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Marco Giallini e il ricordo di sua moglie: “Era mia madre, mia moglie…Loredana per me è stata tutto”

La commovente intervista a Vanity Fair in cui Marco Giallini ha raccontato di sua moglie Loredana, improvvisamente scomparsa nel 2011

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 07:00 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:02
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Immagine di copertina

La sofferenza di qualcuno non dovrebbe essere un argomento “virale”. Eppure le parole di Marco Giallini – il noto attore romano tra i protagonisti del film di recente uscita (10 gennaio 2019) e per la regia di Massimiliano Bruno Non ci resta che il crimine – su sua moglie Loredana lo sono pian piano diventate.

Parole di un uomo, un marito, che si è fermato a quel giorno in cui ha visto sua moglie, l’amore della sua vita, andarsene per sempre tra le sue braccia. Loredana Giallini è infatti deceduta in un giorno di luglio del 2011, quando i due coniugi avevano già le valigie pronte per le vacanze. Un dramma, quello di Giallini, che ha lui stesso raccontato in una (non recente) intervista a Vanity Fair che è stata da poco ripresa e postata su una nota pagina Facebook.

L’attore ha raccontato la sua storia con Loredana dal drammatico epilogo con grande amarezza e nostalgia. Da quelle parole, però, traspare però la felicità di quegli anni, ben venti, in cui Marco ha vissuto vicino a Loredana, la donna che gli ha dato i suoi due figli, Rocco e Diego. E la racconta dal principio: “Avevo appena finito il militare e facevo il “bibitaro”, portavo le bibite con il camion. Con le ragazze non ero capace, però andavo in moto e questo piaceva. Loredana mi è stata dietro tre anni. Finché una sera, fuori dalla discoteca, le ho detto: “Allora mettiamoci insieme”. Quanto ho dovuto corteggiarla. È durata 30 anni. Eravamo legatissimi. E io tornavo sempre a casa“.

Era mia madre, mia moglie, tutto. È stato merito di Loredana se mi sono diplomato. Durante l’adolescenza, scoprii che lei, per la prima volta, era andata a ballare con un altro. Così presi la moto e corsi in quella discoteca. Me la ricordo ancora, c’era Jovanotti ragazzino alla consolle. Non fu una cosa molto molto romantica, ero irascibile a quei tempi: afferrai Loredana e me la portai via. Sì, e sono sempre rimasto un tipo molto geloso. Negli anni ci siamo fatti delle litigate epocali, io e Loredana. Diventavo matto perfino se la guardava un cameriere. Però era bello fare l’amore, dopo. Con lei che mi veniva contro perché voleva prendermi a cazzotti”.

Poi, dai primi battiti per Loredana ai suoi ultimi battiti, Marco ha raccontato quel tragico giorno: “Da un paio di giorni aveva un fortissimo mal di testa, ma vai a pensare…Lei e i bambini stavano per partire per il mare, sarebbero rimasti in vacanza un paio di mesi. Invece, ha chiuso gli occhi e mi si è accasciata fra le braccia mentre chiacchieravamo. Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo, e ho maledetto Dio. Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza. Se non lo provi non lo puoi capire. Rocco non ne ha più parlato. Il piccolo mi dice: “Papà, perché non chiedi a Gesù di farla tornare?”. Moltissime persone mi sono state vicino. La sua morte ha unito le mie due vite: la gente semplice da un lato, dall’altra tutti gli attori italiani. Loredana per me è stata tutto.”

“La madre dei miei figli, la donna con cui sono stato per trent’anni e che, dopo essersi sentita male, se ne è andata dalla mattina al pomeriggio senza che io le abbia potuto dire neanche “ciao”. I suoi genitori mi hanno trattato come un parente stretto e io non ho avuto nemmeno il tempo di salutarla. La sua morte è un evento che né io né i miei figli abbiamo mai metabolizzato. Non ne abbiamo mai parlato. Non siamo mai andati al cimitero insieme, anzi, in 7 anni, al cimitero sono andato due volte in tutto. Le fotografie le ho a casa, ma non le guardo, non è roba per me perché lei è ovunque, nei ricordi, nelle stanze, nei viaggi a Barcellona che non farò più. Penso che un dolore così grande non si possa superare. Ci siamo conosciuti quando eravamo quattordicenni e per i primi due anni della nostra relazione ci siamo sfiorati solo la mano. Quando è così, dopo 30 anni insieme, è impossibile. Loredana era tanta, in ogni senso. Bella davvero. E sapeva fare qualsiasi cosa: studiava, lavorava, cucinava. Rocco e Diego sono bravi in tutto, proprio come lei. Alle volte ci basta uno sguardo: loro vedono il mio dolore, e io il loro, e rimaniamo attaccati. Poi ognuno ha il suo modo, il suo metodo molto personale, per uscirne. È così, la vita…”.

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