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Usa, Trump apre alla Cina sui dazi: “Possibile un accordo commerciale”. Ma prima Pechino chiede “rispetto reciproco”

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Credit: CNP/AdMedia/SIPA / ZUMAPRESS.com / AGF

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito “possibile” un accordo commerciale con la Cina, che eviti una guerra dei dazi, ma Pechino ha fatto sapere che prima serve “rispetto reciproco”. L’annuncio è arrivato nella notte italiana durante una breve conferenza stampa dell’inquilino della Casa bianca con i giornalisti presenti a bordo dell’Air Force One. “Nel 2020”, ha ricordato il magnate repubblicano riferendosi al suo primo mandato presidenziale, “gli Stati Uniti avevano già concluso un eccellente accordo commerciale con la Cina”. Oggi, ha aggiunto, una nuova intesa è “possibile”.

Il governo cinese ha accolto l’apertura di Trump ma ha richiamato la necessità di basare le relazioni tra Washington e Pechino sul “rispetto reciproco”. “Le parti dovrebbero risolvere le loro preoccupazioni attraverso il dialogo e le consultazioni basate su parità e rispetto reciproco”, ha spiegato oggi in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, affermando che le guerre commerciali e tariffarie “non hanno vincitori e servono soltanto a danneggiare gli interessi dei popoli in tutto il mondo”. “Ci opponiamo in modo risoluto ai metodi adottati dagli Stati Uniti volti all’aumento unilaterale dei dazi”, ha poi precisato il funzionario della Repubblica popolare.

All’inizio del mese infatti Trump aveva imposto un ulteriore 10 per cento di dazi su tutti i prodotti importati dalla Cina negli Usa, dopo aver minacciato nuove tariffe doganali contro Canada, Messico e Unione europea, imposto restrizioni all’import di alluminio e acciaio e ventilato ulteriori misure su auto, semiconduttori, prodotti farmaceutici e legname. Da parte sua, Pechino ha già risposto imponendo nuove tariffe sull’importazione dagli Usa di carbone, gnl, petrolio, macchinari e veicoli agricoli, istruendo un’indagine su Google (che è comunque già bandito in Cina) e valutando persino un’inchiesta contro Apple.

Secondo il Bureau of Economic Analysis, che fa capo al dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, la Cina resta il Paese con il maggior surplus commerciale nei confronti degli Usa, avendo raggiunto nel 2024 i 295,4 miliardi di dollari. Uno squilibrio che l’attuale presidente Usa ha promesso di risolvere, anche se necessario a colpi di dazi. Malgrado gli annunci e i provvedimenti reciproci però il dialogo tra la nuova Casa bianca e Pechino resta aperto.

Gli ultimi contatti e il “giallo” della visita di Xi
Sempre a bordo dell’Air Force One infatti, Donald Trump ha affermato di aspettarsi una visita negli Usa da parte del presidente della Cina, Xi Jinping, senza però fornire date al riguardo. “Alla fine avremo (ospite, ndr) anche il presidente Xi”, ha detto il presidente Usa ai giornalisti. “Tutti quanti (i leader internazionali, ndr) verranno (negli Usa, ndr)”.

L’ultima visita di Xi negli Stati Uniti risale al novembre del 2023. Durante quel suo quinto viaggio ufficiale negli Usa in qualità di capo di Stato cinese, Xi presenziò a un vertice con l’allora presidente Joe Biden, con cui concluse una serie di accordi per riprendere le comunicazioni bilaterali a livello militare e contrastare il traffico di fentanyl. Ma subito prima che Trump tornasse alla Casa bianca il 20 gennaio scorso, anche il magnate repubblicano ebbe una conversazione telefonica con il presidente cinese. Allora, secondo quanto riferito dallo stesso Trump sui social, i due trattarono diversi argomenti, tra cui il commercio bilaterale, Taiwan e l’affare TikTok.

Proprio su quest’ultimo punto, sempre a bordo dell’Air Force One, l’inquilino della Casa bianca ha annunciato di aver avviato trattative con la Cina per mediare la vendita della popolare app di proprietà della società cinese ByteDance, senza però fornire ulteriori dettagli in merito. Notizia non commentata dalle parti di Pechino. D’altronde già la scorsa settimana Trump aveva rivelato di aver avuto un altro colloquio telefonico con il leader della Cina dopo essere tornato in carica, senza però fornire dettagli sull’argomento della conversazione. Allora il ministero degli Esteri di Pechino non aveva commentato le osservazioni del presidente Usa, rimandando invece alla telefonata ufficiale tenuta prima del ritorno del magnate repubblicano alla Casa bianca.

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