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La regina del DopoFestival Anna Foglietta critica Sanremo: “Sketch imbarazzanti, Bisio non si è sbloccato”

L'attrice romana racconta la sua esperienza sul palco dell'Ariston

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 12 Feb. 2019 alle 13:49 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:09
Immagine di copertina
Anna Foglietta. Cerdit: Getty Images

Anna Foglietta non è una che le manda a dire e così l’attrice romana in una lunga intervista rilasciata a Circo Massimo su Radio Capital racconta la sua esperienza sul palco del (dopo) festival di Sanremo e ha una parola buona per tutti.

“È stato un frullatore incredibile, ma non direi che è un’esperienza indimenticabile”, spiega Foglietta, che insieme a Rocco Papaleo e a Melissa Greta Marchetto ha condotto il dopofestival. “Certo, è un concentrato di vita e ci sono emozioni fortissime, ma visto dal di dentro perde il fascino che vedete dal di fuori. È tutta una tensione, un corri corri, è tutto rapido, molto compresso, non c’è il tempo di costruire un pensiero artisticamente più alto. Ma mi sono sentita libera, nessuno mi ha detto ‘questo sì e questo no’. Se lo rifarei? Sì, ma puntando un po’ di più i piedi sui testi e sugli autori”, continua l’attrice, con una evidente nota di critica nei confronti delle alte sfere della kermesse della musica italiana.

Anna Foglietta critica Bisio: “Non si è sbloccato”

Anna Foglietta passa poi a dare i voti al direttore artistico e ai conduttori del festival: “A me Baglioni piace sempre, non riesco a criticarlo. Bisio, invece, secondo me non è riuscito a esprimersi per quello che è e per come voleva: è un grandissimo mattatore ma è partito con il piede sbagliato e non è riuscito a sbloccarsi. Virginia Raffaele è riuscita a dimostrare, in parte, la sua verve da prima donna. Rispetto a Bisio l’ho vista più morbida, più allineata a un certo tipo di intrattenimento. Non mi sono piaciuti gli sketch, alcuni erano imbarazzanti”.

Anna Foglietta e il pre-festival: le critiche a Baglioni sui migranti

Alla luce di quelle dichiarazioni di Claudio Baglioni sui migranti, Anna Foglietta ammette che pensava che proprio per quelle parole “sarebbe stato il festival più politicizzato, poi invece c’è stato un silenzio incredibile rispetto a tutto questo”. “Però riesco anche a capirlo, mi rendo conto che, essendo lo spettacolo più nazionalpopolare che abbiamo, quelle polemiche potevano risultare sterili e pretestuose”.

Anna Foglietta, Mahmood e Ultimo

Ma le polemiche non si sono fermate al pre-festival. Nemmeno era calato il sipario sull’Ariston, che già iniziava la diatriba attorno al vincitore. A proposito di Mahmood, Foglietta afferma che “fa politica suo malgrado, è l’emblema del fallimento del pensiero salviniano”.

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E continua: “Sia Ultimo che Mahmood appartengono a una generazione di ragazzi pensanti che non accettano il pensiero razzista ed esclusivista”. Rispetto alla polemica su Ultimo arrivato secondo, che ha sollevato la questione del voto della giuria che è prevalso su quello del televoto, che invece lo aveva premiato, l’attrice romana afferma che a suo dire “è giusto che giuria di qualità e giornalisti siano determinanti, altrimenti ci saremmo trovati sul podio sempre cantanti molto amati dai ragazzini, come quelli che escono da Amici, e non avremmo avuto un’evoluzione reale della musica”.

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Anna Foglietta: “Sì alla giuria”

“È come l’Academy che giudica gli Oscar: non è che Meryl Streep viene giudicata dal contadino o dall’amministratore delegato. Il voto popolare è determinante fino a un certo punto; poi c’è il voto, giustamente più incisivo, di chi conosce bene la musica. Ultimo deve stare molto calmo: è un ragazzo e un artista splendido, ma ha fatto un autogol”, continua l’attrice. “Deve essere consigliato meglio dal punto di vista comunicativo. Uno che in 13 mesi è arrivato primo fra le nuove proposte e secondo fra i big non si può proprio lamentare”, conclude Anna Foglietta ai microfoni di Circo Massimo.