Virus Cina: i morti salgono a 132, mentre i contagi hanno superato quelli della Sars. Capo emergenze Oms: “Mondo deve agire”

Il nuovo coronavirus, però, potrebbe aver rallentato la sua corsa: nella giornata di martedì 28, infatti, i casi registrati sono diminuiti rispetto a quella di lunedì 27

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 29 Gen. 2020 alle 08:37 Aggiornato il 29 Gen. 2020 alle 18:48
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Virus Cina: i morti salgono a 132, quasi 6mila contagiati dal coronavirus

Il misterioso virus che si è diffuso in Cina continua a mietere vittime: il numero dei morti, infatti, è salito a 132, mentre i contagiati dal nuovo coronavirus sono circa 6mila, anche se, secondo alcuni esperti, potrebbero essere molti di più.

Il nuovo bilancio è stato stilato alle 8,00 ore locali (l’1,00 in Italia) dalla Commissione sanitaria nazionale cinese.

Il numero dei contagi, precisamente 5974, ha superato in Cina quello relativo alla Sars, che aveva infettato 5327 persone, secondo le statistiche ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Una buona notizia potrebbe arrivare dal possibile rallentamento del virus. I casi di coronavirus confermati nella giornata di ieri, martedì 28 gennaio, infatti, sono 1459, meno dei 2077 registrati nella giornata di lunedì 27 gennaio. Anche se alcuni esperti ritengono che l’apice dell’epidemia si raggiungerà entro una decina di giorni.

I decessi, tuttavia, sono inferiori rispetto alla Sars, che, nel 2003, ha ucciso 349 persone.

I casi sospetti, invece, al momento si attestano a 9239, mentre 103 persone hanno superato l’infezione e sono state dimesse dopo il ricovero ospedaliero.

“Il mondo intero stia in allerta: deve agire”, ha affermato il capo delle Emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Michael Ryan.

Intanto per quanto riguarda l’Italia, il ministro della Salute Roberto Speranza ha voluto rassicurare tutti: “In Italia abbiamo i controlli più alti. Ho chiesto una riunione internazionale di tutti i ministri della Salute della Ue per capire come affrontare la situazione”.

Letalità e diffusione del virus: i dubbi dell’Iss

“Sul tasso di letalità del Coronavirus restano grossi dubbi. Tuttavia, in questo momento probabilmente non siamo ai livelli di letalità della Sars, forse è qualcosa in più del tasso di letalità dell’influenza”, ha detto Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di sanità al termine di una riunione tecnico-scientifica.

Rezza ha poi osservato: “La maggior parte dei morti sono persone anziane o con malattie croniche, ma la differenza è che per l’influenza abbiamo il vaccino”.

Fino a che punto i numeri che arrivano dalla Cina sul numero di contagiati dal Coronavirus possono essere ritenuti attendibili?

“Non credo che la Cina stia dando dati non completi per nascondere un problema. Il punto è che i dati sono relativi solo ai casi accertati, e questo lo faremo anche noi. Nel senso che sfuggono tutti i casi più lievi. Questo comporta una sottostima del numero dei casi. Quindi non saranno 6.000 contagiati, ma di più. Secondo i modelli inglesi, per esempio, le stime vanno da migliaia di casi ad alcune decine di migliaia”, ha risposto Gianni Rezza.

“Se ci fermiamo ai dati ufficiali sottostimiamo notevolmente il numero di casi, semplicemente perché c’è una capacità limitata di intercettare tutti i casi”, ha aggiunto Rezza, osservando che nelle città cinesi il virus “corre sicuramente più velocemente che nei villaggi”.

Virus Cina: British sospende i voli, Toyota e Starbucks chiudono

Gli effetti del virus, intanto, si fanno sentire anche sui trasporti e sull’economia. La British Airways, infatti, ha deciso di sospendere tutti i voli da e per la Cina fino a data da destinarsi. Lo stesso provvedimento è stato adottato dalla Lion Air, compagnia indonesiana.

La Toyota, invece, ha deciso di interrompere momentaneamente la produzione, chiudendo i propri stabilimenti in Cina, mentre Starbucks, catena statunitense di caffè, ha annunciato la chiusura della metà dei punti vendita presenti in Cina, così come già fatto da McDonald’s nei giorni precedenti.

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Il coronavirus nel mondo: primo caso negli Emirati Arabi

Un bilancio ufficiale dei contagiati nel mondo dal nuovo coronavirus ancora non c’è. Tuttavia, secondo una stima dell’Università di Honk Kong, in questo momento le persone infette dal virus cinese potrebbero essere 44mila. Secondo la Lancaster University, invece, i contagiati saranno 190mila entro il 4 febbraio.

Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il primo caso accertato di coronavirus.

Il caso è stato rilevato all’interno di una famiglia proveniente da Wuhan

“La salute delle persone colpite è stabile” ha annunciato il ministero della Salute senza specificare il numero di persone colpite dal virus che si è diffuso in Cina agli inizi di dicembre.

In Europa, invece, i casi di coronavirus accertati sono 8: 4 registrati in Francia e altrettanti in Germania.

In Italia, invece, c’è attesa per il risultato delle analisi che dovranno stabilire se un giovane di 28 anni proveniente dalla Cina e che accusa sintomi influenzali è stato contagiato dal virus cinese.

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Virus Cina: mistero sull’origine dell’infezione

È ancora mistero sull’origine dell’infezione che si è sviluppata in Cina. L’ipotesi avanzata da alcuni ricercatori sul Journal of Medical Virology, ovvero che il virus provenga dai serpenti, sembrerebbe non essere valida.

Secondo i ricercatori del Campus Biomedico di Roma, all’origine del contagio ci sarebbe un pipistrello. L’ epidemiologo Massimo Ciccozzi, infatti, ha affermato: “Può darsi che un altro animale abbia fatto da intermediario, ma è improbabile che sia stato il serpente”.

Ma come è passato il virus all’uomo? Ciccozzi risponde: “Il rischio non sta tanto nel mangiare i pipistrelli, quanto nel macellarli. Toccando il sangue, le secrezioni respiratorie o il guano, il virus è in grado di trasmettersi”.

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