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Caso Diciotti: tutto quello che c’è da sapere

La vicenda della nave militare italiana bloccata dalla tarda serata del 20 agosto nel porto di Catania con 150 migranti a bordo

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 26 Ago. 2018 alle 21:26 Aggiornato il 28 Gen. 2019 alle 14:25
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Immagine di copertina
Credit: Angela Caponnetto

La notte tra il 14 e il 15 agosto un barcone proveniente dalla Libia arrivava vicino alla costa di Malta. Dal momento che il governo di Malta aveva scelto di non soccorrerlo, il balcone ha lasciato la zona SAR maltese (acronimo di search and rescue, “ricerca e salvataggio”) per arrivare vicino alle coste italiane. È lì che la nave Diciotti della Guardia Costiera italiana ha soccorso i migranti. A bordo del barcone vi erano 190 migranti, 13 furono trasferiti immediatamente all’ospedale di Lampedusa per le loro condizioni di salute, altri 177, tra cui donne e bambini, sono stati trasferiti a bordo della Diciotti.

La nave Diciotti è arrivata nel porto di Catania alle 23.30 di lunedì 20 agosto 2018 con a bordo i 177 migranti soccorsi.

Il ministro dell’Interno diede ordine però che i 177 migranti non potessero lasciare il pattugliatore della Guardia Costiera in attesa della ripartizione dei migranti soccorsi tra i paesi del’Unione europea. Per 5 giorni la nave è rimasta quindi ormeggiata in porto, senza che i suoi passeggeri potessero scendere. 

Nella serata di mercoledì 22 agosto il Viminale ha dato il via libera a un primo sbarco sul molo di Levante del porto di Catania di 27 minori non accompagnati.

Solo nella notte tra il 25 e il 26 agosto tutti i migranti hanno ricevuto il via libera per lo sbarco.

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio mercoledì 22 agosto era salito a bordo della Diciotti per una ispezione e ha definito “illecito” il trattenimento dei migranti a bordo della nave: il procuratore ha detto che la procura valuterà l’ipotesi di configurazione del reato di sequestro di persona.

I migranti sono stati trasferiti in un centro di accoglienza di Messina in attesa delle destinazioni successive, in base alle disponibilità ottenute dal governo: una ventina in Albania, altrettanti in Irlanda, un centinaio preso in carico dalla Conferenza episcopale italiana, in base all’accordo con il Viminale.

I migranti sono rimasti in mare complessivamente per quasi 10 giorni.

Lo sbarco del 25 agosto

La notte tra il 25 e il 26 agosto è stato completato lo sbarco dei 137 migranti ancora a bordo della nave Diciotti, che sono scesi uno dopo l’altro dalla nave della Guardia costiera, ormeggiata al porto di Catania per 5 giorni.

I migranti sono stati trasferiti in un centro di accoglienza di Messina in attesa delle destinazioni successive, in base alle disponibilità ottenute dal governo: una ventina in Albania, altrettanti in Irlanda, un centinaio preso in carico dalla Conferenza episcopale italiana, in base all’accordo con il Viminale.

Ma sul pattugliatore sono rimasti complessivamente ben dieci giorni. Dopo le rapide procedure di fotosegnalamento e prima identificazione, vengono fatti salire a bordo di tre pullman diretti a Messina. Nel pomeriggio avevano lasciato l’unita’ militare in 13 per ragioni sanitarie.

La nave Diciotti è arrivata nel porto di Catania alle 23.30 di lunedì 20 agosto 2018 con a bordo 177 migranti soccorsi al largo di Lampedusa (qui abbiamo spiegato da dove vengono). Intanto, sabato sera è emerso che Salvini è ora formalmente indagato dai pm di Agrigento (qui cosa rischia a livello penale).

L’indagine non è così più a carico di ignoti, ma al contrario esplicitamente contro Salvini. Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e il sostituto Salvatore Vella, invieranno ora il fascicolo al tribunale dei ministri di Palermo.

