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Cartoline da Ghouta, dove centinaia di bambini stanno venendo uccisi

In un solo giorno nel Ghouta orientale, l'area che circonda la città di Damasco, sono morte più di cento persone. 700 negli ultimi tre mesi. Queste immagini raccontano la sofferenza dei bambini del sobborgo di Damasco che vive sotto i bombardamenti

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 22 Feb. 2018 alle 15:13
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“Questa è una guerra? Non è una guerra. Si chiama massacro” racconta un medico che vive a Ghouta.

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Queste drammatiche immagini testimoniano la sofferenza a cui sono sottoposti bambini, donne e uomini ogni giorno nella città siriana.

Nel Ghouta orientale, l’area che circonda la città di Damasco, più di 1.200 persone sono state ferite dai bombardamenti del regime e circa 250 sono morte. Si tratta di una delle ultime aree controllate dai ribelli nel paese.

Nel febbraio 2018 il bilancio dei morti e dei feriti tra i civili in Siria è tornato a crescere.

Nell’enclave di Ghouta, controllata dall’opposizione siriana, centinaia di persone sono state uccise o ferite negli ultimi giorni. Erano tre anni che non si assisteva a un simile bilancio di morti e feriti.

Quattro ospedali sono stati bombardati nella giornata di lunedì 19 febbraio nel Ghouta orientale, area assediata per anni dal governo di Bashar al-Assad e sottoposta a devastanti attacchi chimici.

“Siamo di fronte al massacro del 21esimo secolo”, ha proseguito il medico. “Se il massacro degli anni ’90 fu Srebrenica, e i massacri degli anni ’80 furono Halabja e Sabra e Chatila, allora il Ghouta orientale è il massacro di questo secolo in questo momento”.

Dopo sette anni di guerra, con i relativi interventi da parte di potenze regionali e globali, la crisi umanitaria è aumentata invece di diminuire, poiché le forze leali al regime di Assad e i suoi sostenitori russi e iraniani cercano una vittoria militare assoluta invece di una soluzione politica negoziata.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio delle vittime è il più alto dall’attacco chimico del 2013 nel Ghouta orientale, che secondo gli attivisti ha ucciso circa 1.400 persone.

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