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16enne campione di Fortnite lascia la scuola per allenarsi. Il padre: “Guadagneremo milioni”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 9 Lug. 2019 alle 13:56 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:20
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Immagine di copertina
Jordan Herzog. Credits: Craig F. Walker/GLOBE STAFF

Il padre di un 16enne molto bravo a giocare a Fortnite ha ritirato il figlio da scuola per farlo diventare campione di fama mondiale.

Non è la prima volta che un genitore crede così tanto nel talento dei propri figli da investire la propria vita nella realizzazione del loro successo.

In tante discipline e sport, dal tennis al calcio, spesso dietro un campione di fama mondiale si cela lo zampino di un genitore. I campioni, insomma, non nascono proprio per miracolo.

È il caso della campionessa di tennis Serena Williams, quasi costretta fin da piccola insieme alla sorella Venus ad allenarsi sul campo per volere del padre Richard, che aveva studiato a tavolino il modo per avere successo.

Succede anche per i videogiochi. A Subdury, una città dell’Ontario, in Canada, David Herzog ha ritirato il figlio da scuola per farlo diventare campione di Fortnite, il videogioco del 2017 in cui i giocatori si scontrano in battaglie virtuali per salvare il mondo dall’apocalisse o sopravvivere su un’isola.

Jordan Herzog ora ha 16 anni ma gioca alla Play Station da quando ne ha sette e, avendo dimostrato di essere un campione da milione di dollari – a 12 anni ha vinto la sua prima competizione, portando a casa 2 mila dollari, e fino a questo momento ha guadagnato un totale di 60 milioni di dollari – ha indotto il padre a investire completamente nel suo futuro da campione di Fortnite.

David ha dichiarato al quotidiano statunitense Boston Globe di averlo “allevato per questo” e di avere un programma preciso per il figlio, che condurrà la famiglia alla fama e al successo.

Ovviamente, il programma non si realizzerà a scuola. È da ormai un anno che Jordan ha abbandonato la Lincoln High School di Subdury per dedicarsi esclusivamente alla sua carriera di campione, e adesso trascorre dalle quattro alle otto ore al giorno su un portale online ad allenare il suo personaggio virtuale. Parla poco, consuma i pasti in camera, trascorre il tempo in tuta e indossando un paio di sneakers.

Ma il campione di Fortnite non sta solo coltivando il sogno di ogni adolescente, ovvero quello di non studiare e spendere tutto il giorno a giocare alla Play Station, si sta preparando a non dover fare altro  per tutta la vita, e dunque a non dover cercare un altro tipo di lavoro per guadagnarsi da vivere.

“Voglio guadagnare abbastanza soldi da non dover lavorare per tutta la vita” dichiara Jordan al Boston Globe.

Per suo padre David, il progetto rappresenta anche più di questo. David sta preparando la strada di Jordan per ottenere ritorni più importanti: fama, prestigio e dei guadagni che un giorno potrebbero diventare miliardi. Il padre di Jordan è convinto che è solo questione di tempo.

Quando il sogno di Fortnite diventerà una vera realtà, afferma David, non sarà il frutto di una coincidenza, ma la realizzazione di un progetto preciso, a cui ha iniziato a lavorare più di 10 anni fa.

Fortnite | Il progetto del padre e l’esordio del figlio campione

“Ho messo un joystick nelle sue mani quando aveva 3 anni, e dal primo momento mi è sembrato avesse un dono”, racconta Jordan al Globe.

E infatti, a 7 anni, David era il maestro del video gioco “Halo”, e a 12 ha vinto due mila dollari in un evento a Boston, sbaragliando la concorrenza di giocatori più adulti.

In quel momento il padre David ha iniziato a guardare al futuro, e a sviluppare la sua idea, proprio negli anni in cui giochi di ruolo come “Super Mario Bros” stavano diventando sempre più popolari in America e nel mondo. L’anno scorso il ritiro da scuola. All’inizio la madre ha protestato, ma non è riuscita ad opporsi alla determinazione dei due.

Addio alla matematica e alla scienza, dunque, per il piccolo Jordan. Solo un pollice opponibile, intuito, velocità, e occhi allenati a fissare lo schermo. Come un campione.

Dipendenza da Fortnite: il problema sta diventando serio

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