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Gli uomini con l’anulare più lungo del dito indice hanno meno probabilità di morire di Coronavirus: lo sostiene una ricerca britannica

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 26 Mag. 2020 alle 10:20 Aggiornato il 26 Mag. 2020 alle 23:45
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Gli uomini anulare più lungo hanno meno probabilità morire Coronavirus

Gli uomini con l’anulare più lungo del dito indice hanno meno probabilità di morire di Coronavirus: è quanto ipotizzato dal docente John Manning dell’Università di Swansea in uno studio. La ricerca del professore si basa a sua volta su alcuni studi realizzati in passato e basati sui livelli di testosterone presenti in ogni essere umano e calcolabili attraverso la lunghezza del dito indice e anulare. Diverse ricerche, infatti, suggeriscono che il rapporto tra la lunghezza del dito indice e anulare è influenzato dall’esposizione agli androgeni, come il testosterone, all’interno dell’utero materno. Secondo questi studi, quindi, tutti quelli che hanno l’anulare più lungo dell’indice presentano un alto livello di testosterone.

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Motivo per cui il professor Manning è convinto che coloro che hanno un livello più alto di testosterone, e quindi l’anulare più lungo del dito indice, siano meno a rischio. A supportare la sua tesi vi sono delle ricerche, effettuate da alcuni scienziati, che hanno studiato 200.000 persone in 41 Paesi e hanno scoperto che i tassi di mortalità maschile erano un terzo più alti nei Paesi in cui gli uomini avevano statisticamente l’anulare più corto. Non solo, secondo Manning in Inghilterra e Galles, gli uomini che tendono ad avere l’anulare più corto rappresentano il 56% di tutti i decessi registrati per Covid-19. “La teoria è che qualcuno con un alto livello di testosterone prenatale e un dito anulare più lungo possa avere più possibilità di contrarre sintomi lievi, contrastando in modo efficace la malattia” ha dichiarato Manning in un’intervista.

Una teoria che potrebbe essere supportata da un altro studio sul ruolo del testosterone condotto dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e Sapienza Università di Roma e pubblicato sulla rivista scientifica Metabolism. “In questa nostra ipotesi di lavoro abbiamo affrontato il problema del testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, che può essere più basso o più alto con un ampio range di variazione nella popolazione maschile” afferma Paolo Pozzilli professore ordinario di endocrinologia all’Università Campus Bio-Medico di Roma e direttore di endocrinologia e diabetologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. “In particolare – aggiunge Pozzilli – sappiamo che i livelli di testosterone diminuiscono con l’età: per cui i soggetti anziani, ossia quelli più colpiti dal Coronavirus, sono anche quelli con più basso testosterone”. Nella ricerca si sottolinea come un livello basso di testosterone possa causare una riduzione dell’attività dei muscoli respiratori, inoltre con un livello di testosterone basso nel sangue si osserva un aumento dei processi infiammatori che sono associati con un aggravamento della prognosi dell’infezione da Covid-19.

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