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Caos nave Diociotti, l’esperto a TPI: “Si sta operando in completa illegalità”

Abbiamo raccolto i pareri del giurista Fulvio Vassallo, del sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna e del sindaco di Lampedusa Salvatore Martello sul caso della nave Diciotti

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 20 Ago. 2018 alle 16:38
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Immagine di copertina

La nave Diciotti della Guardia costiera italiana con i 171 migranti che ha a bordo dal 16 agosto si è mossa da Lampedusa. La direzione dell’imbarcazione, però, non è nota.

Inizialmente più fonti confermavano che la nave fosse diretta verso le coste siciliane, stesso il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, aveva confermato a TPI la notizia: “La nave ha la prua verso la Sicilia, sappiamo che si sta muovendo”.

Eppure, poco dopo, è arrivata la pronta smentita del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che ha affermato: “La Diciotti non è in rotta verso Pozzallo. Ho interloquito con fonti ministeriali e mi confermano che la nave non è in rotta verso il nostro porto. Ci sono stati dei movimenti è vero, ma per ora non si sta dirigendo qui”.

Intanto sulla vicenda la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta. Il procuratore Luigi Patronaggio dice di voler “conoscere il tentativo di ingresso” di migranti “avvenuto il 16 agosto scorso al largo dell’isola di Lampedusa, tratti in salvo dalla motonave Diciotti e ad oggi ancora ospitati sulla medesima motonave della Guardia Costiera”. L’indagine “punta a individuare scafisti e “a conoscere le condizioni dei 177 migranti a bordo della unità navale militare”.

L’indagine è stata affidata alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle e alla Squadra Mobile di Agrigento, oltre ad individuare scafisti e soggetti dediti al favoreggiamento della immigrazione clandestina, tende altresì a conoscere le condizioni dei 177 migranti superstiti a bordo della predetta unità navale militare.

Sulla nave Diciotti si trovano i migranti che si erano avvicinati alle coste maltesi ma che, la notte del 14 agosto, il governo di malta aveva deciso di non soccorrere. Il barcone aveva lasciato la zona Sar maltese e si era avvicinato alle coste italiane, dove la nave della Guardia costiera italiana aveva soccorso i migranti. Sulla Diciotti erano passati 190 migranti mentre 13 di loro, a causa delle loro condizioni di salute, erano stati portati nel poliambulatorio di Lampedusa. 

Tra le 190 persone soccorse dalla Guardia costiera c’erano 3 bambini affetti da scabbia, una donna incinta che ha avuto un aborto spontaneo e un uomo affetto da linfedema, mentre un altro presentava forti dolori addominali.

Domenica 19 agosto, il ministro Salvini aveva dichiarato che, se l’Europa non fosse intervenuta, i migranti sarebbero stati riportati in Libia e attualmente la nave sembra ancora essere in cerca di un porto di attracco.

“In questo caso specifico si sta operando totalmente fuori dalla legge, lo ha anticipato il garante Mauro Palma, che per questo è stato sottoposto a un tritacarne mediatico, e lo confermo io stesso”.

A parlare è Fulvio Vassallo, paleologo, giurista e professore di Diritto dell’asilo all’Università di Palermo che a TPI ha spiegato perché le ipotesi paventate dal Viminale su un possibile rimpatrio dei migranti in Libia non si possano minimamente prendere in considerazione:

“In Libia non può essere effettuato nessun respingimento, neppure se i migranti si trovano su una ong, lo hanno fatto con Asso28 e ci sono state denunce presentate alla procura di Roma da parte di un gruppo di avvocati di legateam. C’è una procura che se sta già occupando”, spiega Vassallo.

“Siamo di fronte ad un vero ricatto all’unione Europea. L’atteggiamento del Viminale spiazza anche la diplomazia di Moavero. La guardia costiera, che un tempo era solita informare tramite accurati comunicati stampa sulle proprie azioni, ha ridotto di molto le proprie comunicazioni, limitandosi a ribadire la propria dipendenza dal ministero delle infrastrutture”.

A questo si aggiungono però le affermazioni del luogotenente Antello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia Costiera italiana, che al Corriere ha dichiarato:

“Noi militari ovviamente obbediamo al governo però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni, anche perché se “i 177 migranti per ora sono tranquilli e i colleghi a bordo mi scrivono su WhatsApp che tutto va bene, è risaputo che se le stesse persone capissero che li vogliamo riportare in Libia o trasbordare su un’altra nave diretta in Libia, ecco che sarebbero disposti a tutto, anche al suicidio”.

Il luogotenente ha riferito quindi di messaggi ricevuti da “tanti colleghi per esprimere disagio” anche a fronte “di attacchi ingiusti” mossi sui social, tra cui quelli in cui “il nostro operato viene paragonato a quello degli scafisti”.

Come spiega bene l’avvocato Vassallo, “con il nuovo governo e l’annunciata chiusura dei porti, la vera minaccia deterrente è quella del sequestro delle navi. Non c’è un procedimento formale di chiusura dei porti, ma se un ministro dell’interno minaccia denunce per tutti colori che soccorrono vite umane in mare, è già quella di per sé una chiusura dei porti”.

Ma il caso Diciotti desta preoccupazione anche al sindaco di Lampedusa, che a TPI ha dichiarato: “Non è tanto la questione dei migranti, quanto il fatto che i militari italiani non possono scendere a terra perché c’è un ministro che dice che non possono farlo. Qui c’è un problema di regola, in quale paese del mondo un governo decide di non far entrare una propria nave all’interno di un proprio porto?”.

“La gravità della situazione è questa”, procede il sindaco, “è una nave militare italiana, non è una nave di passaggio, è una nave che viene impiegata in uno specchio d’acqua mandata dall’Italia. Bisogna rispettare le regole della Costituzione”.

“Non ci può essere un conflitto tra due parti dello stato. Le cose si risolvono con un accordo attorno al tavolo”, conclude il sindaco.

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