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Di Battista
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Esiste una app che permette di dare il consenso legale quando si fa sesso

Immagine di copertina
Una scena dell'episodio di Black Mirror, "Hang the dj".

Si chiama LegalFling ed è una app olandese che permette di stipulare un vero e proprio contratto prima di avere una relazione sessuale

Negli ultimi mesi si è acceso il dibattito sulle molestie sessuali, complici il caso Weinstein e il movimento #Metoo, che ha a lungo fatto interrogare sul sesso consensuale e su quale sia il confine tra una molestia e una avance.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Si inserisce in questo filone la nuova app LegalFling, che permette di stipulare un vero e proprio contratto sulle relazioni sessuali, permettendo di dare il proprio consenso legale esplicito.

La società che lo ha creato è olandese e sul loro sito si legge che l’app “consente di richiedere il consenso, perché il sesso dovrebbe essere divertente e sicuro”.

Si tratta di un accordo legalmente vincolante, la cui sicurezza si basa sulla blockchain, la stessa dei bitcoin.

“Il sesso dovrebbe essere divertente e sicuro, ma oggi molte cose possono andare storte”, si legge sulla presentazione della app.

L’obiettivo di questa app è inoltre proteggere dalla circolazione non voluta di foto o video sessuali, che può sfociare nel cosiddetto revenge porn.

Chi accetta il contratto prende visione delle preferenze sessuali, della volontà di usare o meno il preservativo, di ciò che una persona è disposta a fare durante il sesso e una dichiarazione sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Secondo i creatori, LegalFling è stato creato per garantire che il consenso sessuale esplicito sia concesso prima che le persone coinvolte intraprendano atti sessuali.

“Chiedere a qualcuno di firmare un contratto prima che inizi il divertimento è un po’ scomodo”, è per questo che LegalFling si prefigge l’obiettivo di rendere le cose molto più semplici.

L’app non protegge solo nei casi di sesso occasionale, ma anche nelle relazioni a lungo termine.

L’inosservanza di uno qualsiasi dei punti stabiliti è una vera e propria violazione del contratto.

Se si verifica una violazione, gli utenti possono semplicemente fare clic su un pulsante che attiverà una lettera di diffida e la richiesta di sanzioni penali, che potrebbe rendere più facile portare il caso in tribunale, a seconda delle leggi in vigore in un dato paese.

I creatori dell’app hanno cercato di rendere il sesso consensuale più semplice possibile: gli utenti possono inviare le loro richieste di sesso tramite WhatsApp, SMS o Facebook.

La Svezia sta per implementare una nuova legge che richiede il consenso esplicito prima del contatto sessuale. Altri paesi stanno seguendo questo esempio.

Le perplessità e le critiche esplicite sono state molte. Secondo molti, sarebbe solo un modo per tutelare gli uomini, che potranno avere le “spalle coperte” e non essere accusati di molestie.

Passa il messaggio che il consenso sessuale sia una cosa da stabilire all’inizio, un volta per tutte, per poi proseguire senza porsi problemi, quando invece dovrebbe essere qualcosa da costruire man mano che l’atto sessuale prosegue, con la libertà di tirarsi indietro in qualsiasi momento.

Certo, l’app consente di revocare il consenso solo con un click, ma non appare verosimile l’ipotesi in cui, nel bel mezzo di un amplesso, una persona possa rivolgersi all’app per ritirare il consenso.

Una situazione del genere fa pensare più a uno scenario inquietante e distopico alla Black Mirror che a qualcosa di reale.

Forse sarebbe più semplice dire “no, non mi va più di continuare”. Ma la questione, come insegnano gli innumerevoli scandali di questi mesi, forse non è così semplice come sembra.

E non c’è app che possa far nulla.

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