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Proteste in Cile, la polizia spara in volto ai manifestanti: alcuni perdono la vista a causa dei “perdigones”

Sarebbero 200 le persone colpite e rimaste ferite dai pallini di metallo sparati dai carabineros sui civili

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 15 Nov. 2019 alle 22:22 Aggiornato il 15 Nov. 2019 alle 22:24
Immagine di copertina

Proteste in Cile, la polizia spara in volto ai manifestanti

“Arrivano, mirate al viso”. È la sconvolgente indicazione che uno dei carabineros cileni dà ai suoi colleghi, tutti intenti a sedare le proteste dei cittadini manifestanti in modo decisamente violento. Come testimonia il video pubblicato da Repubblica, infatti, ai pestaggi e alle torture delle forze dell’ordine sui civili si è aggiunto un altro scandalo, quello dei “perdigones”, cioè dei pallini di metallo che vengono sparati sulla folla per motivi di ordine pubblico.

L’armamento standard della polizia cilena prevede cartucce da 12 mm con altrettanti pallini ad impatto non letale, sparati al fine di disperdere gli assembramenti quando viene percepito un pericolo. Il punto, però, è che questi pallini vengono sparati anche in casi di assenza di rischio e, soprattutto, in modo tale da colpire i civili in viso e a distanza ravvicinata. Secondo una stima, sarebbero 200 le persone colpite e rimaste ferite dai “perdigones”, alcune delle quali hanno addirittura perso la vista. Un’inchiesta del New York Times, intitolata “It’s Mutilation”: The Police in Chile Are Blinding Protesters”, ha raccontato queste pratica utilizzata dalla polizia cilena e raccolto le testimonianze di alcune di queste persone che ne sono state vittime.

Nel video di Marco Mensurati e Valeria Teodonio diffuso da Repubblica è possibile vedere alcuni carabineros mirare e sparare ad altezza uomo, ferendo le studentesse di un liceo.

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