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Russiagate: “Nessuna collusione della Russia nella campagna di Trump”

Le conclusioni dell'inchiesta a due anni dal suo avvio

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 25 Mar. 2019 alle 08:03 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:27
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Immagine di copertina
Donald Trump

”Nessuna collusione, nessuna ostruzione, completa e totale assoluzione”: con queste parole il presidente americano Donald Trump ha commentato su Twitter i risultati del dossier Mueller.

Il procuratore speciale per il Russiagate, stando al rapporto consegnato venerdì 22 marzo, non ha rinvenuto alcuna collusione fra la campagna elettorale dell’attuale presidente e la Russia, secondo quanto riportato dai media locali.

“Il procuratore speciale non ha rinvenuto che la campagna di Trump, o qualcuno associato con essa, abbia cospirato o si sia coordinato con il Governo russo nei suoi sforzi, nonostante le varie offerte giunte da individui affiliati con la Russia per assistere la campagna di Trump”.

È questa la sintesi della lettera invitata dal ministro della Giustizia, William Barr, al Congresso.

“Anche se il rapporto non conclude che il presidente abbia commesso un reato, allo stesso tempo non lo esonera”, viene però specificato nella lettera del ministro.

Di diverso parere la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, secondo cui dal rapporto emerge la “totale e completa assoluzione” di Donald Trump.

“Nessuna collusione, nessuna ostruzione. È stata una totale assoluzione. È una vergogna che il paese e che un presidente debbano passare attraverso una cosa simile”, ha poi commentato via Twitter lo stesso Trump.

“L’indagine del procuratore speciale Robert Mueller è stata un colpo illegale che è fallito”.

Il rapporto –  Venerdì 22 marzo il procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate aveva consegnato al dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti il rapporto con le conclusione delle sue indagini.

Al centro dell’inchiesta vi sono le presunte interferenze della Russia nell’elezione del presidente Usa Donald Trump. Il processo è iniziato nel maggio 2017, quando Mueller, ex capo dell’Fbi, fu nominato procuratore speciale.

Dopo la consegna del rapporto, i membri del Congresso avevano chiesto l’immediata pubblicazione dei risultati e la massima trasparenza possibile.

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