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Usa, Biden diventa ufficialmente presidente: “Ora voltiamo pagina” | DIRETTA

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Usa, Joe Biden è ufficialmente il nuovo presidente

Joe Biden è ufficialmente il nuovo presidente degli Stati Uniti. I 538 grandi elettori del collegio elettorale si sono riuniti ieri per eleggere il candidato scelto con il voto del 3 novembre, il quale come previsto ha ottenuto 306 voti, contro i 232 di Donald Trump. Il momento è stato solenne, ma si è trattato in buona parte di un “pro forma”, nel senso che il voto non aveva il compito né poteva avere l’effetto di cambiare il risultato del voto popolare già espresso dai cittadini: i grandi elettori erano chiamati a sostenere il candidato che aveva già ottenuto il maggior numero di consensi nel proprio stato attraverso l’Election Day

Tecnicamente infatti il 3 novembre i cittadini non hanno votato per un candidato, ma per la lista di grandi elettori collegata ad esso in ciascuno Stato.

Scorri in basso per saperne di più sui grandi elettori

Qui la DIRETTA del voto dei grandi elettori, stato per stato

Martedì 15 dicembre

Ore 02.00 – Biden: “La volontà del popolo ha prevalso, vittoria chiara” – “La volontà del popolo ha prevalso”, “la vittoria è chiara”. Così Joe Biden dopo il voto del collegio elettorale che lo ha incoronato per la presidenza degli Stati Uniti con 306 preferenze, ben oltre la soglia minima fissata a quota 270. Donald Turmp, che si rifiuta di riconoscere la sconfitta, ha ottenuto il voto di 232 grandi elettori. “La democrazia americana ha funzionato”, ha detto Biden. “La campagna di Trump ha presentato decine e decine di ricorsi legali” e sono stati tutti giudicati “senza merito”, ha rimarcato il presidente eletto. “Se qualcuno ancora non lo sapesse – ha dichiarato – quello che batte profondamente nel cuore del popolo americano è questo: la democrazia”.

Ore 00.05 – Il collegio elettorale incorona Biden: è il nuovo presidente Usa – Il collegio elettorale incorona Joe Biden. Con i 55 grandi elettori della California, il candidato democratico ha superato la soglia dei 270 grandi elettori necessari per aggiudicarsi la presidenza degli Stati Uniti, raggiungendo quota 302 contro i 232 di Donald Trump.

Lunedì 14 dicembre

Ore 21,00 – Gli elettori di altri sei stati hanno espresso il proprio voto – I 4 grandi elettori dell’Idaho e i 5 della West Virginia, roccaforti repubblicane dove il presidente uscente ha vinto senza sorprese, hanno espresso il proprio voto per Donald Trump. District of Columbia (e cioè lo stato di Washington con i suoi 3 grandi elettori), Colorado (4) e Minnesota (10), che hanno assegnato la vittoria a Biden il 3 novembre, hanno espresso il proprio voto per l’ex vicepresidente.

Collegio elettorale di Washington (District of Columbia)

Ore 20,45 – Altri sei stati hanno votato – I grandi elettori di Florida, Utah, Louisiana e Alabama hanno espresso il proprio voto per Donald Trump, assegnando al presidente uscente il totale di 10 voti elettorali. Il New Mexico e il Maryland, dove a vincere è stato Joe Biden, hanno assegnato al neo presidente in tutto 15 voti elettorali.

Ore 20,00 – I grandi elettori dell’Arizona hanno votato – L’Arizona è risultato uno degli stati chiave nella corsa alla soglia dei 270 grandi elettori di Biden. Storicamente repubblicano, qui il candidato democratico ha vinto per un pugno di voti: 10mila, su circa 3,4 milioni di elettori. L’ex Senatore è diventato il secondo presidente dem a vincere nello stato dal 1952 dopo Bill Clinton nel 1996. I voti dei grandi elettori espressi oggi sono 11. Il risultato è stato uno di quelli più contestati da Trump, che ha presentato ricorso per brogli anche alla corte suprema di questo stato, prontamente respinto. Ma le tensioni tra repubblicani e democratici sono così alte che le autorità locali hanno tenuto la sede del voto segreta “per proteggere i suoi elettori”. Lo ha rivelato il segretario di Stato Stacey Hobbs alla Cnn. Questi avrebbero addirittura ricevuto minacce di morte dai militanti del Tycoon.

