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Salvini e il caso Diciotti: tutto quello che c’è da sapere

Di Laura Melissari
Pubblicato il 20 Mar. 2019 alle 07:54 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:47
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Matteo Salvini rischia di andare a processo per il caso Diciotti. Il 24 gennaio 2019 il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno. Qui tutte le informazioni sul caso Diciotti, scoppiato nell’agosto 2018, quando a 177 migranti a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera, per 5 giorni è stato impedito lo sbarco al porto di Catania.

Dal momento che Matteo Salvini è un senatore, e i reati contestati sono commessi nell’esercizio delle sue funzioni di ministro, è necessario che sia il Senato, e nello specifico la Giunta per l’immunità, a dare l’autorizzazione a procedere. Il 19 febbraio la giunta ha votato NO, non concedendo l’autorizzazione a procedere.

Il Senato si riunisce il 20 marzo per confermare o respingere la decisione con un voto (palese) a maggioranza assoluta.

Qui una serie di domande e di risposte per chiarire tutta la vicenda:

Caso nave Diciotti, cosa è successo tra il 14 e il 25 agosto 2018

La notte tra il 14 e il 15 agosto un barcone proveniente dalla Libia arrivava vicino alla costa di Malta. Dal momento che il governo di Malta aveva scelto di non soccorrerlo, il balcone ha lasciato la zona SAR maltese (acronimo di search and rescue, “ricerca e salvataggio”) per arrivare vicino alle coste italiane.

È lì che la nave Diciotti della Guardia Costiera italiana ha soccorso i migranti. A bordo del barcone vi erano 190 migranti, 13 furono trasferiti immediatamente all’ospedale di Lampedusa per le loro condizioni di salute, altri 177, tra cui donne e bambini, sono stati trasferiti a bordo della Diciotti.

La nave Diciotti è arrivata nel porto di Catania alle 23.30 di lunedì 20 agosto 2018 con a bordo i 177 migranti soccorsi.

Il ministro dell’Interno diede ordine però che i 177 migranti non potessero lasciare il pattugliatore della Guardia Costiera in attesa della ripartizione dei migranti soccorsi tra i paesi del’Unione europea. Per 5 giorni la nave è rimasta quindi ormeggiata in porto, senza che i suoi passeggeri potessero scendere. 

Nella serata di mercoledì 22 agosto il Viminale ha dato il via libera a un primo sbarco sul molo di Levante del porto di Catania di 27 minori non accompagnati.

Solo nella notte tra il 25 e il 26 agosto tutti i migranti hanno ricevuto il via libera per lo sbarco.

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio mercoledì 22 agosto era salito a bordo della Diciotti per una ispezione e ha definito “illecito” il trattenimento dei migranti a bordo della nave: il procuratore ha detto che la procura valuterà l’ipotesi di configurazione del reato di sequestro di persona.

I migranti sono stati trasferiti in un centro di accoglienza di Messina in attesa delle destinazioni successive, in base alle disponibilità ottenute dal governo: una ventina in Albania, altrettanti in Irlanda, un centinaio preso in carico dalla Conferenza episcopale italiana, in base all’accordo con il Viminale.

I migranti sono rimasti in mare complessivamente per quasi 10 giorni.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Che cos’è il Tribunale dei ministri

Il tribunale dei ministri, nell’ordinamento giudiziario italiano, è una sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il Tribunale dei ministri non è una corte speciale. Il tribunale dei ministri è istituito nei tribunali ordinari del capoluogo del distretto di Corte d’Appello e si tratta di un collegio composto di tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra tutti i magistrati in servizio nei tribunali del distretto che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di tribunale.

L’articolo 96 della Costituzione stabilisce che: “Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale”.

Che cos’è l’autorizzazione a procedere

Il tribunale dei ministri di Catania ha richiesto l’autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La palla sul caso Diciotti è poi passata al Senato che si è espressa sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno votando per il No.

Entro novanta giorni dal ricevimento degli atti, compiute indagini preliminari e sentito il pubblico ministero, il Tribunale dei ministri poteva scegliere se archiviare l’indagine o procedere.

Dal momento che il tribunale dei ministri di Catania ha richiesto l’autorizzazione, sono stati trasmette gli atti con relazione motivata al procuratore della Repubblica per la loro immediata rimessione al presidente del ramo del Parlamento competente. Nel caso di Salvini, che è un senatore, gli atti sono stati trasmessi alla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Il presidente del ramo del Parlamento competente ha inviato gli atti trasmessi dal Tribunale dei ministri alla giunta per le autorizzazioni a procedere.

Che cos’è la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato

La Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, il cui presidente è Maurizio Gasparri, ha il compito di riferire all’assemblea della Camera competente con una relazione scritta, dopo aver eventualmente sentito i soggetti interessati.

