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Guerra in Iran, le ultime notizie di oggi, giovedì 12 marzo. Il primo messaggio di Mojtaba Khamenei: “Vendicheremo il sangue dei martiri, lo Stretto di Hormuz resterà chiuso”. Droni colpiscono la base degli italiani a Erbil, il Pentagono: “Una settimana di guerra è costata 11,3 miliardi”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Le ultime notizie di oggi, giovedì 12 marzo, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran

Un drone iraniano ha colpito la base italiana che si trova all’interno dell’aeroporto di Erbil, Capitale del Kurdistan iracheno. L’esplosione ha distrutto un mezzo ma non ha fortunatamente provocato feriti. Di seguito le ultime notizie di oggi, giovedì 12 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

 

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Ore 14,35 – Khamenei: “Non rinunceremo a vendicare il sangue dei martiri” – L’Iran vuole giustizia per i morti in guerra. “Assicuro a tutti che non rinunceremo alla vendetta per il sangue dei martiri”, ha assicurato la nuova guida suprema, Mojtaba Khamenei, nel primo discorso dopo l’elezione. “La vendetta che abbiamo in mente non riguarda solo il martirio del grande Leader della Rivoluzione (il padre Alì, ndr) piuttosto, ogni membro della nazione martirizzato dal nemico è un caso a sè stante per la causa della vendetta”, ha spiegato. “Naturalmente, finora solo una parte limitata di questa vendetta ha assunto forma tangibile, ma fino a quando non sarà completamente compiuta, rimarrà al primo posto”, ha assicurato, “e saremo particolarmente sensibili al sangue dei nostri figli”. Dunque “le atrocità commesse dal nemico, che ha deliberatamente preso di mira la scuola Shajarat Tayyibah a Minab e alcuni casi simili, riceveranno un’attenzione particolare” in questo processo.

Ore 14,30 – Khamenei: “Stretto di Hormuz resterà chiuso” – “Lo Stretto di Hormuz resterà chiuso per fare pressione sui nemici”, ha detto nel suo primo messaggio la nuova Guida Suprema dell’Iran Khamenei.

Ore 14,25 – Khamenei: “Basi Usa nella regione vanno chiuse” – “Tutte le basi statunitensi nella regione dovrebbero essere immediatamente chiuse, altrimenti saranno attaccate”. Lo afferma la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nella sua prima dichiarazione dopo la sua nomina.

Ore 14,20 – Alla tv di Stato leggono il messaggio di Khamenei: “Sventato tentativo di dividere il Paese” – “Sventato tentativo di dividere il Paese”, è il messaggio della nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei letto dalla tv di Stato.

Ore 14,00 – Tajani: “A colpire la base a Erbil probabilmente milizie filo-Iran” – I militari italiani a Erbil “stanno tutti bene fortunatamente. E’ stato un attacco portato con un drone, non si sa se lanciato dagli iraniani, ma forse più probabilmente dalle milizie filo-iraniane che sono in Iraq”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg2.

Ore 13,30 – A breve il primo discorso all’Iran della nuova Guida Suprema – La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, a breve terrà un discorso al Paese, il primo dalla sua nomina. Lo ha riferito la tv di Stato di Teheran.

Ore 13,00 – Teheran: “Colpite basi Usa in Emirati e Iraq” – Le forze iraniane hanno annunciato di aver condotto la 40esima e la 41esima ondata di bombardamenti, dedicate “alle anime pure dei martiri” e in particolare al comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour, ucciso nel primo giorno di guerra. Lo riporta l’agenzia Fars. Gli obbiettivi degli attacchi sono stati negli Emirati Arabi Uniti e in Iraq. In particolare, “il luogo di raduno delle forze americane sulla Sheikh Zayed Road (Emirati Arabi Uniti) e la posizione delle forze americane all’aeroporto Ahmed Al-Jaber (Kuwait)”, presi di mira “con i missili ipersonici a guida di precisione Fateh”. E ancora “l’alloggio dei marines americani nella base aerea di Al-Dhafra (Emirati) e nelle basi mobili statunitensi in Iraq, così come il luogo di raduno dei torturatori sionisti a Tel Aviv”, centrati da “missili Khorramshahr” e “Qadr”.