Le ipotesi di reato per cui Salvini è stato indagato sono: sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Tra gli indagati c’è anche il capo di gabinetto del ministro.

Sulla questione è intervenuto la mattina del 26 agosto il ministro Luigi Di Maio (qui le sue dichiarazioni).

Quattro presunti scafisti sono stati fermati dalla polizia di Stato dopo lo sbarco dei migranti a bordo della nave Diciotti.

Si tratta di tre cittadini egiziani e di uno del Bangladesh, ritenuti i presunti scafisti che hanno condotto l’imbarcazione con a bordo gli immigrati poi soccorsi dalla “Diciotti ” e sbarcati a Catania.

I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito.

La situazione

I profughi, secondo la linea adottata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, non possono lasciare il pattugliatore della Guardia Costiera in attesa della ripartizione dei migranti soccorsi tra i paesi del’Unione europea.

Nella serata di mercoledì 22 agosto il Viminale ha dato il via libera allo sbarco sul molo di Levante del porto di Catania di 27 minori non accompagnati, da giorni a bordo della nave della Guardia Costiera.

Lo sbarco è stato autorizzato per altri 17 migranti sabato 25 agosto per motivi sanitari.

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio mercoledì 22 agosto è salito a bordo della Diciotti per una ispezione e ha definito “illecito” il trattenimento dei migranti a bordo della nave: il procuratore ha detto che la procura valuterà l’ipotesi di configurazione del reato di sequestro di persona.

Sul caso sono aperte complessivamente tre inchieste della magistratura: una a Catania, una ad Agrigento e una a Palermo.

Al porto Catania sono arrivati anche alcuni parlamentari, tra cui Maurizio Martina, segretario del Pd, Laura Boldrini (LeU), il radicale Riccardo Magi e il presidente della commissione Antimafia della Regione Sicilia, Claudio Fava.

Il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Salvini e Di Maio sollecitano un intervento dell’Unione europea per la redistribuzione dei migranti: DI Maio e Salvini hanno minacciato di cancellare il contributo italiano all’Ue.

Venerdì 24 agosto si è tenuto un vertice straordinario a Bruxelles sulla questione della redistribuzione dei migranti che si trovano a bordo della Diciotti. Il vertice non ha prodotto alcuna intesa. Conte ha commentato, avvertendo che l’Italia ne “trarrà le conseguenze”.

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Autorizzato lo sbarco di 17 migranti, 5 donne si rifiutano

Intorno alle 15 di sabato 25 agosto l’ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco di 17 migranti, 11 donne e 6 uomini.

Tre dei migranti si sospetta abbiano la tubercolosi. In mattinata erano saliti a bordo medici e ispettori del ministero della Salute. Ci sarebbe, a quanto si è appreso, l’ok anche del ministero dell’Interno.

Dodici migranti, sei uomini e sei donne, sono sbarcati dalla nave intorno alle 18.00, mentre cinque donne si sono rifiutate di scendere, perché intendono farlo solo con i loro compagni per i quali è però necessaria una preventiva autorizzazione da parte del Viminale.

Ipotesi identificazioni a bordo

Nelle ultime ore si starebbe ipotizzando di procedere all’identificazione dei migranti direttamente a bordo della nave per individuare chi ha effettivamente diritto d’asilo, sebbene queste procedure, che normalmente avvengono nei centri di identificazione, richiedano di solito alcuni mesi.

Fonti del Viminale, intanto, riferiscono che sulla vicenda della Diciotti “cè’ assoluta tranquillità e non cambia la linea della fermezza”.

La Guardia costiera: “Autorizzare lo sbarco”

Autorizzare lo sbarco dei profughi soccorsi “per l’estrema criticità della situazione a bordo”. È la richiesta che arriva dalla nave Diciotti tramite il report del Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo di Roma sulla situazione a bordo.

