La tempesta Ophelia si abbatte su Scozia e Galles

Dopo aver provocato la morte di almeno 48 persone tra Portogallo, Irlanda e Spagna, la tempesta tropicale si è abbattuta sulle coste del Regno Unito. Nel frattempo il ministro dell'Interno portoghese si è dimesso per la disastrosa gestione degli incendi

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 16 Ott. 2017 alle 14:12 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:51
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Immagine di copertina
Credit: Andy Buchanan/Afp

La tempesta tropicale Ophelia, considerata inizialmente un uragano, si sta abbattendo sulle coste occidentali del Regno Unito, in particolare quelle di Scozia e Galles. Il passaggio della perturbazione atlantica ha già causato la morte di tre persone in Irlanda e di almeno 41 in Portogallo e altre quattro in Spagna, per gli incendi alimentati da suoi forti venti.

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Il fenomeno climatico ha anche provocato a Londra una curiosa colorazione arancione del cielo. Con i suoi venti che hanno raggiunto in alcuni momenti anche i 156 chilometri orari, Ophelia infatti ha portato sulla capitale britannica sabbie provenienti dal deserto del Sahara.

La tempesta in Irlanda

Nella contea di Waterford, nel sud-est dell’Irlanda, una donna, un’infermiera, è morta dopo che un albero è caduto sulla sua auto, mentre la polizia irlandese ha confermato la morte di altre due persone per il passaggio di Ophelia sull’isola, si tratta di due uomini che sono deceduti, uno intrappolato nella propria auto e l’altro ucciso da una motosega mentre cercava di tagliare un albero che ingombrava la strada.

In previsione dell’arrivo della tempesta, il primo ministro irlandese Leo Varadkar aveva avvertito la popolazione di restare chiusi in casa e, per l’occasione, aveva anche mobilitato l’esercito.

La compagnia aerea Ryanair aveva inoltre cancellato decine di voli per i disagi causati dal passaggio di Ophelia. Soltanto all’aeroporto di Dublino sono stati fermati più di 100 aerei. Oltre 360 mila persone sono rimaste senza elettricità in tutta l’Irlanda.

I disagi hanno riguardato, in particolare, le città di Cork, Limerick, Tipperary e Galway. Il centro meteorologico irlandese aveva infatti emesso un’allerta di colore “rosso”.

Gli incendi in Spagna e Portogallo

Il passaggio dell’ex uragano sulle coste atlantiche ha alimentato gli incendi divampati nella penisola iberica nelle ultime ore.

La protezione civile portoghese ha confermato la morte di almeno 41 persone, mentre sono quattro le vittime decedute a causa delle fiamme in Spagna, nella regione nordoccidentale della Galizia.

A memoria d’uomo, nella penisola iberica le perturbazioni atlantiche di grande intensità hanno colpito solo due volte: nel 1842 e nel 2005. Proprio questa sicurezza statistica aveva permesso, in particolare al governo portoghese, di tagliare i finanziamenti alla protezione civile e ai vigili del fuoco per la stagione autunnale, in cui di solito non si verificano grandi roghi.

Per questo motivo e per la gestione disastrosa degli incendi, la ministra degli Interni portoghese, Constanca Urbano de Sousa si è dimessa.

La tempesta

Ophelia è la quindicesima tempesta tropicale generatasi nell’oceano Atlantico nel 2017 e la decima a essere cresciuta fino a trasformarsi in uragano.

Si tratta di un vero e proprio record: in base a quanto affermato dal professor Phil Klotzback della Colorado State University, l’ultima volta che si registrarono così tanti fenomeni di questo tipo fu nel 1893.

Gli uragani atlantici diretti verso l’Europa sono rari e quasi mai riescono effettivamente a raggiungere le coste del continente.

La stagione degli uragani atlantici attualmente in corso ha già registrato almeno cinque fenomeni forti, il più potente dei quali, l’uragano Maria, ha causato decine di morti a Porto Rico e altre isole dei Caraibi.

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