Entro 60 giorni dalla consegna degli atti al presidente della Camera competente, l’assemblea si riunisce e può “a maggioranza assoluta dei suoi componenti, negare l’autorizzazione a procedere ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia  agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente  interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo”.

Se invece l’assemblea concede l’autorizzazione, rimette gli atti al Tribunale dei ministri affinché continui il procedimento.

Il 19 febbraio 2019 la Giunta si è riunita per iniziare l’esame della domanda di autorizzazione a procedere. Il voto è stato negativo.

Che cos’è l’immunità

I parlamentari italiani godono, grazie all’articolo 68 della Costituzione, della cosiddetta immunità parlamentare. “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza”.

L’autorità giudiziaria non può quindi procedere, salvo le eccezioni dell’articolo 68, senza l’autorizzazione della Camera.

Quali reati vengono contestati a Matteo Salvini

Le ipotesi di reato per cui Salvini è stato indagato sono: sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Per queste accuse il ministro dell’Interno rischia dai 3 ai 15 anni di carcere.

Nonostante sia un ministro, Salvini infatti risponde comunque di fronte alla giustizia per eventuali reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni.

Tra i migranti soccorsi dalla nave Diciotti “vi erano anche diversi minorenni non accompagnati e tale circostanza era sicuramente nota anche al ministro atteso che già quando Mrcc Roma veniva contattata alle 11.52 del 15 agosto da una telefonata satellitare proveniente dal barcone si dava atto della presenza a bordo di circa 190 migranti, in maggioranza di nazionalità eritrea e somala tra cui diversi minori”, sostengono i giudici di Catania.

Per i giudici ministeriali, “lo stesso comandante Kothmeir della Diciotti, sentito dal pm di Agrigento il 22 agosto, confermava come a bordo ci fossero 29 soggetti minorenni. La legge Zampa n.47/17 e il decreto legislativo 142/15 prevedono espressamente il diritto dei minori non accompagnati di essere accolti in strutture idonee e di ottenere il permesso di soggiorno per minore età, sancendo il divieto assoluto, espressione anche di prescrizioni contenute in Convenzioni internazionali, di respingimento ed espulsione dei minori extracomunitari non accompagnati”.

“Ciononostante lo sbarco dei 29 minori veniva autorizzato da Salvini attraverso ‘la catena di comando’ solamente la sera del 22 agosto e solo dopo l’intervento della procura dei minori di Catania che con nota del 21 agosto indirizzata al Dipartimento per le Libertà civili e per l’Immigrazione aveva intimato lo sbarco dei minori non accompagnati presenti a bordo”.

Cosa rischia penalmente Matteo Salvini

Se il Senato darà il via libera all’autorizzazione a procedere, e Matteo Salvini andasse a processo per i tre reati che abbiamo elencato, potrebbe rischiare dai 3 ai 15 anni di carcere. Nello specifico, Salvini rischierebbe dai 6 mesi agli 8 anni di carcere per il reato di sequestro di persona (articolo 605 del codice penale), pena che può arrivare a 10 anni se il reato è commesso “da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni” e fino a 12 anni se il fatto “è commesso in danno di un minore”.

Nel caso della Diciotti, fino alla sera di mercoledì 22 agosto a bordo della nave erano trattenuti anche 27 minori, che poi sono stati fatti sbarcare. Salvini rischierebbe poi la reclusione da uno a 4 anni per abuso d’ufficio (articolo 323 del codice penale). Si tratta del reato commesso dal “pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”.

Cosa voterà il Movimento 5 Stelle sull’autorizzazione a procedere

Il possibile rinvio a giudizio di Matteo Salvini per il caso Diciotti rischia di aprire una vera e propria crepa nel Governo.

Per uscire dall’empasse, sono stati gli iscritti del movimento a decidere come dovranno votare i membri grillini della giunta per le Autorizzazioni del senato.

Gli iscritti hanno votare dalle 11 alle 21.30 del 18 febbraio e la decisione finale è stata di non concedere l’autorizzazione a procedere.

Questo è il quesito posto sulla piattaforma Rousseau:

Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?
– Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere
– No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere

Ironie e polemiche per il modo in cui il quesito è stato formulatoSarcastico anche Beppe Grillo: “Se voti Si vuol dire No Se voti No vuol dire Si. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!”, ha detto il comico.

Lo stesso Salvini, che aveva lasciato ai 5Stelle la facoltà di votare “con coscienza” perché “non ho bisogno di aiutini nascosti”, si è chiesto: “Ma è normale che un ministro dell’Interno, con l’appoggio di tutto il governo, venga processato per aver fatto quello che ha promesso in campagna elettorale?”.

La Giunta per le immunità del Senato si è riunita martedì 19 febbraio per decidere sulla richiesta del tribunale dei ministri di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno e ha votato No.

La Giunta, presieduta da Maurizio Gasparri, è formata da 23 persone.