Ore 12,00 – Funzionario Usa: “Israele coinvolto nella scelta di colpire la scuola femminile in Iran” – Israele è stato coinvolto nel processo di selezione degli obiettivi che ha portato all’attacco, probabilmente condotto dagli Usa, contro la scuola femminile di Manib, in Iran, costato la vita a oltre 170 persone. Lo ha riferito un funzionario statunitense a condizione di anonimato alla Nbc, spiegando che la Defense Intelligence Agency ha raccolto le informazioni e ha ritenuto che gli obiettivi fossero validi. Gli Stati Uniti in genere coinvolgono diverse organizzazioni di intelligence nel processo di approvazione di un attacco. Il funzionario statunitense ha affermato che non è chiaro in quale fase del processo di selezione degli obiettivi si sia verificato l’errore che potrebbe aver causato il probabile attacco statunitense alla scuola femminile.

Ore 11,00 – Hezbollah: “È una nuova fase, siamo pronti a una lunga guerra” – Una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha affermato all’Ansa che il movimento armato filo-iraniano è entrato “in una nuova fase della guerra” col lancio nella notte di “150 missili” verso Israele. “Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra”, ha detto la fonte contattata telefonicamente ma che preferisce rimanere anonima perché non autorizzata a parlare con i media. “Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico”, ha ribadito la fonte.

Ore 9,30 – Teheran annuncia attacco hacker a ferrovie israeliane – Hacker iraniani hanno attaccato e messo fuori uso la rete ferroviaria israeliana. Lo sostiene l’agenzia Fars. “Le ferrovie israeliane hanno subito un attacco informatico”, si legge nel dispaccio, “di conseguenza, il sistema ferroviario del nemico è stato messo fuori uso. Nessuna stazione è sicura fino a nuovo ordine”. Da Israele non c’è al momento alcuna conferma.

Ore 9,00 – Media, una terza nave attaccata nella notte vicino allo stretto di Hormuz – Una terza nave nave civile è stata attaccata nella notte, secondo l’Uk Maritime Trade Operation (Ukmto), che continua a consigliare di transitare con prudenza nell’area del Golfo. Lo scrive la Bbc. Oltre alle due petroliere attaccate al largo della costa irachena, una nave è stata attaccata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Alle 06.19 ora locale (le 3:19 in Italia), l’Ukmto ha ricevuto una segnalazione di una portacontainer “colpita da un proiettile sconosciuto che ha causato un piccolo incendio a bordo”, a circa 35 miglia nautiche dalla costa degli Emirati, vicino allo Stretto di Hormuz. Incolume l’equipaggio.

Ore 8,30 – Contro base italiana colpita a Erbil un drone e non un missile, distrutto un mezzo – Contro la base militare italiana colpita ieri a Erbil sarebbe finito un drone e non un missile. Lo si apprende da fonti informate, secondo cui il drone, uno Shahed, forse non era diretto all’interno della base ma avrebbe perso quota finendo contro un mezzo militare. Il contingente italiano è rimasto incolume e resta attualmente nel bunker.

Ore 8,00 – Comandante Erbil: “Siamo ancora nei bunker, danni ma nessun ferito” – “La base di Camp Singara era in condizioni di preallarme per la situazione di crisi in atto e, verso le 8.30 locali, è stato attivato l’allarme della coalizione per una minaccia aerea. E tutti quanti, seguendo procedure già rodate tra tutto il personale, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. E poco prima dell’una, c’è stata una minaccia aerea: è ancora è in fase di accertamento la tipologia della minaccia, sia un drone o un missile, e ha colpito la base italiana e ha provocato alcuni danni a infrastrutture e materiali della base. Il personale sta bene, era protetto all’interno dei bunker, stanno tutti bene”. Lo dice in collegamento con Sky Tg24 il comandante dell’italian national contingent di Erbil, nel kurdistan iraqeno, colonnello Stefano Pizzotti.

Ore 7,30 – Wall Street Journal: “Prospettiva chiusura prolungata Stretto di Hormuz” – L’intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari per le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.

Ore 7,00 – Nyt, la prima settimana guerra è costata agli Usa 11,3 miliardi di dollari – La prima settimana della guerra contro l’Iran è costata agli Stati Uniti più di 11,3 miliardi di dollari. È quanto emerso da un briefing del Pentagono ai parlamentari americani, secondo quanto riferito dal New York Times, che sottolinea il ritmo con cui il conflitto sta consumando armi e risorse. Il quotidiano, citando fonti anonime a conoscenza della riunione a porte chiuse di martedì, riferisce che ai membri del Congresso è stato detto che la cifra non include molti dei costi legati al rafforzamento militare precedente agli attacchi, lasciando intendere che il totale per la prima settimana potrebbe aumentare in modo significativo. Funzionari della Difesa avevano già informato il Congresso che circa 5,6 miliardi di dollari in munizioni sono stati utilizzati solo nei primi due giorni di combattimenti, secondo i media statunitensi, con un ritmo di consumo molto più elevato rispetto alle precedenti stime rese pubbliche.

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