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I dieci cibi più pericolosi sulle nostre tavole

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Più di un allarme alimentare al giorno nel 2018. In totale le “allerte” sono state 398. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) divulgate in occasione della presentazione delle nuove norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti con il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

Coldiretti ha quindi pubblicato una vera e propria “black list” che ha elaborato sugli alimenti maggiormente coinvolti in queste procedure.

In cima alla classifica il pesce dalla Spagna per mercurio (24 notifiche) e infestazione di Anisakis (14).

Al secondo posto le ostriche vive dalla Francia per Norovirus (23).

Gradino più basso del podio per il pollo dalla Polonia per Salmonella enterica (8).

Quindi:

– il pesce dalla Francia per Anisakis (8);

– le nocciole dalla Turchia per aflatossine (7);

– le cozze dalla Spagna per Escherichia Coli (7);

– poi le arachidi dall’Egitto per aflatossine (6);

– il manzo refrigerato dal Brasile per Escherichia Coli-Shigatoxin (6);

– le nocciole da Azerbaijan per aflatossine (6);

– il pollo dal Brasile per Escherichia Coli-Shigatoxin (6).

Sul totale dei 398 allarmi che si sono verificati in Italia nel 2018, sottolinea la Coldiretti, solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).

“Oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%)”.

Dai risultati sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza, evidenzia Coldiretti, dei prodotti nazionali mentre preoccupazioni vengono soprattutto dalle importazioni.

Il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa.

“In altre parole”, precisa la Coldiretti, “i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy”.

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