Il testo è stato inviato ai ministeri dell’Interno, dei Trasporti, della Difesa e degli Esteri, alla Procura nazionale antimafia e alle Procure di Palermo, Catania e Agrigento.

Alcuni dei migranti – viene spiegato – hanno manifestato l’intenzione di attuare lo sciopero della fame, poi effettivamente attuato oggi, e registrato la richiesta di esporre un cartello dalla nave con la scritta “Please, help us”, “per favore aiutateci”. La Diciotti assicura il costante monitoraggio e la massima attenzione.

Il vertice a Bruxelles

Venerdì 24 agosto a Bruxelles è iniziata alle 11 la riunione informale degli sherpa di 12 Paesi Ue convocata dalla direzione generale Affari interni della Commissione europea per studiare soluzioni europee a lungo termine sugli sbarchi dei migranti.

Oltre all’Italia, ci sono i rappresentanti di Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo e Spagna.

Secondo fonti diplomatiche europee citate dalla agenzie di stampa, nella riunione non sarebbe stato trovato alcun accordo sulla ripartizione dei migranti presenti sulla Diciotti.

Il commissiario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, prefigura sanzioni se l’Italia non dovesse versare i contributi.

Conte: “Nessun accordo Ue? L’Italia ne trarrà conseguenze”

“Se questi sono i ‘fatti’ vorrà dire che l’Italia ne trarrà le conseguenze e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia” che c’è “tra parole e fatti, perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa”. Lo ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo il vertice Ue a Bruxelles in cui non è stata raggiunta un’intesa sulla ripartizione dei migranti.

“L’Italia è costretta a prendere atto che l’Europa oggi ha perso una buona occasione: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo in direzione dei principi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali dell’ordinamento europeo”, ha aggiunto Conte.

“Nel corso della riunione convocata d’urgenza dalla Commissione Europea e che si è appena conclusa, non è stato dato alcun seguito alle conclusioni deliberate nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo di fine giugno. Anzi. Da parte di alcuni Stati è stato proposto un passo indietro, suggerendo una sorta di regolamento di Dublino ‘mascherato’, che avrebbe individuato l’Italia come Paese di approdo sicuro, con disponibilità degli altri Stati a partecipare alla redistribuzione dei soli aventi diritto all’asilo, che notoriamente sono una percentuale minima dei migranti che arrivano per mare”, ha sottolineato il premier.

La Commissione europea: “Le minacce non aiutano”

“Le minacce non sono d’aiuto e non porteranno a avvicinarsi a una soluzione” per i migranti a bordo alla Diciotti, ha detto il portavoce della Commissione, Alexander Winterstein, commentando le dichiarazioni di Luigi di Maio e Matteo Salvini.

“In Europa le minacce non servono a niente e non portano da nessuna parte”, ha spiegato il portavoce della Commissione. “Il solo modo per risolvere le cose in Europa è lavorare insieme in modo costruttiva e di buona volontà. Ed è quello che la Commissione cerca di fare da tempo”.

“Gli Stati membri hanno sempre pagato il loro contributo al bilancio dell’Ue”, ha detto Winterstein. “C’è un chiaro obbligo legale che gli Stati membri hanno sempre rispettato”, ha spiegato il portavoce. “La Commissione chiede agli Stati membri di pagare ogni mese circa un dodicesimo del contributo al bilancio”. Secondo il portavoce, “non è mai accaduto” che un Paese non abbia versato il suo contributo.

Sempre venerdì 24 agosto, il governo del Belgio ha fatto sapere di non avere intenzione di accogliere i migranti della Diciotti.

“Non accetteremo più i migranti illegali dalle barche in partenza dal Nord Africa”, ha dichiarato alla televisione fiamminga VRT Theo Francken, il segretario di Stato responsabile per l’Immigrazione, interrogato sulla ripartizione tra paesi europei delle persone a bordo della Diciotti e la minaccia di Luigi Di Maio di bloccare i fondi per il bilancio Ue.

