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Home » Esteri

Israele, razzo lanciato dalla Striscia raggiunge Tel Aviv. Israele schiera le truppe al confine

Immagine di copertina
Credit: Jack GUEZ/AFP

Nella notte tra il 24 e il 25 marzo 2019 un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza ha colpito una casa nel nord di Tel Aviv, ferendo 7 persone.

Secondo quanto riportato dai soccorritori, un 59enne e una donna di 30 anni sono stati ricoverato in condizioni moderate, mentre il marito di lei, e i loro figli, una ragazzina di 12 anni, un bimbo di 3 anni e uno di 6 mesi hanno riportato ferite più lievi.

I media di Hamas hanno in seguito affermato che il razzo è stato sparato per errore e che non si era trattato di un attacco deliberato contro Israele. I leader del movimento islamico hanno promesso all’Egitto che verrà avviata un’indagine sull’incidente.

Intanto Israele ha inviato due battaglioni a nord di Gaza richiamando alcuni riservisti per le unità di difesa aerea, secondo quanto riportata dal quotidiano israeliano Times of Israel.

Solo dieci giorni fa, due razzi lanciati sempre da Gaza hanno raggiunto la città di Tel Aviv senza provocare danni o feriti, mentre Israele ha risposto bombardando un centinaio di obiettivi nell’enclave palestinese.

Intanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu è tornato in patria dagli Stati Uniti, dove era in visita per incontrare il presidente americano Donald Trump.

“Il paese risponderà con forza”, ha detto il primo ministro. “Ho parlato con il capo di Stato maggiore, il capo dello Shin Bet e il capo dell’intelligence. Si tratta di un atto criminale contro lo Stato d’Israele”.

Il 25 marzo è una giornata storica nei rapporti Usa-Israele: l’inquilino della Casa Bianca è pronto a firmare un documento che riconosce la sovranità dello Stato ebraico sulle Alture del Golan, territorio conteso con la Siria.

La presa di posizione degli Usa sul Golan favorisce il premier  Netanyahu che è alla ricerca di un nuovo mandato in vista delle prossime elezioni, che si terranno il 9 aprile.

Il premier ha indetto elezioni anticipate dopo l’abbandono dell’esecutivo da parte del ministro della Difesa Lieberman, anche lui candidato alle urne di aprile.

>>Gaza si ribella: “Vogliamo vivere, basta miseria”. E Hamas reprime la protesta

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