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Riparte il concorso per l’assunzione di 2mila presidi: sospesa la sentenza del Tar

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 12 Lug. 2019 alle 12:06 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:05
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Concorso presidi assunzione – Il concorso per l’assunzione di oltre 2mila dirigenti scolastici può riprendere. Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar del Lazio che prevedeva l’annullamento del concorso per 2.425 i presidi. A seguito della sentenza del Tar del Lazio, infatti, il Miur aveva presentato un ricorso che il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere. I 3.795 candidati promossi che erano già arrivati all’orale dopo aver sostenuto una prova scritta potranno dunque proseguire la prova per l’assunzione. Il via agli orali è dunque ufficiale.

concorso presidi | La sentenza del Tar che sospendeva le prove orali

La sentenza del Tar del Lazio che aveva bloccato il concorso risale al 2 luglio scorso e dava ragione al ricorso di oltre 100 candidati, che avevano sollevato dubbi di illegittimità sulla prova scritta. Secondo i candidati tre membri delle sottocommissioni, responsabili di valutare le prove, erano incompatibili con il proprio ruolo di esaminatori.

“Il ricorso va accolto – scrivevano i giudici amministrativi del Tar – a seguito della riconosciuta fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell’operato della commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione”.

I tre commissari dichiarati incompatibili sono il sindaco di Alvignano Angelo Francesco Marcucci, che ricoprendo già una carica politica non potrebbe rivestire anche il ruolo di commissario, e due docenti che prima di diventare membri della commissione avevano preparato alle prove alcuni studenti. Un’inchiesta dell’Espresso aveva raccontato lo “scandalo” nel dettaglio.

concorso presidi | La risposta del Consiglio di Stato: necessarie assunzioni a settembre

Il Consiglio di Stato ha deciso di procedere comunque con il concorso perché il reclutamento dei dirigenti entro settembre è estremamente urgente, e lo slittamento dei tempi finirebbe per creare gravi difficoltà allo svolgimento delle normali attività scolastiche: “A prescindere dal merito delle questioni devolute in appello e da ogni valutazione sull’effettiva portata invalidante dei vizi dedotti (segnatamente dei vizi riscontrati dal primo giudice) deve ritenersi preminente l’interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale, anche tenuto conto della tempistica prevista per la procedura di immissione in ruolo dei candidati vincitori e per l’affidamento degli incarichi di dirigenza scolastica con decorrenza dal primo settembre 2019”. L’appello del Miur è dunque stato accolto.

La risposta del Ministro dell’Istruzione

Bussetti esprime soddisfazione: “Bene la sospensiva del Consiglio di Stato. Procederemo ora senza indugio con la pubblicazione della graduatoria e le assunzioni – dichiara –
So quanto hanno studiato i vincitori. Ci sono passato: ho fatto anche io questo concorso anni fa. La scuola italiana non può aspettare, ha bisogno di nuovi dirigenti scolastici per guidare i nostri istituti e superare il fenomeno dannoso delle reggenze. Glieli daremo”

Le assunzioni saranno fatte con riserva e i ricorrenti al Tar sono pronti a dare battaglia.

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