“Non ha più senso”, ha detto Francken. A luglio il Belgio aveva accettato 15 migranti presenti a bordo della Lifeline. “Quello era stato un caso unico, ci si ferma qui”, ha spiegato Francken.

Migranti in sciopero della fame

Nella mattinata di venerdì 24 agosto i migranti avrebbero iniziato uno sciopero della fame, a dare la notizia il senatore Pd Davide Faraone che su Twitter scrive:

“Ho appena avuto notizia dalla Capitaneria di Porto che a bordo della nave Diciotti c’è tensione e i migranti hanno iniziato uno sciopero della fame. Pertanto, le visite a bordo per esprimere solidarietà e verificare le condizioni della nave sono sospese per ragioni di sicurezza”.

Contattato da Agi, il senatore ha aggiunto: “Ora la situazione si è aggravata e si è fatta delicata. Le condizioni sono terribili… il caldo, la pioggia, solo due bagni per 150 persone, l’incertezza della loro situazione… è una condizione allucinante ed esplosiva ed è comprensibile quanto sta accadendo”.

Secondo fonti della Guardia costiera, citate da Agi, una parte dei migranti avrebbe aderito allo sciopero della fame, mentre la maggioranza non ha aderito.

Nel primo pomeriggio di venerdì i migranti hanno accettato dall’equipaggio il pasto.

“Immigrati della Diciotti in sciopero della fame? Facciano come credono. In Italia vivono 5 milioni di persone in povertà assoluta (1,2 milioni di bambini) che lo sciopero della fame lo fanno tutti i giorni, nel silenzio dei buonisti, giornalisti e compagni vari. Prima gli italiani”, ha scritto su Twitter il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Cosa ha detto Salvini

“Ostaggi? Gli ostaggi sono stati gli italiani. Lo sono degli immigrati e dell’Europa, da troppo tempo. Con questo governo non lo saranno più. È finita un’epoca”, ha dichiarato venerdì 24 agosto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in una intervista al Corriere della Sera.

Alla domanda su come risolvere lo stallo, il leader della Lega ha risposto: “Con un bell’aereo che arriva da una delle capitali europee all’aeroporto di Catania. Gli europei dimostreranno il loro cuore grande caricando tutti gli aspiranti profughi. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta con i giovani”.

Salvini giovedì 23 agosto  ha dichiarato a Rtl 102.5:“Se qualche procuratore mi vuole indagare e interrogare, io sono pronto a spiegare le mie ragioni”.

“Perché aprire un’inchiesta contro ignoti? Io mi autodenuncio, sono qua, sono ministro dell’Interno e ritengo mio dovere difendere la sicurezza e i confini del nostro paese”.

“Il mio obiettivo è il No Way australiano. Sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali. L’Italia non è più il campo profughi d’Europa. Con la mia autorizzazione non scende nessuno”, ha aggiunto il ministro (qui come funziona il modello australiano).

Salvini era intervenuto in precedenza, nella serata del 22 agosto, con una diretta Facebook, in cui aveva dato l’ok allo sbarco dei minori non accompagnati e aveva polemizzato con il presidente della Camera, Roberto Fico, che aveva auspicato lo sbarco di tutti i migranti a bordo della nave Diciotti (qui i dettagli sulla polemica).

“Tu fai il presidente della Camera, io faccio il ministro dell’Interno”, ha detto Salvini. “Fico, tu sei pagato per fare il presidente della Camera, come lo era la Boldrini. A volte mi viene il dubbio che non sia una carica fortunata: Bertinotti, Fini, Boldrini, Fico.. occhio che non porta fortunissima. Ma sono io il ministro dell’Interno di un governo che ha un programma ben preciso”, ha aggiunto il ministro.

“Se vuol intervenire il presidente della Repubblica lo faccia, se vuole intervenire il presidente del Consiglio lo faccia, ma con il mio permesso no”, ha detto Salvini.

