Il Natale non è uguale per tutti: il “Christmas Blues” e la tristezza sotto le feste

Un senso di apatia e l'insonnia contraddistinguono chi è affetto da questa patologia

Di Rossella Melchionna
Pubblicato il 20 Dic. 2018 alle 14:52 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 11:47
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Immagine di copertina
Jim Carrey ne "Il Grinch"

Luci, regali e cene, senza contare le riunioni di famiglia e gli incontri con gli amici. È questo, per molte persone, il Natale. Ma il discorso non vale per tutti.

Il “Grinch” di turno, infatti, non è una scelta per essere alternativi o anti-feste. Dietro la riluttanza verso il Natale, si nasconde qualcosa di più profondo: si tratta del “Christmas Blues” o, più semplicemente, la depressione natalizia.

Un senso di inadeguatezza accompagnato dalla nostalgia per il passato, questo tipo di depressione si caratterizza anche per i sintomi tipici dell’ansia, l’insonnia e la stanchezza cronica.

“A rischiare di risentire in modo negativo del clima natalizio sono in particolare due tipologie di persone – ha spiegato Maurizio Pompili, professore di psichiatria, all’Adnkronos – Si tratta di chi è affetto da Seasonal affective disorder (Sad), un disturbo che insorge nel tardo autunno-inverno e si protrae a primavera, e può ripetersi nel corso degli anni”.

“Il freddo e la riduzione delle ore di luce possono indurre stati depressivi, peggiorati dalla dimensione di euforia altrui e dalle aspettative eccessive legate alle feste natalizie – ha continuato l’esperto – Non ci si sintonizza sulla lunghezza d’onda degli altri e si percepisce una frattura con la società”.

Anche chi soffre di disturbo bipolare non è affatto felice dell’arrivo di dicembre: “Si tratta di persone in equilibrio molto precario, che hanno bisogno di ritmi regolari, sonno adeguato, pochi stimoli. Con le feste si dorme meno e l’eccitazione generale può innescare stati depressivi: arriva allora l’insonnia o un’eccessiva sonnolenza, l’irritabilità e la spinta a mangiare continuamente carboidrati”, ha detto Pompili.

Per il professore, quindi, è opportuno “attenuare l’esasperazione” e vivere il Natale in maniera meno “consumistica” e più “intima”.

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