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Maxi López attacca Selvaggia Lucarelli e Wanda Nara: “Ho tante cose da raccontare su queste due nella Milano By Night”

Il calciatore risponde alle accuse lanciate dall'opinionista in difesa dell'ex moglie

Di Marco Nepi
Pubblicato il 20 Feb. 2019 alle 11:01 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:57
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Immagine di copertina
Maxi López, Wanda Nara e Selvaggia Lucarelli

MAXI LOPEZ LUCARELLI – Maxi López non resta in silenzio di fronte alle parole scritte da Selvaggia Lucarelli sul Fatto quotidiano in difesa dell’ex moglie Wanda Nara. Il giocatore argentino, attaccante del Vasco da Gama, sentitosi chiamato in causa ha scritto su Twitter: “Quante cavolate di questa presunta signora… quando cercano di spostare i loro problemi, iniziano a parlare senza senso. Dios las hace y ellas se juntan (“Dio le fa e poi le accoppia”, ndr). Ho tante cose da raccontare su queste due nella #MilanoByNight”.

Il calciatore, nello specifico, ha fatto riferimento a ciò che ha scritto Lucarelli nel post sui social per lanciare il suo articolo, contenuto presente anche nel pezzo. Nella didascalia di fatto si legge: “‘Chi vuoi che ti si prenda, con tre figli’, le disse nel 2013 Maxi López quando divorziarono. Non avrebbe mai potuto immaginare, il bifolco, che Wanda si sarebbe presa tutto. Perché forse qualcuno può togliere la fascia a Icardi, ma a Wanda Nara, la fascia da capitano, non la leva nessuno”.

La reazione di López, dunque, è stata quella di attaccare le due donne in questione. Non ha affatto accettato il presunto virgolettato riportato dall’opinionista e pronunciato nel 2013 a seguito del divorzio.

Che cosa ha scritto Selvaggia Lucarelli su Wanda Nara

“È una delle figure più rivoluzionarie nel mondo femminile dell’ultimo secolo. Altro che Asia Argento”. Selvaggia Lucarelli ha difeso a spada tratta Wanda Nara, manager calcistica argentina e moglie del giocatore dell’Inter, Mauro Icardi. La donna, che è anche mamma e influencer, è chiacchieratissima sui social e sui giornali. La giornalista del Fatto quotidiano, dunque, ha ritenuto opportuno schierarsi dalla parte della 33enne.

“Wanda discute contratti, passaggi eventuali e rinnovi, con le sue extension, le sue ciglia finte, i suoi vestiti strizzati, le sue scollature. Non sparisce dalle cronache e dal gossip, non si nasconde, non obbedisce alle regole scolpite sul pallone secondo le quali la donna del calciatore deve fare un passo indietro e andare a fare la spesa con la borsa Chanel o prendersi pure uno schiaffo se ha un anelito di libertà (vedere alla voce “moglie di Insigne”)”, ha scritto Lucarelli sulla testata.

La gioralista ha poi detto: “Noi donne, a Wanda Nara, dovremmo intitolare una di quelle rassegne letterarie in cui si leggono cose di Simone de Beauvoir, di Sibilla Aleramo e di tutte quelle donne simbolo della lotta al patriarcato”. E ha aggiunto: “Perché combattere il patriarcato nel mondo del calcio è combattere il razzismo infilandosi nel Ku Klux Klan, o Boko Haram in Nigeria, o l’analfabetismo a Uomini e donne. Basta leggere gli striscioni che le dedicano allo stadio i tifosi con la sindrome dell’evirato, perché c’è una donna e pure figa a decidere quanto deve guadagnare il loro attaccante più forte”.

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