Cosa ha detto Di Maio

“Se l’Europa non è in grado di redistribuire 150 persone che arrivano In Italia significa che ha un serio problema rispetto ai principi per cui è stata fondata. Noi vogliamo contribuire ma solo se c’è volontà di aiuto reciproca, altrimenti quei 20 miliardi li investiamo diversamente”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ospite del programma tv Agorà su Raitre, venerdì 24 agosto.

“Fico ha il diritto di esprimere la sua opinione, ma il Governo è compatto”, ha aggiunto Di Maio.

Il giorno prima, giovedì 23 agosto, Di Maio aveva detto in un video su Facebook:  “Se domani, dalla riunione della Commissione europea, non esce nulla sulla Diciotti e la redistribuzione dei migranti, allora io e il Movimento 5 Stelle non saremo più disposti a dare all’Unione europea 20 miliardi ogni anno”.

“Ce ne prendiamo una parte e non siamo disposti, se non ci aiutano, a votare una legge di Bilancio che prevede il finanziamento di 20 miliardi all’Unione europea”, ha aggiunto Di Maio.

Cosa ha detto Fico

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Camera, Roberto Fico, chiedendo che i migranti vengano fatti sbarcare.

“La giusta contrattazione con i Paesi dell’Unione europea può continuare senza alcun problema, adesso però le 177 persone – tra cui alcuni minori non accompagnati – devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue”, ha scritto Fico su Twitter.

Dopo che il Viminale ha autorizzato lo sbarco dei minori non accompagnanti, Fico ha commentato con un tweet: “Buona notizia che il governo abbia deciso di far scendere i minori dalla Diciotti. Per me fare il presidente della Camera significa far sì che lo Stato non rinneghi mai principi fondamentali e dignità umana. Sono stato eletto per questo, rinunciando allo stipendio da presidente”.

Il procuratore di Agrigento sulla nave

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio è salito a bordo della nave per una ispezione e ha definito “illecito” il trattenimento dei migranti: la procura valuterà l’apertura di una inchiesta per il reato di sequestro di persona.

“Dobbiamo fare un’attenta valutazione: la politica ha tutta la legittimità di prendere delle decisioni, ma queste decisioni non possono cozzare, contrastare con quanto previsto dalla Costituzione Italiana e dal codice penale. L’ipotesi di trattenimento illecito di persone a bordo è la conferma. È in piedi”, ha detto Patronaggio.

“Ci sono valutazioni da fare attentamente sull’ipotesi di privazione della libertà personale e le faremo. È una situazione di potenziale illegittimità che stiamo ancora valutando. Ci sono indagini in corso, sempre contro ignoti”.

Patronaggio ha definito la situazione critica, ci sono casi scabbia, ma aveva in particolare sottolineato la necessità di fare sbarcare i minori non accompagnati, richiamando le convenzioni internazionali e la legge italiana.

Leggi anche Cos’è la scabbia

La scontro tra il Governo e Malta

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha criticato pesantemente il Governo di Malta, accusandolo di avere “accompagnato” la barca di migranti verso le acque territoriali italiane, in una zona cioè dove l’Italia ha la responsabilità dei soccorsi e allo stesso tempo dove il governo esercita la propria sovranità con una serie di obblighi relativi all’accoglienza dei migranti.

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Il 22 agosto il Governo di Malta ha risposto a Salvini, affermando di aver “sempre partecipato ai meccanismi di solidarietà” e rimarcando di essere stato “il primo Stato membro dell’Ue a rispettare i propri impegni riguardo al meccanismo di solidarietà della Commissione europea verso Italia e Grecia”.

Nel comunicato, pubblicato sull’account Twitter del ministro dell’Interno maltese, Michael Farrugia, si legge anche: “Le autorità maltesi sono già in contatto con quelle italiane per rispettare i propri impegni nel più breve tempo possibile, tuttavia, le autorità italiane non hanno fornito a Malta alcuna procedura da seguire”.

