Russia, l’attivista e oppositore di Putin Yegor Zhukov è stato picchiato a sangue

Nella scorsa estate Zhukov era stato il simbolo delle proteste moscovite. A ferirlo due uomini i quali gli hanno teso un agguato di fronte casa sua

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 1 Set. 2020 alle 11:26 Aggiornato il 1 Set. 2020 alle 11:51
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Immagine di copertina
Egor Zhukov

Il popolare blogger e attivista ventiduenne Egor Zhukov, diventato il simbolo della repressione delle proteste moscovite dell’anno scorso, domenica 30 agosto è stato colpito alla testa e spinto a terra da due uomini che gli hanno teso un agguato di fronte casa prima di fuggire su uno scooter. Ora le sue condizioni sono molto gravi.

Il suo team ha pubblicato su Telegram, su Instagram e su Twitter le foto del suo volto insanguinato, l’occhio gonfio e le labbra lacerate. “Nonostante le numerose ferite, Egor resta calmo e scherza sull’accaduto”, ha commentato il suo portavoce Stas Toporkov. “La diagnosi provvisoria è commozione cerebrale e trauma cranico”.

zhukov picchiato
Egor Zhukov dietro le sbarre nell’agosto 2019 per aver protestato contro l’esclusione dei candidati indipendenti dalle elezioni della Duma
Credits: ANSA

Popolare blogger e attivista, Zhukov era stato arrestato nell’agosto 2019 per aver partecipato alle proteste contro l’esclusione di candidati indipendenti dalle elezioni della Duma, il Parlamento di Mosca. Era stato sottoposto agli arresti domiciliari e accusato di aver organizzato di “disordini di massa”. Il caso aveva fatto molto scalpore e gli studenti della Scuola superiore di economia di Mosca, dove studiava Zhukov, e tutta la società civile si erano mobilitati per la sua liberazione.

Era stato infine incriminato per incitazione all’estremismo in merito a quattro video pubblicati nel 2017 che contenevano immagini di manifestazioni antigovernative. E lo scorso dicembre era stato condannato a tre anni con sospensione condizionale della pena, una sentenza vista come una vittoria nella Russia odierna. Il tribunale di Mosca gli aveva anche ordinato di chiudere per due anni il suo canale YouTube (dove aveva intervistato anche Aleksej Navalnyj, attualmente ricoverato in coma a Berlino per sospetto avvelenamento).

Oggi Zhukov lavora per la radio Eco di Mosca. Ieri mattina aveva annunciato di essere stato escluso da un master presso la Scuola superiore di economia e che un amministratore dell’ateneo gli aveva spiegato che erano arrivati “ordini dall’alto”. In serata l’agguato. Già lo scorso 27 luglio due uomini avevano cercato di aggredirlo nei pressi della sua casa. La Russia di Putin sta diventando sempre più violenta nei confronti dei suoi oppositori.

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