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L’ultima moda dei “turisti del macabro”: il selfie col furgone simbolo del dramma di Genova

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 29 Mar. 2019 alle 11:46 Aggiornato il 29 Mar. 2019 alle 11:46
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Immagine di copertina

L’immagine del mezzo affacciato sul vuoto ha fatto il giro del mondo. A inizio di marzo era stato messo in vendita alla Italcar di Dalmine, in provincia di Bergamo, che lo aveva acquistato dalla Basko, gruppo Sogegross.

Ora, però, il furgone simbolo del crollo del ponte Morandi è stato “rimandato indietro”. Il motivo: l’esasperazione dell’azienda bergamasca dovuta all’assalto, da parte di curiosi e “turisti del macabro”, che prendevano appuntamenti fingendosi interessati all’acquisto solo per poterlo fotografare.

“Visto che siamo qui, possiamo farci un selfie col furgone?”. Quante volte il responsabile vendite della Italcar deve aver sentito pronunciare questa frase da quello che considerava un potenziale cliente.

La Sogegross, gruppo che possiede la Basko, ha quindi riacquistato il furgone dall’alto valore simbolico.

“Quando abbiamo saputo che era stato venduto, abbiamo deciso di acquistare nuovamente il mezzo per riportarlo a Genova. Pensiamo sia questa la sua casa, visto il grande valore simbolico di speranza che questo camion ha assunto dopo la tragedia”, ha spiegato Lucia Bruzzone, responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Sogegross.

Ma come è finito in provincia di Bergamo il camion simbolo del crollo del ponte Morandi di Genova?

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A inizio mese i venditori avevano spiegato di aver acquistato il camion da un rivenditore Volvo senza sapere che fosse quello rimasto bloccato sul ponte.

“Abbiamo fatto una verifica sulla targa, si trovano diverse immagini e video in rete, ed è risultata la stessa” la spiegazione della ditta. spiegato in ditta.

“Evidentemente l’azienda genovese che si occupa di trasporto merci doveva cambiare il parco camion e ha deciso di disfarsi del mezzo”.

Così il simbolo del ponte Morandi è stato in vendita sulla statale per Dalmine come “usato garantito” e “fortunato”. E ora, sette mesi dopo, è tornato a Genova. Resta da capire quale sarà l’uso che la ‘vecchia’ azienda ne farà: veicolo commerciale o monumento alla memoria?

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