Secondo il governo de La Valletta, “sfortunatamente l’Italia non ha rispettato i propri impegni nel meccanismo di redistribuzione avviato da Malta riguardo ai migranti sbarcati a Malta dalla nave Lifeline il 27 giugno, nonostante le iniziative delle autorità maltesi per completare questo processo con le autorità italiane”.

La nota del Garante nazione dei diritti delle persone detenute

Sulla situazione della Diciotti si è espresso anche Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà: in un a nota ha chiesto al comando della Guardia costiera di avere con urgenza informazioni sui migranti a bordo della nave e sulle loro condizioni di salute, che non sono ancora chiarissime.

“Le persone a bordo della nave – ricorda – si trovano in una condizione di privazione della libertà di fatto: senza la possibilità di libero sbarco e senza che tale impossibilità di movimento sia supportata da alcun provvedimento che definisca giuridicamente il loro stato. Ciò potrebbe configurarsi come violazione dell’articolo 13 della Costituzione e dell’articolo 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU)”.

Il Garante ricorda che già nel 2016 l’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per la mancanza di un’idonea base legale per il trattenimento nel 2011 di alcuni cittadini tunisini nel Centro di Lampedusa e in alcune navi ormeggiate nel porto di Palermo.

Il salvataggio dei migranti

Quello della Diciotti è l’ultimo di una serie di casi che non hanno precedenti storici che si stanno verificando da settimane nel Mediterraneo, da quando cioè il nuovo governo Lega-Cinque Stelle ha cambiato le politiche relative al soccorso di migranti in mare.

Sulla Diciotti si trovano i migranti che a bordo di un barcone erano arrivati vicino alla costa di Malta ma che, nella notte prima di Ferragosto, il governo maltese aveva scelto di non soccorrere.

Il barcone aveva quindi lasciato la zona Sar maltese ed era arrivata vicino alle coste italiane, dove la Diciotti ha soccorso i migranti: quelli passati dal barcone alla Diciotti erano 190, ma nel frattempo 13 di loro sono stati portati al poliambulatorio di Lampedusa perché in condizioni peggiori rispetto agli altri.

Dopo i giorni di stallo al largo di Lampedusa, più fonti confermavano che la nave fosse diretta verso le coste siciliane, stesso il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, aveva confermato a TPI la notizia: “La nave ha la prua verso la Sicilia, sappiamo che si sta muovendo”.

Eppure, poco dopo, era arrivata la pronta smentita del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che affermava: “La Diciotti non è in rotta verso Pozzallo. Ho interloquito con fonti ministeriali e mi confermano che la nave non è in rotta verso il nostro porto. Ci sono stati dei movimenti è vero, ma per ora non si sta dirigendo qui”.

Poi la decisione di dirottare l’imbarcazione verso Catania, annunciata dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

I migranti sono bloccati sulla Diciotti perché – come in diversi casi simili accaduti negli ultimi mesi – il governo italiano si rifiuta di accoglierli tutti e vuole che altri paesi dell’Unione Europea prendano una parte dei migranti prima di autorizzare l’eventuale sbarco.

Nel pomeriggio di domenica, Salvini ha anche minacciato che in assenza di un accordo i migranti a bordo della Diciotti verranno riportati in Libia.

Su tale ipotesi Fulvio Vassallo, paleologo, giurista e professore di Diritto dell’asilo all’Università di Palermo aveva spiegato a TPI che l’idea non poteva essere minimamente presa in considerazione:

“In Libia non può essere effettuato nessun respingimento, neppure se i migranti si trovano su una ong, lo hanno fatto con Asso28 e ci sono state denunce presentate alla procura di Roma da parte di un gruppo di avvocati di legateam. C’è una procura che se sta già occupando”, spiega Vassallo.

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