Silvia Romano, l’Unione europea contro l’Italia sul riscatto: “Lo hanno pagato? È un problema”

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nega: "A me non risultano riscatti". Ma le parole del portavoce di al Shabaab entrano nell'inchiesta sulla liberazione della volontaria italiana

Di Anna Ditta
Pubblicato il 13 Mag. 2020 alle 09:55
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L'Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri dell'Ue Josep Borrell. Credit: EPA/OLIVIER HOSLET / POOL

Silvia Romano, l’Unione europea contro l’Italia sul riscatto: “Lo hanno pagato? È un problema”

Il presunto pagamento di un riscatto da parte dell’Italia ad al Shabaab per liberare Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya e tornata a casa dopo 18 mesi, sarebbe “un problema” per l’Ue. A dirlo è stato l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Josep Borrell, rispondendo a una domanda durante la videoconferenza a Bruxelles. Ieri il il portavoce di al Shabaab, Ali Dehere, aveva dichiarato che una parte di quei soldi sarebbero serviti per comprare armi. “Sì, sicuramente deve essere un problema”, ha risposto Borrell, “ma francamente non abbiamo ulteriori informazioni da darvi. Sono spiacente”. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio però nega: “A me non risultano riscatti, altrimenti dovrei dirlo. Perché la parola di un terrorista che viene intervistato vale più di quella dello Stato italiano?”, ha detto il ministro ieri sera a Fuori dal coro su Rete 4.

Le dichiarazioni di Ali Dehere, rilasciate a Repubblica, sono state acquisite dai carabinieri del Ros ed entrano così nell’inchiesta sul sequestro di Silvia Romano. Ma ci sono anche altri punti da chiarire sulla liberazione della ragazza: c’è la questione dello scambio di prigionieri di cittadinanza somala, l’ipotesi che l’eventuale consegna del denaro sia avvenuta fuori dalla Somalia, ma anche il ruolo dei servizi turchi. “L’operato dei nostri servizi nel salvataggio dell’italiana è un successo”, ha dichiarato ieri il portavoce del partito Akp del presidente turco Erdogan. Sul momento della liberazione Silvia, secondo quanto riporta Repubblica, ha dichiarato: “Quando mi hanno liberata sono stata consegnata a due somali”. Poi è stata portata verso il compound internazionale dove ha incontrato i nostri agenti.

Emerge nel frattempo la notizia di quattro video appelli che Silvia è stata costretta a girare da maggio 2019 in poi, in cui chiedeva di essere liberata e implorava le nostre istituzioni di fare di tutto per salvarla. Ma il pm Colaiocco e i carabinieri del Ros non hanno ancora potuto analizzare i filmati. La 25enne sarà sentita di nuovo dagli inquirenti entro la fine del mese, mentre viene preparata la rogatoria che sarà inviata all’autorità somale.

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