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Trump rimborsò al suo avvocato i soldi per il silenzio della pornostar

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La pornostar Stormy Daniels sostiene di aver avuto nel 2006 un rapporto sessuale con l'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Credit: Afp/Mandel Ngan

La rivelazione dell'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, che oggi guida il team legale del presidente

L’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rimborsato al suo avvocato personale i 130mila dollari pagati alla pornostar Stormy Daniels in cambio del suo silenzio sul presunto rapporto sessuale avuto con il tycoon.

Lo ha rivelato l’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, che oggi è alla guida del team legale di Trump.

In precedenza il presidente aveva detto di non sapere del pagamento ricevuto da Stormy Daniels.

I fatti risalgono a prima delle elezioni presidenziali del 2016. Secondo quanto riferito da Giuliani sono stati utilizzati soldi del patrimonio personale di Trump, mentre i fondi della campagna elettorale non sono stati intaccati.

Ospite del programma televisivo Hannity, su Fox News Channel, l’ex sindaco di New York ha detto che il denaro è stato “incanalato attraverso lo studio legale e il presidente lo ha ripagato”.

Alla domanda se Trump fosse a conoscenza dell’accordo con la pornostar, Giuliani ha risposto così: “Per quanto ne so, non ne conosceva le specifiche. Ma conosceva l’accordo generale, cioè che Michael si sarebbe occupato di cose del genere, come se io mi occupassi di cose come questa per i miei clienti. Non li carico di ogni singola cosa che arriva. Sono persone impegnate”.

Stormy Daniels sostiene che nell’ottobre del 2016, un mese prima delle elezioni presidenziali che lo avrebbero visto trionfare, Donald Trump pagò la somma di 130mila dollari per comprare il suo silenzio su un rapporto sessuale avuto nel 2006, a margine di un torneo di golf a Lake Tahoe, nel Nevada, un anno dopo il matrimonio con Melania.

Secondo il quotidiano statunitense Wall Street Journal, Cohen, l’avvocato dell’attuale presidente, dopo aver raggiunto un accordo con l’attrice, dispose il pagamento su un conto della City National Bank di Los Angeles. La banca non ha commentato la notizia.

Stormy Daniels – il cui vero nome è Stephanie Clifford – ha detto che accettò quell’accordo perché “preoccupata” per la sua famiglia e la sua “sicurezza”. Poi, nel gennaio 2018, dopo che il Wall Street Journal aveva rivelato l’esistenza dell’accordo di non divulgazione, firmò un altro documento che negava qualsiasi patto.

Alla domanda sul perché abbia firmato una dichiarazione falsa, l’attrice ha risposto: “Perché hanno fatto sembrare che non avessi scelta”. “Possono rendere la tua vita un inferno in molti modi diversi”, ha aggiunto.

In un’intervista all’emittente statunitense Cbs andata in onda il 25 marzo 2018 la pornostar ha raccontato di essere stata minacciata nel 2011, dopo aver tentato di rendere pubblica la storia.

La donna ha riferito che un uomo l’ha avvicinata in un parcheggio a Las Vegas e le ha detto: “Lascia stare Trump”. L’uomo ha poi guardato la figlia dell’attrice e ha aggiunto: “Sarebbe un peccato se succedesse qualcosa a sua madre”.

La pornostar ha raccontato che a quel tempo aveva concordato di raccontare la vicenda del presunto incontro sessuale con Trump alla rivista In Touch in cambio di 15mila dollari, ma la pubblicazione era in fase di stallo perché l’avvocato personale del tycoon, Michael Cohen, aveva minacciato di fare causa al magazine.

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