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Rientra in Italia la salma di Lorenzo Orsetti

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 31 Mag. 2019 alle 17:20 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:13
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Immagine di copertina

Oggi, 31 maggio, la salma di Lorenzo Orsetti, il fiorentino di 33 anni morto in Siria mentre combatteva contro l’Isis al fianco delle milizie curdo-arabe è rientrata in Italia.

La comunità curda di Roma si è organizzata per accogliere il giovane volontario nella zona Cargo dell’aeroporto di Fiumicino intorno alle ore 15, per poi seguire il feretro fino all’istituto di medicina legale del Verano del quartiere San Lorenzo.

La salma non sarà riconsegnata immediatamente alla famiglia: la Procura di Roma ha predisposto “ulteriori accertamenti” sul corpo del giovane fiorentino, per cui la sepoltura nel cimitero delle Porte Sante di Firenze non ha ancora una data.

Sempre oggi, 31 maggio, il centro socio culturale Ararat di Roma festeggia i suoi 20 anni di autogestione e celebra anche il rientro della salma di Orso e la fine dello sciopero della fame dei più di 7mila curdi, impegnati nella lotta contro l’isolamento di Abdullah Öcalan nel carcere turco di Imrali.

“Io, curdo, in sciopero della fame per Ocalan e per i diritti del mio popolo”

Il rientro di Lorenzo Orsetti in Italia era atteso da mesi. Il giovane è stato ucciso dall’Isis il 18 marzo 2019 a Baghouz, l’ultimo villaggio ancora in mano ai jihadisti nel Sud-est della Siria.

Il suo corpo era stato recuperato pochi giorni dopo dalle forze curdo-arabe, ma ha lasciato il Rojava soltanto il 5 maggio.

Şehid Tekoser (Lorenzo Orsetti) ha lasciato oggi [5 maggio, ndr] il Rojava con tutti gli onori militari. Sarà seppellito nella sua terra. È caduto come un grande rivoluzionario, la sua speranza sopravvive nella rivoluzione e nei nostri cuori”: era stato questo il messaggio dell’Internationalist Commune of Rojava.

“Mio figlio è un partigiano, la politica ha paura di certi ideali”: parla a TPI il padre di Lorenzo, il combattente italiano morto in Siria

Il rientro della salma in Italia era stato più volte rimandato a causa di problemi sorti in loco tra il Consolato italiano in Iraq e l’autorità del Rojava, non riconosciuta a livello internazionale.

TPI aveva intervistato il padre di Lorenzo Orsetti per avere maggiori dettagli sulle procedure, ma la famiglia non aveva informazioni precise al riguardo. Poi la notizia della data del rientro e della disposizione da parte della Procura di Roma di “ulteriori accertamenti”.

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