Gianna Nannini sulla cocaina: “Non potevo stare senza. Ero dipendente”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 1 Ott. 2019 alle 17:20 Aggiornato il 1 Ott. 2019 alle 18:05
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Immagine di copertina
Gianna Nannini. Credit: Instagram

Gianna Nannini, le confessioni sulla dipendenza dalla cocaina e sulla sessualità

In occasione dell’uscita del nuovo album, La Differenza, Gianna Nanni si racconta in un’intervista senza tabù. La cantante affronta il tema della cocaina, della povertà, della sessualità e della salute mentale.

Sulla dipendenza dalle droghe, a Vanity Fair la rockstar italiana racconta: “Le ho provate tutte, tranne l’eroina”. E sul suo abuso costante di cocaina passato si sofferma: “Ero a Londra e la cocaina ce la portavano in studio con la stessa semplicità con cui oggi ti consegnerebbero un panino”.

Gianna Nannini si apre con il vicedirettore Malcom Pagani: “Non stavo mai senza, ci viaggiavo, ero del tutto incosciente”. E poi, il momento in cui ha deciso di dire basta. “Un giorno vado in bagno e mentre scarto il sasso rosa, quello mi cade nel cesso. Lo vedo sparire nell’acqua e, mentre si scioglie lentamente e sto per metterci le mani dentro, mi dico: “Non posso fare questa cosa, non posso ridurmi così”. Ho smesso lì. Il giorno dopo. Poi ho avuto una ricaduta, ma dopo aver fatto un tiro e aver bevuto una tequila prima di un concerto, collassai e dissi definitivamente basta”. Da quel momento la cantante non ha più toccato cocaina.

Gianna Nannini parla anche di altri momenti bui che ha attraversato nel corso della vita: “Tutti mi dicono che so’ pazza, ma credo semplicemente che quando uno è sé stesso sembra matto. La follia è un’altra cosa. Io l’ho sperimentata e ho sperimentato anche la schizofrenia. So cosa sono, mi è capitato di morire e poi rinascere. All’inizio degli anni ’80 sono stata molto male”.

Quando arrivò giovanissima a Milano da Siena, la cantante dovette fare i conti anche con le difficoltà economiche: “Mantenersi, all’inizio, non fu facile, mio padre mi aveva promesso una macchina se avessi conseguito il diploma prima del previsto. Feci due anni in uno e a 18 anni, con la Lancia regalata da papà, scorrazzavo in questa città tutta nuova facendomi rubare l’autoradio per incassare i soldi dell’assicurazione. La lasciavo in bella vista sul sedile del passeggero, ogni tre mesi qualcuno regolarmente spaccava il vetro e io incassavo felice i soldi dell’assicurazione”.

Sulla sessualità Gianna Nanni dice: “Ami gli uomini? Ami le donne? Sempre le stesse domande, davanti alle quali uno vorrebbe dire soltanto: “Ma te li fai i c***i tuoi?. Ho sempre amato uomini e donne e soprattutto non ho mai avuto freni nel sentire e seguire quello che volevo. Le ho sempre rifiutate, le definizioni. Al termine “coming out”, che ghettizza, ho sempre preferito la parola libertà”.

“Alla parola gay, che ti pretenderebbe felice e ormai non usano più neanche in America quando indicono un pride, preferisco frocio. Chi è libero nel linguaggio è libero dentro”, afferma Gianna Nannini.

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