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La lotta di una donna contro la più grande miniera d’oro dell’America Latina

Il documentario Aguas de Oro racconta la battaglia di Máxima Acuña Chaupe per non perdere la sua terra

Di TPI
Pubblicato il 25 Feb. 2016 alle 13:00 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 12:36
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Immagine di copertina

Máxima Acuña Chaupe ha rughe profonde, una piccola statura e una volontà granitica. Dal 1994 vive a 4.200 metri d’altitudine sulle Ande peruviane, nella regione di Cajamarca. Casa sua si trova nel cuore di Conga, un progetto di espansione di Yanacocha, la miniera d’oro più grande dell’America Latina, proprietà della società statunitense Newmont.

Máxima ha un sogno: continuare a vivere tra le sue montagne. Anche Yanacocha ha un sogno: accaparrarsi le terre di Máxima necessarie all’espansione. In gioco non ci sono solo interessi personali, ma la sopravvivenza dell’ecosistema andino, ed è per questo che Máxima non lascia la sua terra, nonostante le violenze fisiche e psicologiche che subisce quotidianamente (l’ultima a novembre 2015).


Attraverso la storia di xima, il documentario Aguas de Oro di Simona Carnino descrive il conflitto tra una popolazione del nord del Perù e la multinazionale mineraria Yanacocha, affrontando il tema del landgrabbing e del watergrabbing.

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