Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 20:46
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

All’ex presidente dello Zimbabwe è stata garantita l’immunità in cambio delle dimissioni

Immagine di copertina
Sostenitori di Emmerson Mnangagwa festeggiano il suo ritorno fuori dall'aeroporto di Harare. Credit: AFP PHOTO / ZINYANGE AUNTONY

Robert Mugabe ha lasciato l'incarico, ma la sua sicurezza sarebbe garantita all'interno del paese in base all'accordo raggiunto con l'esercito e il suo partito

L’ex presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe potrà contare sull’immunità da eventuali azioni penali, in base all’accordo raggiunto con gli oppositori sulle sue dimissioni martedì 21 novembre 2017. Mugabe ha lasciato la successione all’ex vicepresidente Emmerson Mnangagwa, il cui giuramento è previsto per venerdì 24 novembre.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

La notizia dell’immunità per Mugabe, già riportata dalla Cnn alcuni giorni fa, è stata confermata giovedì 23 novembre da fonti vicine alla negoziazione anche all’agenzia Reuters.

Una fonte governativa ha confermato che Mugabe, 93 anni, ha detto ai negoziatori di voler “morire in Zimbabwe” e di non avere alcuna intenzione di vivere in esilio.

“È stato molto emozionante per lui, ed è stato molto determinato su questo”, ha detto la fonte, che non è autorizzata a parlare dei dettagli dell’accordo negoziato. “Per lui era molto importante che gli fosse garantita la sicurezza di rimanere nel paese, anche se questo non gli impedirà di viaggiare all’estero quando vuole o deve”, ha aggiunto la fonte.

La rapida caduta di Mugabe dopo 37 anni di governo è stata scatenata da una battaglia per la successione tra il vicepresidente del paese Mnangagwa e la moglie di Mugabe, Grace.

Il licenziamento di Mnangagwa all’inizio di novembre ha scatenato le proteste e l’azione dell’esercito, che ha preso il potere costringendo Mugabe a rassegnare le sue dimissioni martedì 21 novembre.

Emmerson Mnangagwa è rientrato in Zimbabwe mercoledì 22 novembre, dopo essersi rifugiato in Sudafrica a seguito della sua estromissione.

Una volta arrivato ad Harare, Emmerson Mnangagwa ha detto di fronte a una folla festante che il paese entrerà in un “nuovo livello di democrazia”.

“Il popolo ha parlato. E la voce del popolo è la voce di Dio”, ha detto l’ex vicepresidente alle migliaia di sostenitori che si sono radunati all’esterno della sede del partito di maggioranza ZANU-PF.

Leggi anche: Chi è Robert Mugabe, il presidente dello Zimbabwe che si paragona a Gesù e a Hitler

Ti potrebbe interessare
Esteri / Usa, il governo pronto a lanciare la pillola anti-Covid entro fine anno
Esteri / Tragedia in Svizzera: investe e uccide il figlio di 14 mesi facendo manovra con il Suv
Esteri / Camion contro parata gay pride in Florida: un morto. "Attacco terroristico alla comunità Lgbt"
Ti potrebbe interessare
Esteri / Usa, il governo pronto a lanciare la pillola anti-Covid entro fine anno
Esteri / Tragedia in Svizzera: investe e uccide il figlio di 14 mesi facendo manovra con il Suv
Esteri / Camion contro parata gay pride in Florida: un morto. "Attacco terroristico alla comunità Lgbt"
Esteri / “Se l’Europa vuole tenere testa a Usa, Russia e Cina deve dotarsi del Nucleare”: il realismo preventivo di Massimo Fini
Esteri / Quali sono i Paesi in Europa che hanno già tolto l'obbligo
Esteri / Vaccino unico per Covid e influenza: il via già in autunno
Esteri / Usa, la sfida dei vescovi cattolici: approvato documento per vietare la comunione a Biden
Esteri / Iran, vince al primo turno l'ultraconservatore Ebrahim Raisi
Esteri / Biden attacca giornalista della Cnn: “Ma che diavolo dice? Ha sbagliato lavoro”
Esteri / Hong Kong, dopo il blitz vanno a ruba le 500mila copie dell’Apple Daily: edicole prese d’assalto