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Una troupe CNN è stata arrestata in diretta tv durante le proteste di Minneapolis

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 29 Mag. 2020 alle 14:08 Aggiornato il 29 Mag. 2020 alle 14:39
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Una troupe della CNN è stata arrestata in diretta mentre realizzava un servizio sulle proteste di Minneapolis in seguito alla morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso il 26 maggio soffocato dalla polizia. In un secondo momento la troupe è stata rilasciata.

A dare la notizia la stessa emittente televisiva che spiega come il giornalista Omar Jimenez sia stato prima allontanato e poi arrestato insieme a tutta la crew. La polizia ha in seguito preso in custodia la camera che ha continuato a filmare l’arresto “mentre la polizia sembrava ignara che la videocamera fosse ancora accesa”.

In un comunicato la CNN aveva fatto presente che l’arresto della troupe sia una “chiara violazione del Primo Emendamento”, quello che garantisce la libertà di parola e stampa: “Un reporter di CNN e la sua troupe sono stati arrestati per aver fatto il proprio lavoro, nonostante si fossero identificati, in una chiara violazione del Primo Emendamento. Le autorità del Minnesota, incluso il governatore, devono liberare i 3 dipendenti di CNN immediatamente”.

Dopo la morte dell’uomo è stata lanciata una petizione su Change.Org per chiedere “Giustizia per George Floyd” che ha raccolto più di 4 milioni di firme in 3 giorni, con l’obiettivo di arrivare a 6 milioni. La petizione, indirizzata al sindaco di Minneapolis Jacob Frey, chiede venga “depositata immediatamente l’accusa di omicidio contro gli agenti che hanno soffocato George”.

A Minneapolis intanto continuano le proteste e nella notte alcuni manifestanti hanno dato fuoco ad un commissariato di polizia e gli scontri non sembrano placarsi tanto che il sindaco è stato costretto a dichiarare emergenza locale chiedendo allo Stato aiuto per riportare “l’ordine e la calma” in città.

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