Uomo sgozzato in centro a Torino: cosa sappiamo sull’omicidio di Stefano Leo

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 25 Feb. 2019 alle 11:43 Aggiornato il 25 Feb. 2019 alle 11:44
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Immagine di copertina

Il 23 febbraio 2019 un uomo è stato accoltellato alla gola in pieno centro a Torino, tra lo sgomento dei passanti. Sul caso in questi ultimi due giorni è stata fatta poca luce: resta infatti il mistero sull’identità dell’omicida e sul movente.

I carabinieri hanno raccolto le testimonianze dei passanti che hanno assistito alla scena e hanno diramato l’identikit dell’omicida: si tratterebbe di un ragazzo con i capelli rasta che in quel momento indossava una giacca bianca e rossa.

Mentre proseguono le indagini, la madre di Stefano Leo, Mariagrazia Chiri, ha rilasciato un’intervista al Corriere in cui chiede a chi ha assistito al delitto di raccontare ciò che ha visto,

“Chi ha visto si faccia avanti”, ha dichiarato la madre del ragazzo ucciso in pieno centro a Torino.

“Stefano era un ragazzo buono, non mi ha mai dato problemi. Ci sentivamo tutti i giorni, se fosse stato preoccupato me ne sarei accorta”.

La madre esclude che indagare sul passato del figlio possa aiutare gli inquirenti a capire chi e perché ha ucciso il giovane: “Nel passato di Stefano non ci sono segreti o particolari nascosti. Anche volendo fantasticare, non riusciamo a trovare nulla”.

“Abbiamo pensato anche che abbia reagito a una rapina, non consegnando lo zainetto. Sarebbe verosimile, ma ci hanno detto che non ci sono segni di colluttazione. Abbiamo fiducia negli investigatori, ma aspettiamo risposte in fretta”, ha concluso la madre.

Stefano Leo, di 34 anni, è stato accoltellato alla gola nella mattina del 24 febbraio mentre camminava sul Lungo Po Machiavelli, nel centro della città piemontese.

Il giovane dopo essere stato ferito è riuscito a salire sulla scalinata e avvicinarsi alla strada per cercare di chiedere aiuto ai passanti, ma non ce l’ha fatta: poco dopo l’aggressione si è accasciato a terra ed è morto.

Quando i soccorritori lo hanno raggiunto non c’è stato più niente da fare.

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