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Secondo la Cnn Mugabe ha accettato di dimettersi, immunità per lui e per la moglie

I generali dell'esercito hanno accettato le condizioni del presidente dello Zimbabwe, secondo una fonte della Cnn

Di Anna Ditta
Pubblicato il 20 Nov. 2017 alle 09:10 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:16
Immagine di copertina
Il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe durante il discorso alla nazione trasmesso dalla tv nazionale. Credit: AFP/ZBC

Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, dopo un’iniziale rifiuto ha accettato di dimettersi e ha firmato la lettera di dimissioni, secondo quanto riportato dalla Cnn lunedì 20 novembre. Il network statunitense cita una fonte vicina ai negoziati tra Mugabe e i generali dell’esercito, che hanno preso il potere lo scorso 15 novembre nella capitale Harare.

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In base ai termini dell’accordo, a Mugabe e a sua moglie Grace sarà garantita un’immunità piena e il presidente potrà conservare i suoi beni, secondo la Cnn. Due fonti governative nella tarda serata di domenica 19 novembre avevano detto a Reuters che il presidente aveva accettato le dimissioni, ma non conoscevano i dettagli del suo ritiro.

In un discorso sulla televisione nazionale di ieri, domenica 19 novembre, Mugabe ha deluso le aspettative rifiutato di annunciare le sue dimissioni.

Il partito di governo Zanu-PF ieri ha estromesso Mugabe dalla leadership e gli ha concesso un ultimatum per rassegnare le dimissioni.

Zanu-PF aveva annunciato infatti che avrebbe chiesto l’impeachment del presidente al parlamento se lui non avesse rassegnato le dimissioni entro le 11 del mattino di lunedì 20 novembre.

Il capo dei veterani dello Zimbabwe, Chris Mutsvangwa, lunedì ha detto che avvierà un’azione in tribunale per legalizzare l’azione dell’esercito in Zimbabwe, che ha preso il controllo sul paese e sulla capitale, Harare, mercoledì 15 novembre, dopo uno scontro politico sulla successione del presidente che aveva portato a forti proteste nel paese.

L’azione dell’esercito è iniziata qualche giorno dopo la decisione del presidente Mugabe di estromettere il suo vice Emmerson Mnangagwa, candidato a succedergli al governo del paese. Mnangagwa era stato preso di mira soprattutto dalla moglie di Mugabe, Grace, anche lei candidata alla successione.

Da giovedì 16 novembre Mugabe, sua moglie Grace e due figure di spicco della fazione politica da lei guidata Generation 40, i ministri Jonathan Moyo e Saviour Kasukuwere, si trovano agli arresti domiciliari nella “Blue House”, la residenza privata del leader 93enne nella capitale Harare.

Mugabe è stato presidente dello Zimbabwe per 37 anni, avendo guidato il paese da quando ha ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito nel 1980. Ha partecipato attivamente alla lotta per l’indipendenza come leader della Zimbabwe African National Union e ha trascorso 11 anni in prigione prima di diventare primo ministro del paese dal 1980.

Emmerson Mnangagwa, 75 anni, era il vicepresidente dello Zimbabwe. Lo scorso 6 novembre è stato estromesso dall’incarico con l’accusa di slealtà, mancanza di rispetto e disonestà. Mnangagwa è un ex capo dell’intelligence.

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