Tutte le accuse dei giudici contro Salvini per il caso Diciotti

L’aggravante, secondo il Tribunale dei ministri di Catania, è la presenza a bordo di 29 minori

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 16:18 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:48
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Il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto di processare il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il caso della nave Diciotti. Nonostante la procura di Catania si fosse espressa per l’archiviazione, il collegio etneo ha avviato la procedura per richiedere l’autorizzazione a procedere per il titolare del Viminale per sequestro di persona e abuso di potere.

La richiesta è già stata recapitata alla Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari del Senato, presieduta dal senatore Maurizio Gasparri, che il 19 febbraio 2019 ha dato voto contrario all’autorizzazione a procedere.

Le accuse contro Matteo Salvini

Ecco cosa scrivono i giudici del tribunale dei ministri di Catania nel provvedimento con cui chiedono l’autorizzazione a procedere nei confronti del titolare del Viminale per il reato di sequestro di persona aggravato.

Tra i migranti soccorsi dalla nave Diciotti “vi erano anche diversi minorenni non accompagnati e tale circostanza era sicuramente nota anche al ministro atteso che già quando Mrcc Roma veniva contattata alle 11.52 del 15 agosto da una telefonata satellitare proveniente dal barcone si dava atto della presenza a bordo di circa 190 migranti, in maggioranza di nazionalità eritrea e somala tra cui diversi minori”.

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Per i giudici ministeriali, “lo stesso comandante Kothmeir della Diciotti, sentito dal pm di Agrigento il 22 agosto, confermava come a bordo ci fossero 29 soggetti minorenni. La legge Zampa n.47/17 e il decreto legislativo 142/15 prevedono espressamente il diritto dei minori non accompagnati di essere accolti in strutture idonee e di ottenere il permesso di soggiorno per minore età, sancendo il divieto assoluto, espressione anche di prescrizioni contenute in Convenzioni internazionali, di respingimento ed espulsione dei minori extracomunitari non accompagnati”.

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“Ciononostante lo sbarco dei 29 minori veniva autorizzato da Salvini attraverso ‘la catena di comando’ solamente la sera del 22 agosto e solo dopo l’intervento della procura dei minori di Catania che con nota del 21 agosto indirizzata al Dipartimento per le Libertà civili e per l’Immigrazione aveva intimato lo sbarco dei minori non accompagnati presenti a bordo”.

Nella vicenda legata alla nave Diciotti, spiegano i giudici, “le ragioni che hanno determinato il trattenimento a bordo dei migranti esulano da valutazioni di tipo ‘tecnico’ inerenti all’individuazione del porto più adeguato per offrire il necessario servizio di assistenza durante le operazioni di sbarco, investendo invece profili di indirizzo prettamente ‘politico’ connessi al controllo dei flussi migratori, attesa la volontà manifestata dal ministro Salvini di investire della problematica dei migranti sbarcati in Italia le istituzioni dell’Unione Europea”.

Quanto emerso dalle indagini preliminari, sottolineano i magistrati catanesi, dimostra che “non vi sono state ragioni tecniche ostative all’autorizzazione allo sbarco, atteso che l’intera macchina organizzativa era da subito pronta a procedere all’accoglienza, ai controlli sanitari, all’identificazione e al trasporto dei migranti nell’hotspot di prima accoglienza individuato dal prefetto Pantalone in quello di Messina”.

In conclusione, Matteo Salvini “ha abusato dei suoi poteri, privato della libertà personale 177 migranti di varie nazionalità giunti al porto di Catania a bordo dell’unità navale di soccorso Diciotti della Guardia Costiera italiana alle ore 23,49 del 20 agosto del 2018″.

Per questa ragione, sostiene il tribunale dei ministri di Catania, “il ministro dell’Interno deve rispondere del reato di sequestro di persona, aggravato dall’aver agito nelle veste di “pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate nonché per averlo commesso anche in danno di soggetti di minore età”.

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