Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:48
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Gossip

E se la 10 Years Challenge non fosse solo un gioco?

Immagine di copertina

Spopola sul web la sfida dei "10 anni dopo", ma qualcuno solleva un dubbio: e se ci stessero rubando i dati (ancora)? Facebook smentisce

Probabilmente sarà solo un innocuo giochino/tormentone del momento, ma se dietro ci fosse – ancora una volta – la mente machiavellica di Zuckerberg&Co.? Vi sarà sicuramente capitato di imbattervi nella 10 Years Challenge che spopola sui social network (Facebook e Instagram, in primis). Funziona così: si postano due foto, una di dieci anni fa e una di oggi.

Quanto siamo cambiati in dieci anni? Questa la domanda alla base del gioco. Migliaia e migliaia di persone, in ogni angolo del mondo, hanno postato sui loro account le due foto: i loro faccioni ieri e oggi, accompagnati dall’hashtag immancabile #10YearsChallenge. Una catena di Sant’Antonio infinita che ha risparmiato veramente pochi.

Tra questi, coloro che credono che dietro ci sia molto di più. Complottisti? Forse. Ma se dieci anni fa non ci sarebbe mai balenato per la testa di pensare che una semplice foto potesse essere un ricettacolo di dati, oggi, invece, il sospetto che pubblicando una foto vengano sfruttate le nostre informazioni per altri fini nasce quasi spontaneo.

A porre l’attenzione su questo risvolto della popolarissima “challenge” è la scrittrice Kate O’Neill, che in un tweet scrive: “Io 10 anni fa: probabilmente avrei giocato e avrei pubblicato su Facebook e Instagram le mie foto. Io oggi: rifletto su come tutti questi dati potrebbero essere utilizzati per creare algoritmi di riconoscimento facciale sulla progressione dell’età e sul riconoscimento dell’età”.


Forse O’Neill sarà particolarmente paranoica, ma a giudicare dalle migliaia di retweet e di like pare che sia in buona compagnia. Non serve andare troppo indietro nel tempo per trovarci di fronte a un esempio di utilizzo di dati rubati a migliaia di utenti proprio tramite giochini simili a quello della 10 Years Challenge. Cambridge Analytica è stato lo scandalo più grande in questo ambito: i dati ricavati online sono stati utilizzati per veicolare migliaia e migliaia di voti.

Il tweet di O’Neill – sfociato poi in una lunga riflessione su Wired – suggerisce di riflettere di più su quello che facciamo online. Certo, precisa lei stessa, Facebook possiede già un’enormità di dati che ci riguardano, ma mettendo le nostre due foto a confronto probabilmente gli stiamo facilitando il lavoro.

“In poche parole grazie a questo meme oggi è possibile costruire un database molto ampio di fotografie, attentamente etichettate, che mostrano le persone com’erano dieci anni fa e come sono oggi”, spiega ancora O’Neill. Quella delle foto “10 anni dopo” potrebbe essere solo un gioco, ma sappiamo bene che oggi una delle sfide più ambiziose della tecnologia è proprio quella della face recognition.

Manca poco a che potremo acquistare prodotti solo con il riconoscimento del nostro volto. A questo si somma la questione sicurezza: i database della polizia potrebbero così essere ampliati. Ma non solo: il riconoscimento facciale potrebbe essere utile anche in caso di bambini scomparsi. Come spiega O’Neill, grazie a questa tecnologia “i bambini smarriti da tempo potrebbero avere un aspetto molto diverso rispetto alle loro ultime foto; quindi un algoritmo affidabile, in grado di riconoscere come si cambia con l’età, potrebbe essere estremamente utile”.

Insomma, il riconoscimento facciale potrebbe essere molto utili in alcuni casi, ma potrebbe anche trasformarsi in una potente arma nelle mani di poteri autoritari che potrebbero utilizzarlo per riconoscere (e punire) dissidenti, ad esempio.

Che viviamo in una società iper controllata è un dato di fatto. Stare attenti a quello che si pubblica sui social rimane una precauzione che fa male.

Intanto da Facebook rispondono ai dubbi sollevati da O’Neill: “Si tratta di un meme creato dagli utenti e che è diventato virale in modo spontaneo. Non abbiamo iniziato noi questo trend, in cui vengono utilizzate foto già esistenti sulla piattaforma, e non guadagniamo nulla da questo meme (se non ricordarci quanto fosse discutibile la moda nel 2009). Per inciso, gli utenti di Facebook possono, in qualsiasi momento, scegliere se attivare o disattivare il riconoscimento facciale”.

Leggi anche: È “10 Year Challenge” mania: da Madonna a Selvaggia Lucarelli, come erano le star un decennio fa
Ti potrebbe interessare
Gossip / Francesco Totti e Noemi Bocchi: iniziato il trasloco nella nuova casa a Roma Nord
Gossip / Il dettaglio che incastra Belen: così la showgirl spia l’ex Spinalbese
Gossip / Chanel Totti vittima degli haters: “Sembri una 30enne, fai impressione”
Ti potrebbe interessare
Gossip / Francesco Totti e Noemi Bocchi: iniziato il trasloco nella nuova casa a Roma Nord
Gossip / Il dettaglio che incastra Belen: così la showgirl spia l’ex Spinalbese
Gossip / Chanel Totti vittima degli haters: “Sembri una 30enne, fai impressione”
Gossip / Fedez torna a parlare della sua malattia: “Sto seguendo le cure necessarie. Con Chiara nessun reality”
Gossip / Elisa Esposito, la prof di corsivo sbarca su OnlyFans: “Le foto sexy? I miei genitori mi supportano”
Gossip / La confessione di Giulia De Lellis dopo la visita: “Disagio che vivo da quando sono piccola”
Gossip / Il pranzo in famiglia di Ilary Blasi: a tavola c’è anche il cugino di Francesco Totti
Gossip / Aurora Ramazzotti, compleanno rovinato: ecco cosa è successo
Gossip / L’ex calciatore Adriano sparisce per due giorni: la moglie lo lascia dopo appena 24 giorni di matrimonio
Gossip / “Siete solo donnette”: Chiara Nasti e il commento al vetriolo sui social