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Un sacerdote italiano rapito in Nigeria è stato liberato

La notizia è stata annunciata dal ministro degli Esteri Angelino Alfano durante una trasmissione radiofonica. Il missionario era stato sequestrato il 12 ottobre a Benin city

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 18 Ott. 2017 alle 10:25 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:45
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Immagine di copertina

Don Maurizio Pallù, il sacerdote italiano rapito a Benin City, in Nigeria, il 12 ottobre, è stato liberato. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Angelino Alfano durante una trasmissione radiofonica.

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“Nel corso della notte l’unità di crisi della Farnesina mi ha comunicato la liberazione di don Maurizio Pallù, il presbitero missionario che era stato rapito in Nigeria”, ha detto Alfano.

“Secondo quello che risulta anche ai suoi confratelli neocatecumenali stanno bene, mentre lui si starebbe recando ad Abuja”.

Già domenica 15 ottobre, il missionario italiano aveva telefonato ai propri cari, confermando di stare bene e annunciando la propria imminente liberazione.

Il sacerdote era stato rapito il 12 ottobre, mentre si trovava a Benin City, insieme ad altre quattro persone. L’aggressione aveva visto il rapimento del missionario italiano e il furto dei beni degli altri appartenenti al gruppo.

Don Maurizio Pallù è laureato in storia ed è entrato nel seminario “Redemptoris Mater” di Roma alla fine degli anni Ottanta.

Il sacerdote era stato ordinato presbitero nel 1991 e, dopo due anni come cappellano in due parrocchie romane, era stato trasferito in Olanda, nella parrocchia di Heerhurgowaart, nella diocesi di Haarlem.

Negli ultimi tre anni invece, il missionario ha portato la propria opera di carità in Nigeria.

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