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Italian Gigolò, parla Aaron: “Molte mie clienti sono represse e timide, io le aiuto a liberarsi. E le vergini…”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 25 Feb. 2019 alle 19:42 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:52
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Immagine di copertina
Il gigolò Aaron (credits: aarongigolo.com)

AARON GIGOLO’ FANTASIE CLIENTI – “Sono stufo di dichiarare all’erario che sono un organizzatore di eventi: vorrei scrivere che sono accompagnatore per signore”. Il gigolò Aaron, che nella vita di tutti i giorni si chiama Marco e ha 31 anni, si racconta a Dagospia. E la sua intervista offre uno spaccato del nostro Paese, soprattutto in relazione al rapporto di ognuno di noi con la sessualità.

Aaron, che in passato è stato anche protagonista di una puntata di Uomini e Donne – Trono Over (quando è stato chiamato da Tina Cipollari per fare “compagnia” a Gemma Galgani) racconta di lavorare tre o quattro volte a settimana, di non innamorarsi da quando aveva 19 anni e di curare la sua “attività” a 360 gradi: dalla comunicazione al marketing, dalla creatività al suo sito internet, fino agli incontri con le clienti.

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“Molte delle mie clienti – spiega Aaron – sono timide, bloccate, represse. Però hanno un sogno, una fantasia, una voglia inconfessabile. E io, con un lavoro anche di giorni o settimane, le aiuto a liberarsi. Le perversioni, quindi, le porto io”.

Il gigolò, originario di Roma, fa subito qualche esempio: “Ci sono quelle che vorrebbero provare il bondage. Una mia amica invece aveva la fantasia di farlo con due uomini. Così ho cercato un ragazzo carino, simpatico, brillante. Lei ha accettato. Aveva un’altra donna dentro di sé che non era mai uscita. Io vedo le donne cambiare, ma non è facile per loro, perché per chiamare un gigolò ci vogliono le palle”.

Ma le sue clienti – che spaziano dai 20 ai 60 anni – non cercano solo sesso, anzi: “Può capitare che dopo cinque minuti siamo nudi, o che inizi il corteggiamento, oppure nulla. In quattro anni soltanto due o tre volte mi è capitato che volessero solo fare sesso. Le donne non si accontentano”.

Cosa cercano, dunque, le donne che contattano un gigolò? Aaron allora racconta due sue esperienze davvero particolari: “La prima è quella di una ragazza gay: la famiglia non lo sapeva. Allora mi ha chiesto di andare a casa dei suoi con lei. Mi ha presentato come il suo fidanzato. E da allora non manca compleanno o Natale che io non riceva la telefonata e il regalo da sua madre. La seconda invece è una scena tipica all’italiana: una giovane donna che è stata lasciata dal suo compagno mi ha chiesto di farmi vedere in giro con lei così lui si ingelosisce”.

Ci sono anche tantissime clienti che lo contattano solo per avere consigli. E, sorprendentemente, tra queste spiccano le vergini: “Neanche io volevo crederci – dichiara Aaron – perché la “illibata” aveva 28 anni, faceva la modella ed era una delle più belle donne che io avessi mai visto. Era così bloccata che non si era mai spinta oltre il bacio. Sono andato a casa sua e le ho cucinato una cenetta particolare. Davanti al caminetto funziona alla grande”.

Per finire, spazio al prossimo incontro di Aaron, che sarà con una donna di 27 anni, fidanzata da 12 anni con un uomo molto religioso che spinge perché arrivi vergine al matrimonio. “Ma lei – conclude Aaron – non ci pensa proprio. Sapete qual’è la morale? Se l’orto non lo zappi tu, lo zappa qualcun altro”.

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