Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Trump e Netanyahu mai così amici, ma il futuro politico del premier israeliano è ancora in bilico

Immagine di copertina
Il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Credit: Saul Loeb/AFP

Mentre un razzo lanciato da Gaza colpiva una casa a Tel Aviv, il premier israeliano Netanyahu era a Washington dall’alleato Donald Trump per celebrare un importante riconoscimento: la sovranità israeliana sul Golan.

L’inquilino della Casa Bianca, a meno di due settimane dalle elezioni in Israele, ha regalato all’alleato mediorientale il controllo delle Alture occupate dall’esercito israeliano nel 1967 e annesse unilateralmente nel 1981.

Una mossa che oltre a favorire Netanyahu è vista come un colpo per la Siria, che prima della Guerra dei sei giorni poteva vantare la propria sovranità sul Golan.

La concessione di Trump segna un rafforzamento dei rapporti – già molto stretti – tra il premier israeliano e il presidente americano, ma non è detto che sia sufficiente per evitare il tracollo di Netanyahu alle prossime elezioni, previste per il 9 aprile.

Bibi infatti è al centro di tre diversi casi di corruzione su cui sta indagando il procuratore generale israeliano e solo alcuni giorni fa sono state mosse contro il premier nuove accuse.

Netanyahu avrebbe autorizzato indebitamente la vendita di sottomarini fabbricati in Germania all’Egitto e a beneficiare della vendita sarebbero stati lui e alcuni suoi collaboratori stretti.

A rendere ancora più instabile la situazione interna in Israele e la posizione del premier Netanyahu contribuisce poi la tensione con Gaza: nelle ultime 48 ore la Striscia è stata ripetutamente bombardata dopo il lancio di un razzo che ha colpito una casa a Tel Aviv e non è chiaro quanto il cessate il fuoco possa reggere.

I raid e il richiamo dei riservisti sono un’arma a doppio taglio per il premier israeliano. La risposta di Netanyahu, presentata come un impegno del capo del Likud a proteggere il paese, è stata etichettata come troppo debole da uno dei suoi sfidanti alle prossime elezioni, Benny Gantz.

L’ex generale ha attaccato Netanyahu, accusandolo di non essere capace di garantire la sicurezza del paese e cercando così di sottrarre voti al suo avversario.

Gantz tra l’altro è noto per aver più volte affermato di voler riportare Gaza “all’età della pietra”, proponendosi così come il candidato pronto ad usare il pugno di ferro contro la Striscia.

Netanyahu al momento sembra quasi “moderato” rispetto al suo avversario, essendosi “limitato” alla strategia usata anche negli ultimi anni contro Gaza: i raid aerei contro “postazioni militari di Hamas”.

Il rischio però è che il premier si lasci prendere la mano e decida davvero di invadere la Striscia per cercare di risalire i sondaggi e sottrarre al suo avversario il ruolo di uomo pronto a difendere Israele a qualsiasi costo.

Il regalo di Trump è stato certamente importante, anche considerando l’importanza geostrategica e in tema di risorse delle alture del Golan, ma l’amicizia tra Netanyahu e il tyacoon non è abbastanza per vincere le elezioni.

Anzi, a beneficiare maggiormente dai rapporti con Israele alla fine dei conti sembra sia proprio Trump, che ha rafforzato il sostegno tra i Repubblicani della prima ora e tra gli evangelisti americani.

Ti potrebbe interessare
Esteri / La guerra ora si allarga: raid sull’Iran e sul Libano, esplosioni a Dubai e Doha. Grossi (Aiea): “Situazione preoccupante, rischio radiazioni”
Esteri / Trump: “La nuova leadership dell'Iran è pronta al dialogo e anch’io”. Teheran: “Disposti a seri sforzi per la de-escalation”. Continuano gli attacchi aerei sull'Iran, che contrattacca: uccisi 3 soldati statunitensi, 9 morti in Israele, 3 negli Emirati Arabi e 1 in Kuwait. Proteste anti-Usa in Pakistan: 10 vittime a Karachi. Crosetto torna in Italia con un volo militare
Esteri / Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran. L’annuncio di Trump: “Khamenei è morto”. Teheran attacca le basi Usa nella regione
Ti potrebbe interessare
Esteri / La guerra ora si allarga: raid sull’Iran e sul Libano, esplosioni a Dubai e Doha. Grossi (Aiea): “Situazione preoccupante, rischio radiazioni”
Esteri / Trump: “La nuova leadership dell'Iran è pronta al dialogo e anch’io”. Teheran: “Disposti a seri sforzi per la de-escalation”. Continuano gli attacchi aerei sull'Iran, che contrattacca: uccisi 3 soldati statunitensi, 9 morti in Israele, 3 negli Emirati Arabi e 1 in Kuwait. Proteste anti-Usa in Pakistan: 10 vittime a Karachi. Crosetto torna in Italia con un volo militare
Esteri / Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran. L’annuncio di Trump: “Khamenei è morto”. Teheran attacca le basi Usa nella regione
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Esteri / Demarcazioni, il primo festival in Italia dedicato alla Geopolitica
Esteri / Il discorso più lungo di Donald Trump: “È l’età dell’oro: l’America è tornata più forte che mai”
Esteri / Quattro anni di guerra in Ucraina senza pace in vista: Kiev resiste, Mosca bombarda ma la diplomazia è ferma
Esteri / John Barron chiama in diretta tv, ma la voce sembra quella di Trump
Esteri / Dazi: ecco quanto rischiano di dover rimborsare gli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema contro Trump