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Jovanotti risponde a Messner che critica il concerto del cantante al Plan de Corones: “La montagna non ha più diritti di Rimini”

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 8 Apr. 2019 alle 13:22 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:08
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Immagine di copertina

Non è la prima volta che il tour di concerti 2019 di Jovanotti riceve delle critiche relative alla scelta della location per una delle sue nuove tappe. Il cantautore è stato infatti costretto ad annullare la data di Ladispoli, prevista per il 16 luglio, dopo che le autorità del luogo hanno negato l’autorizzazione, la quale era stata inizialmente accordata alla Trident Music, la società che organizza i concerti dell’artista.

Jovanotti, che in quell’occasione ha quindi dovuto cambiare posto e spostare la data a Policoro nei pressi di Matera, si trova ora di fronte a delle nuove polemiche per la scelta di tenere uno dei concerti del Jova Beach Party 2019 sulla cima del Plan de Corones in Alto Adige, a 2275 metri d’altezza.

La data altoatesina costituisce l’unica eccezione “montanara” del tour, interamente dedicato a località di mare, e questa volta a non digerire la scelta del cantautore è stato Reinhold Messner, storico alpinista italiano.

“Non posso vietarlo, ma lo farei se potessi”, sono infatti state le parole di disaccordo dell’esploratore originario di Bressanone sulla scelta di Jovanotti per la location. Secondo Messner un simile spettacolo “non ha senso in montagna, lo si dovrebbe fare altrove”.

Il cantautore ha replicato alle parole dell’alpinista con un lungo post sul suo profilo Facebook: “Non discuto con Messner di montagna, non mi permetterei mai, ma sui concerti ho qualcosa da dire e il nostro progetto per l’estate è serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali che oggi non sono solo possibili ma anche importanti da mostrare al pubblico, soprattutto ad un pubblico come è il mio, sensibile ai temi chiave del presente”.

“Quando dico che stiamo tenendo insieme un evento rock con l’equilibrio ambientale – ha continuato a spiegare Lorenzo Cherubini – non lo dico tanto per dire, si tratta di mettere in campo tutte le conoscenze in questo ambito ed è quello che stiamo facendo, per mostrare un modo nuovo di fare le cose, non quello solito che giustamente preoccupa Messner. Il futuro non lo si affronta negandoci le esperienze ma immaginandone di nuove con nuovi mezzi“.

“Faremo una cosa – ha assicurato Jovanotti – non solo bellissima ma unica nel suo approccio ambientale, nuova e antichissima allo stesso tempo, e per quanto riguarda me e la squadra coinvolta ci tengo a rassicurare Messner che ha preoccupazioni autorevolissime che per me e per il pubblico, d’accordo con tutti i partner del progetto anche quelli amministrativi, si tratta di realizzare non solo grandi giornate di goduria collettiva ma anche grandi aperture verso panorami di economia circolare, di comportamenti ecosostenibili e di equilibrio umanità/pianeta”.

Il cantautore ha poi risposto al passaggio in cui Messner dice che “in montagna si va a cercare il silenzio”: “Se poi lui preferisce il silenzio delle grandi altitudini in solitaria al battito dei piedi che ballano sulla terra nuda stimolati da una giusta potenza di watt rispondo che c’è un momento adatto a tutto, e a Plan de Corones la folla festosa non è una novità, è un luogo di tutti ed è bello per questo. Sentirsi invasi da gente allegra che non ha nessuna intenzione di violare nessun tempio naturale ma casomai di celebrarlo suona semplicemente, ahimè, elitario, e siamo alle solite, e a me le solite non piacciono, i club esclusivi non fanno per me”.

Segue poi una frecciata all’alpinista lì dove Jovanotti scrive “Io nella mia vita le uniche scalate che ho fatto sono di classifiche di canzoni”. “Ma ho esperienza di sognatore – prosegue il post Facebook – e anche quello può essere uno sport estremo che va praticato con tutta la cura possibile. Tra i miei sogni ce n’è uno che condivido con Messner, ovvero il sogno di un futuro in cui la presenza dell’uomo non sia distruttiva per la natura, e questo oggi è un sogno realizzabile anche su larga scala, partendo dai comportamenti dei singoli e di ognuno, coinvolgendo economia, politiche locali, aziende con questo tipi di obiettivo”.

D’altronde, secondo Jovanotti “le cose si possono fare anche bene” e, a suo vedere, “la montagna non ha più diritti di un bel prato a Woodstock o di una spiaggia a Rimini o del Circo Massimo”. “Gli ambienti – afferma il cantautore romano – vanno rispettati sempre, non solo il giardino intorno a casa propria. Non è solo un sogno realizzabile, è anche opportunità di nuovi lavori e di trasformazioni, di prospettive di rinascita di un paese che pare imprigionato nei no, nei vedremo, nella difesa di piccoli personali privilegi e corsie preferenziali”.

Spera di farcela Jovanotti, il quale in conclusione si auguro “di stringere la mano dell’uomo che ha scalato gli ottomila in arrampicata libera”.

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