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Russiagate, Mueller: “Incriminare il presidente Trump? Non era un’opzione legalmente percorribile”

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Russiagate Mueller accusa Trump non percorribile | Dopo due anni di silenzio, e sorprendendo molti, oggi il Procuratore speciale Robert Mueller ha parlato a Washington, mettendo ufficialmente fine all’inchiesta Russiagate e dimettendosi del ministero della Giustizia. Comparendo davanti ai microfoni per soli otto minuti, Mueller non ha risposto alle domande dei cronisti e ha cercato di chiarire la sua posizione dopo giorni di alta tensione con il ministro della Giustizia William Barr.

“Ogni altra testimonianza non andrebbe oltre questo rapporto” ha dichiarato Mueller, precisando che “se avessimo avuto certezza del fatto che il presidente non ha compiuto reati, lo avremmo scritto”. Se questo non è stato fatto, continua Mueller, è perché “non abbiamo raggiunto una conclusione chiara, su questo punto”.

Mueller ha anche precisato che l’ipotesi di aprire un’inchiesta su Trump non era legalmente percorribile a causa delle direttive del ministero della Giustizia: “Incriminare il presidente con un crimine non era un’opzione legale che il procuratore speciale poteva considerare in base alle linee guida del dipartimento di giustizia”, secondo cui “un presidente in carica non può essere incriminato”.

Tuttavia “ci sono stati sforzi multipli e sistematici di interferire nelle nostre elezioni” e queste interferenze “meritano l’attenzione di tutti gli americani” ha specificato, ribadendo la conclusione delle sue indagini sulle interferenze russe nelle presidenziali americane.

Sono state molte le polemiche dopo la diffusione del rapporto sulle indagini le cui conclusioni hanno di fatto scagionato il presidente Donald Trump. Ma, secondo la ricostruzione fatta dal giornalista Michael Wolff in un nuovo libro sulla Casa Bianca in uscita il 4 giugno, il procuratore speciale aveva in realtà redatto tre capi d’accusa per ostruzione della giustizia contro il presidente americano prima di decidere di metterli da parte. In una nota da lui firmata, Wolff dichiara che la scoperta è “basata su documenti interni che mi hanno dato fonti vicine all’ufficio del procuratore speciale”. Ma Peter Carr, un portavoce di Mueller, ha affermato nelle scorse ore che “i documenti descritti non esistono”.

Nel suo rapporto, Mueller aveva scritto che non c’era stato un coordinamento tra la campagna elettorale di Trump e la Russia per influenzare le Presidenziali 2016.

Il commento del presidente Donald Trump. “Niente cambia dal rapporto Mueller. Ci sono state prove insufficienti e perciò, nel nostro paese, una persona è innocente. Il caso è chiuso! Grazie”, ha commentato su Twitter il presidente Donald Trump dopo la dichiarazione in diretta tv del procuratore speciale Mueller.

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