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La Lega propone la castrazione chimica, ma i 5 Stelle frenano: nuovo scontro nel Governo

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 28 Mar. 2019 alle 15:47 Aggiornato il 28 Mar. 2019 alle 17:36
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Immagine di copertina

Il ddl noto come “Codice rosso” ha aperto un nuovo fronte di scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle.

Al centro della nuova querelle la proposta della ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno che vuole introdurre la castrazione chimica per alcuni reati legati alle violenze sulle donne.

A sostenere l’iniziativa della Bongiorno ci sono anche alcuni emendamenti presentati dalla Lega sempre sulla castrazione chimica.

L’idea però non ha trovato il sostegno del Movimento Cinque Stelle, che critica soprattutto il punto in cui si specifica che la castrazione può avvenire solo dietro assenso di chi ha commesso il reato come pena alternativa al carcere.

Tramite fonti interne i 5 Stelle commentano: “Non prendiamo in giro le donne. Quello della Lega è infatti un emendamento applicabile nei casi in cui è prevista la condizionale. Questo significa che si applica solo a reati minori, dove appunto si prevede la condizionale, come il palpeggiamento ad esempio e non ha senso”.

Per questo, secondo il M5S, la proposta della castrazione chimica sarebbe inappropriata, oltre ad essere “una presa in giro alle donne, si sfrutta la loro paura per fare campagna”.

Sulla stessa linea il capogruppo pentastellato al Senato, Stefano Patuanelli:”Personalmente non sono d’accordo sulla castrazione chimica”, spiega.

“Non è la castrazione chimica lo strumento, ma il carcere e la certezza della pena. Quello che propongono è solo propaganda politica e come me la pensano decine di miei colleghi”, è invece il commento della deputata M5S Veronica Giannone.

Anche l’approvazione del “Codice rosso” sembra quindi destinata a diventare nuovo teatro di scontro tra gli alleati di Governo, che dovranno trovare una sintesi per poter approvare il ddl.

>>Violenza sulle donne, cosa prevede il “Codice rosso” all’esame delle Camere

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