterà a favore nonostante il voto degli iscritti su Rousseau si sia espresso in senso contrario. Ma prima di una scelta definitiva, dice la senatrice a TPI, “voglio sentire il dibattito parlamentare”.

Senatrice, come mai ha scelto il riferimento al Medioevo per il titolo del suo libro?

Perché l’avversione per la scienza che il parlamento ha avuto in questi anni mi ricorda molto la caccia alle streghe. Mi sembrava un paragone calzante.

Quando è iniziata questa nuova avversione per la scienza?

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

Per me è stato illuminante il caso Stamina. Sono arrivata in parlamento nel 2013, quindi la prima questione su cui ci è capitato di lavorare è stato proprio il decreto Balduzzi (la riforma della Sanità approvata durante il governo Monti, ndr). Lì mi sono resa conto che la scienza e la logica hanno poco spazio in parlamento, dove vigono altre regole, altre modalità di pensiero.

Quindi l’avversione non è solo da parte del Movimento Cinque Stelle secondo lei?

No, infatti. Certo, il Movimento Cinque Stelle è stato quello che più radicalmente ha assorbito questo tipo di idee, ma non sono estranee a nessuno.

Lei racconta anche di una telefonata che l’attuale premier Giuseppe Conte, allora avvocato della famiglia della piccola Sofia, le fece sul metodo Stamina. Come si spiegò quella telefonata?

Succede spessissimo che gli stakeholders ti chiamino per perorare un emendamento. Però quello mi colpì particolarmente perché era in Commissione speciale, eravamo opposizione, quindi fu curioso che si rivolgesse a noi l’avvocato della piccola Sofia.

Quando poi Conte è stato nominato Presidente del Consiglio ci ho messo un po’ a capire che era lui. Non mi ricordavo il nome. Ma ho recuperato la vecchia mail con la descrizione della telefonata e ho fatto due più due.

In quel caso lui le disse che dire “no” al metodo Stamina avrebbe lasciato scontente diverse famiglie.

Sì, quando qualcuno perora un emendamento ti mette sempre davanti a cosa significherebbe non approvarlo. Non è la prima volta. Chiunque supporti un emendamento cerca di tirare l’acqua al suo mulino. Non è una cosa originale.

Era il tema, piuttosto, ad esserlo.

Il tema era particolare, scottante.

In una recente intervista lei ha dichiarato che a volte “bisogna essere capaci di dire no al popolo”. 

Sì, questo è importante. Come si dice, il direttore d’orchestra gira le spalle al pubblico a volte. Le richieste che arrivano dalla gente sono sempre di benessere, felicità, però non bisogna promettere qualcosa che non è realistico.

Riconoscere questo concetto, però, non è un po’ come rinnegare i principi del Movimento Cinque Stelle?

Non tutto quello che chiede la gente può essere esaudito, questo lo dico nel libro, non è il paese dei balocchi. Chi poi ha la responsabilità di legiferare deve comunicare anche cosa è possibile e cosa no. In questi casi particolari, di deliri collettivi, di pseudo-medicine bisogna essere chiari: dove c’è la possibilità di intervenire lo si fa, ma volte è anche pericoloso proprio per la salute pubblica – vedi movimenti No Vax – quindi bisogna saper dire di no.

Andando al tema dei vaccini, Beppe Grillo già in alcuni suoi spettacoli faceva dichiarazioni contro le vaccinazioni. Invece lei è stata molto chiara su questo, data la sua esperienza di ricercatrice e di mamma. Come va affrontato oggi il tema?

Bisogna combattere le fake news. Dopo un anno posso dire che tutta l’ansia e la preoccupazione delle persone viene dall’invasione del web di notizie non fondate e ragionamenti pseudo-scientifici. Dopodiché bisogna trovare i modi per garantire l’assenza di conflitti d’interessi tra chi si occupa di salute pubblica e una giusta informazione. In una situazione del genere, imporre vaccinazioni obbligatorie con sanzioni estreme non credo sia sufficiente.

Quale passo in più andrebbe fatto?

Bisognerebbe ascoltare le ragioni della medicina, non si può sempre giocare sul consenso sulla salute pubblica. Una soluzione che abbiamo pensato con alcuni ricercatori è questo patto trasversale per la scienza, che dovrebbe includere politici, ricercatori e comunicatori. Per fare in modo che le questioni mediche non siano usate per contrapposizioni politiche. Deve diventare una specie di codice deontologico del politico.

Sul tema il Movimento Cinque Stelle ha reso più moderata la sua posizione col tempo, prima le modifiche al programma, poi il patto per la scienza di cui lei parlava, firmato anche da Beppe Grillo. Andiamo verso una “normalizzazione” delle posizioni M5S sui vaccini?

Il Movimento è un insieme eterogeneo di persone, quindi dipende con chi si parla. La linea ufficiale mi sembra molto ragionevole. Rimane, non solo nel Movimento ma in molti gruppi politici (soprattutto la Lega adesso), la tentazione di dare spazio a queste credenze, perché poi costituiscono altrettanti pacchetti di voti. Per un po’ bisognerebbe avere la coscienza di non pensare ai pacchetti di voti ma alla salute pubblica.

Lei ha detto che all’epoca lasciare la commissione Sanità fu un errore. Tornando indietro si comporterebbe diversamente?

Dopo il caso Stamina e quello sulla sperimentazione animale non lasciai solo la commissione Sanità, ma rifiutai di occuparmi di temi del genere. Poi sui vaccini invece mi fu chiesto di occuparmene proprio dalla comunicazione e dallo staff.  Ma è stato un errore tirarmi indietro, è troppo semplice scappare. Sì, tornando indietro mi comporterei diversamente sulle questioni scientifiche passate.

Lei ha proposto degli emendamenti per il decreto vaccini. Pensa che saranno approvati?

Non tutti. Alcuni li ho preparati da sola, altri con delle associazioni. Ho anche un ordine del giorno a cui tengo particolarmente, che chiede di implementare un algoritmo per correlare le reazioni avverse coi vaccini. Molto spesso le reazioni avverse ai vaccini sono solo cose che accadono correlate nel tempo, sono scritte sui bugiardini perché la casa farmaceutica si vuole tutelare, ma c’è scritto ad esempio anche annegamento, incidente stradale. Sarebbe il caso di migliorare la comunicazione, implementando un algoritmo che già esiste negli Stati Uniti, portarlo in Italia e spiegare quali sono le vere reazioni avverse ai vaccini, che non sono quelle sbandierate dai No Vax. Sicuramente non c’è l’autismo tra queste.

Si avvicina il voto sul caso Diciotti, lei ha già detto che voterà “Sì” all’autorizzazione a procedere contro Salvini.

Penso di sì, però prima voglio sentire il dibattito parlamentare. Ho approfondito relativamente, ho letto le relazioni, ma voglio sentire il dibattito, mi sembra giusto prendere una decisione finale solo dopo averlo fatto.

Non ha avuto alcuna comunicazione invece riguardo al procedimento nei suoi confronti che potrebbe portare all’espulsione?

Non ho mai avuto nessuna comunicazione ufficiale, per qualche strano motivo. I probiviri dovrebbero farti sapere entro 90 giorni l’esito del procedimento. Non avendo ricevuto niente lo considero prescritto.

>> La ribelle M5S Elena Fattori a TPI: “Il Movimento si sta spostando verso destra, e anche i suoi elettori”

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