Ore 19,50 – I grandi elettori di Ohio, Kentucky e Carolina del Nord hanno espresso il proprio voto per Trump – Anche il voto in questi tre stati, dove Trump ha vinto con larghe maggioranze (62 per cento di preferenze in Kentucky) è stato espresso: i grandi elettori hanno assegnato al presidente uscente 41 voti elettorali. Ma, come sappiamo, il conteggio è un proforma, perché stando al voto popolare del 3 novembre sarà Biden ad aggiudicarsi la maggioranza dei grandi elettori necessaria a salire alla Casa Bianca.

Ore 19,47 – I grandi elettori di Virginia, Rhode Island e Wisconsin hanno votato – I tre stati, in cui Joe Biden ha ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni del 3 novembre, hanno espresso il proprio voto, assegnando al neo presidente un totale di 27 voti elettorali.

Ore 19,15 – Pennsylvania, 20 voti elettorali per Joe Biden – Riuniti ad Harrisburg i 20 grandi elettori della Pennsylvania, lo stato che insieme alla Georgia ha decretato la vittoria definitiva di Biden su Trump durante lo scrutinio del 6 novembre con le più consistenti sacche di grandi elettori, hanno espresso il proprio voto per il candidato democratico. La Pennsylvania è uno degli swing “state”: storicamente democratico, nel 2016 si era colorato di rosso eleggendo Donald Trump. Ma Biden è riuscito nel tentativo di riconquistarla e ricostituire il “blu wall” degli stati dem dell’est, soprattutto grazie al voto dei centri urbani come Philadelphia. La Pennsylvania è anche lo stato che ha dato i natali a Joe Biden, nato a Scranton.

Ore 18,55 – Anche i grandi elettori dello stato di New York hanno votato – 26 voti elettorali a Joe Biden assegnati dallo stato di New York. I grandi elettori, tra cui Bill e Hillary Clinton, si sono riuniti ad Albany nell’assemblea presieduta dal governatore Andrew Cuomo. L’ex presidente e l’ex First Lady e candidata democratica alle Elezioni del 2016 sono stati i primi a votare, accompagnati dall’applauso di Cuomo. Lo Stato di New York è una delle roccaforti democratiche e in questa tornata elettorale Biden ha guadagnato circa il 61 per cento dei consensi. L’ultimo presidente repubblicano ad aver vinto in questo stato è Ronald Reagan, nel 1984.

Ore 18,50 – I grandi elettori del Connecticut hanno espresso il proprio voto per Joe Biden – Lo stato del Connecticut conta 7 grandi elettori che oggi hanno assegnato i propri voti a Joe Biden riuniti nella capitale, Hartford. In questo stato saldamente democratico Biden ha vinto di ben 20 punti su Trump, guadagnando cioè il 59 per cento di voti contro i 39 ottenuti dal presidente uscente. L’ultimo candidato repubblicano ad aver vinto in Connecticut è stato George H. W. Bush nel 1988.

Ore 18,40 – I grandi elettori del Delaware hanno votato: 3 voti per Joe Biden – I tre grandi elettori del Delaware, lo stato in cui Biden è cresciuto e che ha rappresentato nella sua carriera di Senatore degli Stati Uniti sin dalla prima elezione, hanno espresso il proprio voto per il candidato democratico. In questo stato Biden ha vinto con il 59 per cento dei voti.

Ore 18,30 – I sei grandi elettori del Nevada hanno votato online – In Nevada i grandi elettori hanno organizzato un’assemblea virtuale a causa dei contagi da Coronavirus. Qui Biden ha vinto su Trump di circa due punti percentuali, guadagnando il 50 per cento di voti contro il 48 per cento del presidente uscente. Il Nevada è uno degli stati in cui gli alleati locali di Trump hanno presentato ricorso alla Corte Suprema sostenendo che il conteggio dei voti fosse stato truccato, ma è stato respinto.

Ore 18,15 – Iowa, i sei grandi elettori esprimono il voto per Donald Trump – Nell’ambito della loro assemblea a Des Moines, i sei grandi elettori assegnati allo stato dell’Iowa hanno espresso il proprio voto per Trump. In Iowa il candidato repubblicano ha vinto con il 53 per cento di voti contro i 46 di Biden.

