Le star boicottano il Sudafrica: “Basta attacchi xenofobi”

Le celebrità si ribellano dopo giorni di scontri violenti

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 4 Set. 2019 alle 22:08 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:05
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Immagine di copertina
Nuovi attacchi xenofobi colpiscono il Sudafrica. Credit: AFP

Le star boicottano gli attacchi xenofobi in Sudafrica

Il mondo dello spettacolo, le star, boicottano il Sudafrica dopo attacchi xenofobi, a seguito del crescente numero di morti e feriti.

Non è solo un problema italiano quello delle migrazioni. Negli ultimi giorni violenti scontri xenofobi hanno scosso il Sudafrica, tra le più solide economie del continente.

Cosa è successo

Lunedì, orde di sudafricani hanno preso d’assalto i negozi e incendiato le vetture di cittadini d’origine straniera. Le forze dell’ordine hanno confermato la morte di almeno 5 persone, mentre ammontano a 189 gli arresti.

“I rivoltosi hanno paura di perdere il proprio lavoro”, ha spiegato il ministro sudafricano allo Sviluppo sociale Lindiwe Zulu. Ne è la prova il tasso di disoccupazione del paese, che ha appena sfiorato il 28%.

Altri, tuttavia, ne fanno una questione di droghe. La scorsa settimana un tassista è stato ucciso in Pretoria dopo aver tentato di “ripulire” la città dagli spacciatori.

Le violenze sono cominciate il giorno dopo lo sciopero generale dei camionisti sudafricani contro l’assunzione di stranieri, e non danno cenno di fermarsi.

Chi sono i boicottanti

Molte le celebrità che si sono battute a favore dei diritti degli immigrati. Il cantante nigeriano Burna Boy ha giurato di non mettere più piede in Sudafrica finché il governo non si decida ad aprire gli occhi. Lui stesso, su un post di Twitter, ha spiegato di essere stato vittima di attacchi xenofobi nel 2017.

Tiwa Savage, altra cantante africana, ha cancellato un concerto in Sudafrica in programma per settembre. “Mi rifiuto di guardare i miei fratelli fatti a pezzi in Sudafrica. Tutto ciò è oltraggioso. Per questo non mi esibirò all’imminente DSTV Festival in Johannesburg”, ha commentato sui propri social.

Anche la squadra nazionale calcistica dello Zambia ha cancellato un’amichevole contro il Sudafrica. “Dobbiamo essere cauti, non sai mai cosa può succedere”, ha detto il segretario generale dell’associazione calcistica zambiana.

È la prima volta?

Non è la prima volta che accade qualcosa di simile.

Il Sudafrica ha già sperimentato altri attacchi xenofobi nel 2008, dove si sono contati più di 60 morti e altrettanti feriti.

Altre 7 vittime sono morte a Johannesburg e Durban nel 2015, dove il campo da calcio venne allestito come campo profughi per qualche tempo.

Infine, lo scorso marzo, 3 persone sono morte e 100 ferite dopo attacchi a negozi di gestione straniera nella città di Durban.

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