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Chi è Rachel, la moglie di Vincent Lambert che si batte per il “fine vita” in Francia

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 21 Mag. 2019 alle 17:28 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:29
Immagine di copertina
Rachel, moglie di di Vincent Lambert. Credit: FRANCOIS NASCIMBENI / AFP

Vincent Lambert moglie | Chi è Rachel Lambert

Vincent Lambert moglie – Rachel Lambert è la moglie di Vincent Lambert, il 42enne tetraplegico che sta dividendo la Francia sul tema del cosiddetto “fine vita”. La donna ha scritto un libro-testimonianza intitolato Vincent, una vita sospesa, in cui racconta la drammatica vicenda della sua famiglia.

Chi è Vincent Lambert

Cosa c’è da sapere sul caso di Vincent Lambert

Nel 2008 suo marito, un infermiere psichiatrico con cui aveva da poco avuto una figlia, è stato vittima di un grave incidente stradale che lo ha fatto piombare in uno stato vegetativo [chi è Vincent Lambert].

Da allora Vincent Lambert è costretto in un letto ed è mantenuto in vita artificialmente grazie all’ausilio di appositi macchinari. I medici ritengono che la situazione clinica dell’uomo sia irreversibile e si sono detti pronti a sospendere i trattamenti sanitari.

La moglie Rachel, che nel 2016 è stata nominata tutrice del marito, si è detta d’accordo a fermare le cure. Nel libro ha spiegato così la sua scelta: “Perché lo amo, voglio lasciarlo andare”.

Con la donna si sono schierati sei degli otto fratelli di Vincent, ma i genitori e gli altri due fratellastri sono fortemente contrari a spegnere i macchinari e negli anno hanno presentato diversi ricorsi volti a scongiurare questo scenario. Si è così è innescata una lunga battaglia legale, che è ancora in corso [qui la ricostruzione completa].

In una intervista alla rivista Psychologies, nel febbraio 2015, Rachel Lambert ha spiegato il suo punto di vista.

“Non voglio che Vincent sia coinvolto in un dibattito collettivo, questa cosa lo avrebbe fatto impazzire. Attingo la forza dall’amore per la mia famiglia e dal rispetto per l’uomo che lui è stato”, ha detto. “È la speranza che ci tiene in piedi, ma ho imparato a non lasciarlo scappare. Non sapevo di essere così forte. Pensavo che non sarei sopravvissuta e invece sono qui. In piedi”.

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E ancora: “Penso a lui tutto il tempo. Vorrei che fosse vivo, ma nel presente non c’è più. La sua coscienza è cancellata. Continuo a mettere musica per lui, a parlargli, ma lui non c’è più. Non c’è più scambio. È inquietante il fatto che non sia più mentre è ancora lì”, ha osservato la donna.

“Ci vogliono anni per capire. Sono sua moglie e la madre di nostra figlia. Voglio che se ne vada libero, indipendente e rispettato. Il lutto del corpo è terribile, ma è molto peggio piangere l’uomo che era”.

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