Ore 18,00 – Carolina del Sud, i nove grandi elettorali esprimono il voto per Donald Trump  – I nove grandi elettori assegnati alla Carolina del Sud si sono riuniti a Columbia per dare il proprio voto al presidente uscente, che in questo stato ha guadagnato il 55 per cento dei voti.

Ore 17,45 – Arkansas, 6 voti per Donald Trump – I sei grandi elettori dello stato dell’Arkansas hanno espresso il proprio voto per Donald Trump, che in questo stato ha guadagnato il 62 per cento dei voti.

Ore 17,40 – I 20 grandi elettori dello stato dell’Illinois hanno assegnato i voti a Joe Biden – Nell’incontro di oggi a Springfield, gli elettori dell’Illinois hanno espresso il proprio voto per Biden. In questo stato il presidente democratico ha ottenuto il 58 per cento dei voti contro il 41 di Trump.

Ore 17,30 – L’Oklahoma esprime i suoi 8 voti per Donald Trump – Il presidente uscente ha vinto con il 65 per cento dei voti in Oklahoma, che conta otto grandi elettori. Questi hanno espresso dalla sede di Oklahoma City il proprio voto per Trump.

Ore 17,20 – Il Mississippi ha espresso i suoi 6 voti per Donald Trump – I sei grandi elettori del Mississippi, stato in cui i repubblicani hanno vinto in ogni elezione presidenziale a partire da quella del 1980, hanno assegnato i propri voti a Donald Trump.

Ore 17,15 – Gli 11 grandi elettori dell’Indiana esprimono il proprio voto per Donald Trump

Ore 17,00 – In New Hampshire assegna i suoi 4 voti a Joe Biden – Biden ha vinto di 7 punti percentuali in New Hampshire nelle elezioni del 3 novembre. Ora i 4 grandi elettori hanno assegnato all’ex vicepresidente il proprio voto.

Ore 16,52 – Il Tennessee assegna i suoi 11 voti a Donald Trump – Gli 11 grandi elettori dello stato del Tennessee hanno espresso il proprio voto per il presidente uscente, che si è aggiudicato lo stato con oltre 23 punti di vantaggio. Il Tennessee è uno stato repubblicano dove il GOP ha ottenuto la vittoria in 11 delle ultime 14 elezioni presidenziali. Gli 11 si sono incontrati a Neshville.

Ore 16,45 – Il Vermont è il primo stato ad assegnare i voti – I tre grandi elettori dello stato del Vermont, dove il candidato democratico ha ottenuto il 68 per cento dei consensi, hanno espresso il proprio voto per Joe Biden.

Ore 16,30 – Iniziato il voto in quattro stati – Indiana, New Hampshire, Tennessee e Vermont hanno dato via al voto dei grandi elettori.

Chi sono i grandi elettori

I grandi elettori sono normalmente personaggi prominenti del partito, sia a livello locale che nazionale, i quali ambiscono alla carica per ragioni di prestigio o posizionamento. Tra i personaggi più illustri in questa tornata compaiono Bill e Hillary Clinton nello Stato di New York e quello di Stacey Abrams, l’attivista afroamericana e deputata del Parlamento della Georgia che ha giocato un ruolo fondamentale nella vittoria di Biden nello stato, storicamente repubblicano. Nell’area di Trump spicca il nome della governatrice del South Dakota Kristi Noem, possibile candidata nel 2024.

Il voto dei grandi elettori può cambiare il risultato delle elezioni del 3 novembre?

Sebbene la Costituzione statunitense contempli la possibilità che vi siano alcuni “elettori infedeli” Biden gode dell’ampia maggioranza di 306 grandi elettori contro i 232 di Trump, dunque non ci sarebbe un capovolgimento del voto popolare anche in presenza di “disertori”. Inoltre, una sentenza della Corte Suprema dello scorso luglio ha autorizzato gli stati a obbligare i grandi elettori a rispettare la volontà popolare, mentre le leggi di alcuni stati permettono di sostituire i voti non allineati, e in certi casi prevedono anche che votare diversamente sia un reato. Quella di oggi, di fatto, è una trasmissione dei voti espressi dai normali cittadini il 3 novembre scorso.

