Tutte le pandemia della storia, prima del Coronavirus

Di Anna Ditta
Pubblicato il 11 Mar. 2020 alle 19:06 Aggiornato il 11 Mar. 2020 alle 19:36
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Immagine di copertina
Policemen in Seattle wearing masks made by the Red Cross, during the influenza epidemic. December 1918.

Tutte le pandemia della storia, prima del Coronavirus

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ha dichiarato oggi, mercoledì 11 marzo, che il Coronavirus è una “pandemia”, cioè un’epidemia che si diffonde in modo molto rapido e in interi paesi o continenti. Nel mondo il Covid-19 conta 121.564 contagi e ha provocato 4.373 morti, mentre il totale dei guariti è di 66.239. In Italia, gli ultimi dati diffusi dalla Protezione civile contano 10.590 contagiati, 827 morti e 1045 guariti.

Nella storia dell’umanità si sono verificate diverse pandemie. Il termine, dal greco pan-demos, “tutto il popolo” è un’epidemia che si espande rapidamente diffondendosi in più aree geografiche del mondo. “Si definisce pandemia un’epidemia che si diffonde tra i Paesi”, spiega David Jones, professore di cultura della medicina all’Università di Harvard, citato da Health.com.

Una delle prime pandemie di cui si ha traccia è quella di febbre tifoide durante la guerra del Peloponneso, nel V secolo a.C., che colpì gran parte del Mediterraneo orientale. Nel VI secolo d.C. trova invece largo spazio il morbo di Giustiniano, pandemia di peste bubbonica che si abbatté sui territori dell’Impero bizantino e su Costantinopoli. Nel 1300 la popolazione europea uscì decimata dalla “peste nera“, una pandemia probabilmente importata dal Nord della Cina. Nei secoli successivi si sono succedute periodiche pandemie di colera e il vaiolo.

Una pandemia è detta “influenzale” quando è nasce da un virus influenzale che si espande su scala mondiale e infetta una grande porzione della popolazione umana.

Nel ventesimo secolo, secondo l’approfondimento di Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità, si sono verificate tre pandemie influenzali: nel 1918, 1957, e 1968, che sono identificate comunemente in base alla presunta area di origine: Spagnola, Asiatica e Hong Kong. Anche se non sono state classificate come pandemie, tre importanti epidemie si verificarono anche nel 1947, nel 1977 e nel 1976.

Spagnola (H1N1)

La pandemia “Spagnola” fu provocata dal virus H1N1. Dall’infezione durante il 1918–1919 fu colpito un terzo della popolazione mondiale. La malattia fu eccezionalmente severa, con una letalità maggiore del 2,5 per cento e circa 50 milioni di decessi, alcuni ipotizzano fino a 100 milioni. Era un virus simile a quelli dell’influenza aviaria, originatosi da un ospite rimasto sconosciuto. La curva della mortalità per età dell’influenza era più elevata tra i molto giovani e gli anziani e – in particolare nel 1918 – ebbe un picco nelle età centrali tra gli adulti tra 25 e 44 anni.

Asiatica (H2N2)

L’influenza ritornò al suo andamento abituale per tutti gli anni trenta, quaranta e cinquanta, fino al 1957, quando si sviluppò la nuova pandemia. Il New York Times in un articolo descrisse l’epidemia che aveva coinvolto circa 250mila persone in un breve periodo ad Hong Kong. Il sottotipo del virus dell’Asiatica del 1957 fu più tardi identificato come un virus A/H2N2. Al contrario di quanto osservato nel 1918, le morti si verificarono soprattutto nelle persone affette da malattie croniche e i soggetti sani furono meno colpiti.

Hong Kong (H3N2)

Nel 1969 l’Italia fu colpita dall’epidemia di Hong Kong, anche nota come influenza “spaziale”, una pandemia influenzale iniziata nell’ex colonia britannica nel 1968 e diffusasi negli Stati Uniti nello stesso anno. Come nel 1957, la nuova pandemia provenne dal Sud Est Asiatico e anche questa volta fu la stampa a dare l’allarme con la notizia di una grande epidemia in Hong Kong data dal Times di Londra. IL virus fu poi introdotto nella costa occidentale degli Usa con elevati tassi di mortalità, contrariamente all’esperienza dell’Europa dove l’epidemia, nel 1968–1969, non si associò ad elevati tassi di mortalità. In Italia il numero delle vittime stimate fu di circa 20mila.

Suina

Nel XXI secolo il primo allarme mondiale è scattato nel 2003 per la Sars, acronimo di “Sindrome acuta respiratoria grave”, una forma atipica di polmonite apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong in Cina, che in un anno provocò 774 decessi in 17 paesi (per la maggior parte nella Cina continentale e ad Hong Kong). Tuttavia la Sars venne classificata come epidemia e non come pandemia.

Nel 2009 invece l’Oms riconobbe la prima pandemia del secolo, impropriamente detta “influenza suina”, causata da un virus A H1N1. Questa pandemia ha causato centinaia di morti e decine di migliaia di contagi nel mondo, concentrati per la maggior parte nel continente americano. In Italia furono oltre un milione e mezzo le persone contagiate, ma in quel caso il tasso di mortalità era inferiore anche a quello della normale influenza.

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