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L’Isis ha lanciato due razzi contro Israele dalla penisola del Sinai

La notizia è stata rilanciata dai media controllati dal gruppo terroristico. L'attacco è avvenuto domenica e ha colpito il territorio israeliano nei pressi del confine con la striscia di Gaza

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 16 Ott. 2017 alle 12:58 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:02
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Immagine di copertina
Credit: Afp

Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità per i due razzi sparati domenica 15 ottobre dalla penisola egiziana del Sinai sul territorio meridionale di Israele, nei pressi del confine con la striscia di Gaza. A riferirlo è stato lo stesso gruppo terroristico, attraverso un comunicato ufficiale.

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“I miliziani hanno affrontato gli aerei israeliani che hanno sorvolato il territorio dello Stato Islamico e hanno sparato due razzi di tipo Grad contro l’area di Eshkol”, si può leggere nella dichiarazione ufficiale rilasciata dal gruppo.

Secondo quanto riferito dalle forze armate israeliane, l’attacco non ha causato né vittime né feriti. I residenti della regione di Eshkol, nel sud di Israele hanno riferito di aver udito alcune esplosioni, dopo le sirene di avvertimento azionate dalle autorità. Secondo l’esercito israeliano i razzi si sarebbero disintegrati in aria, senza toccare terra.

Le autorità israeliane stanno indagando sugli eventuali danni causati dai razzi lanciati dall’Isis. Nel frattempo, prima dell’attacco dell’Isis di domenica contro il territorio israeliano, sei soldati egiziani sono stati uccisi e almeno altri 20 sono stati feriti, quando almeno 100 miliziani hanno attaccato alcuni avamposti militari nel Sinai del nord.

L’Isis ha rivendicato anche questo attacco, in cui sono morti anche 24 miliziani, e gli investigatori dell’esercito israeliano stanno indagando su una possibile connessione tra questi combattimenti e il lancio di razzi su Eshkol.

L’attacco portato avanti domenica dall’Isis contro Israele è il primo dal 23 maggio, quando i miliziani del sedicente Stato Islamico lanciarono alcuni razzi durante la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel paese.

Anche in quell’occasione non si verificarono vittime né feriti.

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