“Togliamo la scorta a Saviano e diamola a Leone Ferragni: sua madre lo mette in pericolo”

La provocazione sul blog di Nicola Porro

Di Marco Nepi
Pubblicato il 6 Dic. 2019 alle 09:58 Aggiornato il 6 Dic. 2019 alle 09:58
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Immagine di copertina

Il blog di Porro su Saviano e Leone Ferragni

“La scorta togliamola a Roberto Saviano e diamola a Leo Ferragni, il figlio di Chiara e Fedez Ferragni”. È quanto si legge sul blog di Nicola Porro, che riporta le dichiarazioni agghiaccianti di un collaboratore.

“Per Saviano la scorta è da sempre soltanto una ruota che gli è utile perché il Solone dei giorni nostri senza averla perderebbe di “appeal”, ora che vive tra un attico di New York e lo studio di Fabio Fazio. Quella della scorta a Saviano è una battaglia che combatto da tempo, da anni, perché in un paese dove non esistono eroi ma solo martiri, Saviano è l’unico eroe che rimane martire in vita combattendo contro qualsiasi cosa tranne la propria onestà intellettuale”, si legge ancora sul blog.

“I suoi libri non si vendono più, il suo primo Gomorra è stato dimostrato persino in Cassazione che è stato copiato. Non è certo un fantasma che cammina: ma un idolo, ormai per pochi, in pixel televisivi e interventi non più sociali ma social”, le dichiarazioni sembrano strampalate e agghiaccianti, e continuano con una provocazione al figlio di Chiara Ferragni, Leone.

“Il povero Leo Ferragni  è vittima di genitori “social”: a loro andrebbe tolta la patria potestà perché il povero pargolo biondo è sempre utilizzato su Instagram come “attrazione” e coverizzato di sponsor pur di fare cassa violando tutte le leggi che tutelano i minori”.

“Quindi la scorta andrebbe data a lui, salviamolo”, continua il post.

“Leggendo il nostro articolo anche il Codacons, l’Associazione dei Consumatori Italiani, oggi ha denunciato in un comunicato stampa e alle autorità competenti “l’uso totalmente errato dei social network da parte di Chiara Ferragni come cattivo esempio per i giovani e l’uso del proprio figlio a scopo commerciale per promuovere marchi e prodotti, in totale violazione delle norme vigenti che tutelano i minori e la loro privacy”.

“Ci fa piacere che persino L’Associazione dei Consumatori Italiani finalmente si sia mosso”.

“Nel frattempo – mentre attendiamo l’esito delle denunce dei consumatori italiani- difendiamo il piccolo Leo. Come quando eravamo piccoli difendevamo i koala iscrivendoci al WWF e come fanno adesso i ragazzi per la difesa dell’ambiente o le firstsciure per i cagnolini e le pellicce”, recita il post.

“Chiediamo a colpi di status che al Piccolo Leo vada assegnata la scorta di Roberto Saviano”.

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