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Navalny è atterrato in Germania: “Ma i russi hanno perso tempo per cancellare le tracce di veleno”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 22 Ago. 2020 alle 09:53
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Immagine di copertina

Alexei Navalny, il dissidente russo in gravi condizioni dopo un sospetto avvelenamento, è atterrato all’aeroporto Tegel di Berlino nel primo mattino di oggi, sabato 22 agosto, con un volo speciale partito nella notte da Omsk, in Russia. Lo ha riferito la sua portavoce, Kira Jarmysh. Secondo quanto riferisce l’Ong tedesca Cinema for Peace, che ha organizzato il volo, Navalny sarà ricoverato all’ospedale berlinese della Charité.

L’oppositore 44enne del leader russo Vladimir Putin è in coma e respira attraverso un ventilatore, dopo essersi sentito male mentre si trovava a bordo di un areo che da Tomsk, in Siberia, lo stava riportando a Mosca. I suoi sostenitori sospettino che sia stato avvelenato, ma i medici dell’ospedale di Omsk – dove è stato ricoverato – hanno affermato di non aver trovato nessuna traccia di veleno nel suo organismo.

Gli stessi medici ieri avevano inizialmente negato l’autorizzazione al volo per la Germania, ritenendo troppo gravi le condizioni di Navalny. In serata poi – dopo un braccio di ferro internazionale – è arrivato il via libera: “Sta migliorando”, hanno spiegato i sanitari.

“Dopo tutto questo tempo, non saranno più rimaste tracce di veleno e sarà impossibile stabilire la sostanza tossica usata” per avvelenarlo, ha affermato Anastasija Vasilieva, dottoressa personale del dissidente russo, intervistata dal quotidiano italiano La Repubblica. A suo giudizio il ritardato via libera al trasferimento puntava proprio a “nascondere la causa delle sue gravi condizioni”. “I medici di Omsk non volevano lasciar andare Navalnyj. Sostenevano che non fosse trasportabile, ma era una menzogna palese”, ha detto Vasilieva.

“È illegale e criminale trattenere un paziente in un ospedale che non ha le attrezzature necessarie a garantirgli le cure di cui ha bisogno”, ha aggiunto. In Russia anche se “trovassero la causa, la nasconderebbero, nessuno vuole uno scandalo internazionale”.

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