Quest’anno gli occhi sono puntati sul voto dei grandi elettori più che in altre occasioni a causa dei tentativi di Trump di ribaltare il risultato delle elezioni attraverso i ricorsi giudiziari presentati alle Corti federali in sei stati (Arizona, Michigan, Nevada, Pennsylvania, Wisconsin e Georgia, dove ci sono stati due riconteggi) all’indomani del voto, che hanno creato non poche tensioni e messo a rischio il processo di transizione, screditandolo anche agli occhi dei cittadini. I ricorsi però, compreso quello presentato direttamente alla Corte Suprema dal procuratore generale del Texas, che ha chiesto di invalidare i risultati in Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, sono stati tutti respinti.

Intanto il “safe harbour“, la data a partire dalla quale il voto non può più essere contestato dal Senato, che quest’anno corrispondeva al 7 dicembre, è stato raggiunto: martedì scorso gli Stati avevano certificato il proprio risultato elettorale. Tutti, tranne uno, il Wisconsin, dove è ancora in corso una causa legale presentata dagli alleati di Trump. Ma anche senza i dieci grandi elettori di questo stato, che comunque dovrebbero essere confermati a breve, Biden è ben oltre la soglia di 270

Come funziona il voto dei grandi elettori

Ogni Stato conta un numero di grandi elettori proporzionato alla popolazione: gli Stati più grandi come la California o il Texas ne contano rispettivamente 55 e 38, mentre quelli più piccoli come il Vermont e il Wyoming ne eleggono solo tre. Quando durante il lo scrutinio dei voti popolari il mondo ha seguito con il fiato sospeso il conteggio delle schede in alcuni Stati come la Pennsylvania o la Georgia, era anche perché l’alto numero di grandi elettori assegnati a questi stati avrebbe permesso più velocemente a un candidato di raggiungere la soglia dei 270, ovvero la metà più uno del totale di 538 grandi elettori necessari per essere eletto alla Casa Bianca (Il sistema elettorale fa sì che basta ottenere la maggioranza dei voti  per aggiudicarsi tutti i grandi elettori in palio in quello stesso stato: “winner takes all”)

Cosa succede oggi

Oggi i grandi elettori scelti il 3 novembre si riuniscono nelle sedi designate da ogni Stato per il voto: i funzionari che guidano il processo leggono i “Cerficati di Accertamento” che indicano il candidato vincente, il numero dei voti ricevuti e i nomi del grandi elettori per ogni stato. In seguito si procede al voto, che i grandi elettori esprimono con modalità diverse a seconda dello stato, su schede bianche o già compilate che vengono raccolte e lette ad alta voce. Si inizia dalle East Coast, dove alle 10 del mattino (ora locale) i primi 11 elettori a riunirsi saranno quelli dello stato dell’Indiana, e si finisce sulla West Coast con il voto previsto alle 17 in California e alle 19 alle Hawaii.

Cosa succede dopo il voto dei grandi elettori di oggi

Una delle diverse copie dei certificati del voto prodotte oggi verrà inviata a Washington. A gennaio questa sarà trasmessa al presidente del Senato, e cioè al vicepresidente Usa Mike Pence, prima della cerimonia d’insediamento di Biden. Il conteggio ufficiale con la proclamazione del nuovo presidente e del nuovo vicepresidente lo farà in seduta plenaria il nuovo Congresso il 6 gennaio, tre giorni dopo essersi insediato.

A quel punto tutto sarà pronto per l’Inauguration Day del 20 gennaio, quando Joe Biden e Kamala Harris giureranno e si insedieranno alla Casa Bianca. Trump non ha ancora assicurato la sua presenza alle celebrazioni, e di qui a quel giorno potrebbe trovare altri escamotage per esacerbare la tensione tra quei repubblicani convinti che sia stato lui a vincere le elezioni.

Inoltre, il 5 gennaio sarà un’altra data fatidica: si voterà per i due Senatori dello stato della Georgia (che ha assegnato la vittoria a Biden ma è governato dai Repubblicani). Il risultato dei ballottaggi sarà cruciale perché da esso dipenderà la possibilità della nuova amministrazione di governare, visto che ad oggi la camera alta è controllata dal GOP (e i democratici godono di una timida maggioranza alla Camera). Anche in questa occasione potrebbero nascere nuove tensioni e Trump potrebbe trovare nuove scuse per screditare il processo di transizione.

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